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A Pontedera uno studente di 17 anni è stato colpito da un arresto cardiaco durante l’ora di educazione fisica.

Il ragazzo ha perso conoscenza davanti a compagni e docenti, ma l’intervento immediato di un professore, che ha avviato le manovre di rianimazione e utilizzato il defibrillatore automatico presente nella scuola, ha permesso di guadagnare minuti fondamentali in attesa dell’arrivo del 118.

In situazioni del genere, infatti, la rapidità con cui vengono riconosciuti i segnali e avviate le prime manovre di soccorso può fare la differenza ancora prima dell’arrivo dell’ambulanza.

Indice

  1. A Pontedera il professore interviene con il defibrillatore
  2. Arresto cardiaco a scuola: intervenire subito è fondamentale
  3. Formare studenti e personale alle manovre salvavita

A Pontedera il professore interviene con il defibrillatore

L’emergenza è scattata nella mattinata di martedì 6 ottobre 2026, al Villaggio scolastico di Pontedera, durante una lezione di educazione fisica.

Il ragazzo, 17 anni, ha accusato un malore e ha improvvisamente perso conoscenza davanti ai compagni e ai docenti presenti. Uno degli insegnanti ha riconosciuto immediatamente la gravità della situazione e ha iniziato le prime manovre rianimatorie, utilizzando anche il defibrillatore automatico in dotazione alla scuola.

Nel frattempo è stato allertato il 118. L’intervento effettuato nell’istituto, seguito da quello dei sanitari, ha permesso al giovane di riprendersi.

Lo studente è stato quindi trasferito d’urgenza in ospedale e ricoverato per gli accertamenti e le cure necessarie: nelle ore successive le sue condizioni sono risultate in miglioramento.

Arresto cardiaco a scuola: intervenire subito è fondamentale

Quando si verifica un arresto cardiaco, ogni minuto può diventare prezioso. Il caso di Pontedera lo dimostra, ma negli ultimi anni altre scuole italiane si sono trovate ad affrontare emergenze simili.

Nel febbraio 2025, all’Istituto Torriani di Cremona, uno studente di 14 anni si è accasciato durante una lezione di educazione fisica mentre la classe era impegnata in una corsa a staffetta.

I soccorsi sono stati attivati immediatamente: mentre veniva chiamato il 118, un docente ha preso il defibrillatore presente nella struttura e sono iniziati i tentativi di rianimazione. Nonostante la rapidità dell’intervento e l’arrivo dei sanitari, però, per il ragazzo non c’è stato nulla da fare.

Due episodi dall’esito profondamente diverso, che ricordano anche un aspetto fondamentale: un intervento tempestivo non può garantire da solo che una persona colpita da arresto cardiaco si salvi, ma permette di aumentare le possibilità di sopravvivenza e di non perdere tempo prezioso in attesa dei soccorsi.

Formare studenti e personale alle manovre salvavita

La presenza di un defibrillatore, da sola, è soltanto una parte della risposta. Un altro elemento decisivo è sapere come comportarsi quando si verifica un’emergenza.

Alcune scuole italiane hanno già avviato percorsi specifici di formazione. Tra queste c’è l’IIS Aldini Valeriani di Bologna, che nel 2022 ha attivato al proprio interno un Centro di Formazione Scolastico Regionale BLSD, dedicato alle tecniche di supporto vitale di base e all’utilizzo del defibrillatore.

Il progetto coinvolge personale scolastico e studenti, con percorsi dedicati alla rianimazione cardiopolmonare e alle procedure da seguire in caso di arresto cardiaco. L’obiettivo è fare in modo che chi assiste a un’emergenza sappia riconoscerla e possa iniziare a intervenire mentre vengono allertati i soccorsi.

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