
L'intelligenza artificiale è entrata in classe (e fuori) senza bussare: la usa il 94% degli studenti, e per l'84% è ormai un compagno di studio vero e proprio, tra temi, esercizi e ripassi. Il dato arriva dall'indagine "Io e l'Intelligenza Artificiale", promossa da Indire e dal Festival dell'Innovazione Scolastica, presentata al Senato il 14 settembre 2026.
Numeri così alti raccontano un uso quotidiano, quasi scontato, degli strumenti di IA tra i banchi. Ma la stessa ricerca mostra un lato meno rassicurante: il 44% degli studenti teme che l'intelligenza artificiale lo porti a pensare meno con la propria testa.
Diffusione e diffidenza convivono, e i numeri lo spiegano meglio di ogni discorso. Ecco cosa emerge davvero dai dati.
Indice
- Il 94% usa l'IA e l'84% la sfrutta per studiare
- Il 44% teme di pensare meno con la propria testa
- Il 53% si confida con l'IA anche per problemi personali
Il 94% usa l'IA e l'84% la sfrutta per studiare
Partiamo dal dato più netto: il 94% degli studenti utilizza strumenti di intelligenza artificiale, e il 62% lo fa almeno una volta a settimana. In alcuni istituti coinvolti dall'indagine, tra il 70 e l'80% dei ragazzi dichiara addirittura un uso quasi quotidiano delle tecnologie digitali, IA compresa.
L'uso non è solo per svago: l'84% impiega l'intelligenza artificiale anche per lo studio, dall'italiano alla matematica, dalla scrittura allo svolgimento di esercizi. La maggior parte, il 77%, si affida alle versioni gratuite dei servizi disponibili.
Il 44% teme di pensare meno con la propria testa
L'uso massiccio non significa fiducia cieca. Il 44% degli studenti teme che l'intelligenza artificiale possa portarlo a pensare meno con la propria testa, mentre il 26% indica nella perdita del senso critico uno dei principali rischi per il futuro.
Non a caso, il 54% ritiene che l'IA debba restare sotto il controllo umano. È una richiesta chiara, che arriva proprio da chi questi strumenti li usa ogni giorno.
L'indagine segnala anche un effetto che i ricercatori definiscono "paradosso della fiducia": come scrive Il Sole 24 Ore, gli studenti che si fidano completamente dell'IA e quelli che non si fidano affatto tendono a verificare meno le informazioni ricevute rispetto a chi mantiene una fiducia moderata. Chi sta nel mezzo, insomma, controlla di più.
Il 53% si confida con l'IA anche per problemi personali
L'uso dell'intelligenza artificiale va oltre lo studio e il senso critico: il 53% degli studenti l'ha utilizzata almeno una volta per sfogarsi o affrontare un problema personale. Il fenomeno è particolarmente significativo tra le ragazze e gli studenti più giovani.
L'indagine ha coinvolto 5.342 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, provenienti da istituti distribuiti sul territorio nazionale.