
Due appuntamenti fissi a settimana, sempre nello stesso parco. È il patto informale che da questa estate lega la sindaca di Casale sul Sile, in provincia di Treviso, Stefania Golisciani, a un gruppo di adolescenti tra i 14 e i 16 anni.
Il punto di ritrovo è il parco Delle Vecchie Pioppe, diventato nel tempo una sorta di terreno neutro: niente tavoli istituzionali, niente lezioni frontali, solo uno spazio in cui parlare e conoscersi con continuità.
Al gruppo partecipano ragazzi italiani e stranieri, iscritti al primo biennio delle superiori o all’ultimo anno delle medie, uniti da una regola molto semplice: esserci.
Più che un progetto costruito a tavolino, quello della sindaca è un percorso nato in modo spontaneo. Alla base c’è un’idea altrettanto semplice: creare fiducia attraverso la presenza e il dialogo, prima che piccoli segnali di disagio possano trasformarsi in episodi di vandalismo o inciviltà.
Due appuntamenti fissi al parco Delle Vecchie Pioppe
Gli incontri si tengono ogni martedì e venerdì alle 17.30. Un appuntamento ormai fisso, che ha preso il posto degli incontri più sporadici cominciati durante l’estate. Il luogo è sempre lo stesso: i vialetti del parco Delle Vecchie Pioppe, a Casale sul Sile.
A partecipare sono adolescenti tra i 14 e i 16 anni, italiani e stranieri, che frequentano il primo biennio delle scuole superiori oppure l’ultimo anno delle medie.
Non si tratta di una classe, né di un’attività strutturata. Il gruppo si è formato spontaneamente, grazie a una conoscenza reciproca costruita incontro dopo incontro.
Tutto è nato da una pulizia e un gelato
Tutto parte da un episodio di sporcizia nel parco: alcuni adolescenti erano stati richiamati perché avevano lasciato rifiuti nell’area verde. Invece di limitarsi a una sanzione o a un rimprovero, Golisciani ha proposto un accordo diverso. Pulire il parco in cambio di un gelato.
I ragazzi hanno accettato. Hanno iniziato da una piccola porzione dell’area verde e sono poi arrivati a ripulire l’intero parco.
Da quell’episodio è nato un rapporto continuativo, costruito poco alla volta su presenza, responsabilità e fiducia. Da allora, raccontano dall’amministrazione, gli appuntamenti non sono mai stati saltati.
Ascoltare per prevenire il disagio giovanile
“Non è un progetto, chiariamoci. È una cosa che è venuta da sé, in modo molto naturale, semplicemente perché abbiamo cominciato a parlarci”. specifica subito la prima cittadina a Il Corriere della Sera.
Golisciani sottolinea che non tutti i ragazzi del gruppo sono seguiti dai servizi sociali. “Sono semplicemente ragazzi un po’ più vispi, che hanno solo bisogno di essere sentiti, ascoltati”, spiega la sindaca.
Secondo Golisciani, una delle difficoltà più grandi a quell’età è proprio il rapporto con gli adulti e con le istituzioni. Ma ancora più pesante può essere il sentirsi giudicati prima ancora di essere conosciuti.
“Vengono già etichettati come teppisti. Mi confidano che la gente passa e dà a loro la colpa della carta per terra che invece magari è lì da giorni”, racconta.