
Il limite del 30% di studenti stranieri per classe, ad oggi disciplinato da una circolare, diventerà legge. Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in un'intervista esclusiva rilasciata a Skuola.net, alla vigilia del nuovo anno scolastico.
Il ministro vuole trasformare la regola, oggi solo raccomandata, in un obbligo affidato agli Uffici Scolastici Regionali. Il loro compito sarà coordinare la distribuzione degli studenti tra le classi e, se necessario, tra le scuole di vicinato.
Per gli studenti e le famiglie cambia la prospettiva sulla composizione delle classi, soprattutto dove la concentrazione di alunni stranieri supera già oggi la soglia fissata nel 2010.
Il limite del 30% non è infatti una misura nuova. Fu introdotto con la circolare ministeriale n. 2 dell'8 gennaio 2010, firmata dall'allora ministra Mariastella Gelmini, che indicava come gli alunni con cittadinanza non italiana non dovessero superare, "di norma", il 30% degli iscritti per classe.
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Perché Valditara vuole trasformare la circolare in legge
Nell'intervista rilasciata per il canale YouTube di Skuola.net, Valditara parte da un punto preciso: la regola sul tetto degli alunni stranieri finora non ha funzionato perché priva di forza vincolante.
"Ritengo che dobbiamo andare verso un meccanismo di integrazione, cioè accogliere lo straniero facendolo partecipe dei nostri valori, facendo sì che possa condividere quei grandi valori che sono scritti nella nostra Costituzione e fra cui c'è il tema dell'eguaglianza senza discriminazioni.
Allora per far sì che lo straniero si possa integrare, possa avere anche successo nella nostra società, nella sua vita lavorativa, il primo elemento di integrazione è la buona conoscenza della lingua italiana" ha detto il ministro.
"Come fai altrimenti ad imparare, ad apprendere? Come fai a relazionarti con gli altri? Ecco perché abbiamo messo delle risorse importanti per specializzare dei docenti, 1.000 docenti che poi abbiamo assunto, nell'insegnamento dell'italiano agli stranieri di primo arrivo, cioè a quei ragazzi che non sanno neanche dire buongiorno e buonasera" ha specificato Valditara.
Per questo, spiega, serve uno strumento normativo più solido.
"Poi c'è il tema della presenza nelle classi. Noi riteniamo che si debba intervenire con legge dando delle indicazioni chiare, facendo sì che gli Uffici Scolastici Regionali possano con le loro articolazioni svolgere un'azione di coordinamento fra le varie scuole, fra i vari presidi delle varie scuole per distribuire questi ragazzi", ha aggiunto.
Il ministro rivendica con decisione l'obiettivo della misura. "Attenzione, noi siamo proprio contro le scuole ghetto", ha detto, spiegando che una concentrazione troppo alta di ragazzi che non parlano italiano moltiplica l'insuccesso scolastico e finisce per coinvolgere anche i pochi compagni italiani presenti in classe.
"Se in una classe l'80% dei ragazzi non sa parlare l'italiano perché arriva da ogni dove, è evidente che l'insuccesso scolastico si moltiplicherà. L'insuccesso scolastico verrà a coinvolgere anche i ragazzi italiani, quei pochi ragazzi italiani presenti in queste classi.
Quindi un'equa distribuzione per far sì che si possa integrare al meglio chi viene da noi" ha aggiunto il ministro.
Come cambierà la distribuzione degli studenti tra le classi
Il meccanismo descritto dal ministro segue un ordine preciso. La priorità sarà distribuire gli studenti stranieri tra le diverse classi dello stesso istituto, per evitare che si concentrino in una sola sezione.
"Che tu devi distribuire innanzitutto nelle altre classi. Se il limite non si raggiunge lo stesso, devi distribuire nelle scuole di vicinato. È chiaro che non manderai lo studente a 20 km di distanza, ma è importante cercare di realizzare concretamente questo limite", ha spiegato Valditara a Skuola.net.
Il coordinamento passerà quindi agli Uffici Scolastici Regionali, che dovranno dialogare con i presidi dei diversi istituti del territorio. Per lo studente, in pratica, significa che un eventuale spostamento resterà circoscritto alla propria zona, senza trasferimenti verso scuole lontane da casa.