
Un agguato pianificato nei minimi dettagli sui social, una trappola tesa tra i corridoi e un pestaggio brutale terminato in ospedale. È l'incubo vissuto da una minorenne iscritta a un istituto tecnico di San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, accerchiata e massacrata di botte da un branco di sei compagni capitanato da due bulle.
Nonostante le lesioni, la prognosi del pronto soccorso e la denuncia presentata dai genitori ai Carabinieri, gli aggressori non hanno mostrato alcun pentimento. Anzi, tutto il contrario: hanno lanciato nuove e gravissime minacce di morte contro la coetanea.
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La trappola e la violenza del branco: la dinamica dell'agguato
Come raccontato da ‘Il Gazzettino’, l'aggressione non è stata il frutto di un litigio improvviso, ma un vero e proprio raid studiato a tavolino. La sera prima, la spedizione punitiva era stata persino preannunciata con uno "spoiler" sui social network. Il giorno seguente, le due ragazze a capo del gruppo hanno attirato la vittima con una scusa usata spesso in questi contesti: "Dobbiamo solo parlare".
La giovane si è così ritrovata accerchiata da un branco di sei coetanei - composto da cinque ragazze e un ragazzo. Una delle due promotrici del pestaggio l'ha trascinata per i capelli facendola cadere rovinosamente a terra, dove la vittima ha battuto la testa. Mentre la ragazza si trovava inerme, è scattata una sequenza di calci e pugni al capo e al corpo, mentre una delle presenti le copriva la bocca per impedire che le sue urla venissero udite e soffocare ogni richiesta d'aiuto.
Dal pronto soccorso alla denuncia: zero pentimento e nuove minacce di morte
Soccorsa e trasportata d'urgenza all'ospedale di Pordenone, la studentessa è stata sottoposta ad accertamenti per i diversi traumi riportati. I medici del pronto soccorso l'hanno infine dimessa con una prognosi di dieci giorni.
Oltre alle ferite fisiche, resta il clima d'odio e l'assoluta mancanza di consapevolezza da parte degli aggressori. Di fronte alla tempestiva denuncia formale presentata dai genitori della vittima ai Carabinieri, i responsabili hanno reagito rincarando la dose e diffondendo nuove intimidazioni dai toni agghiaccianti: "Se la troviamo da sola, la prendiamo a botte e la ammazziamo".
I provvedimenti dell'istituto
La gravità dei fatti ha mobilitato immediatamente la dirigenza scolastica dell'istituto del Sanvitese. Alla preside della scuola sono stati consegnati i referti ufficiali emessi dal pronto soccorso per attestare il quadro clinico della giovane aggredita.
La scuola ha programmato la convocazione dell'organo competente per decidere le sanzioni disciplinari da applicare nei confronti degli studenti coinvolti nell'aggressione. Tra le opzioni al vaglio delle autorità scolastiche vi sono la sospensione e il formale allontanamento dalla comunità scolastica, provvedimenti necessari per tutelare la vittima e ristabilire la sicurezza all'interno del plesso.