professoressa e studenti che litigano in classe

Entrare in aula, aprire il registro e far finta che la didattica sia un opzionale. È questa la realtà vissuta dagli studenti di una classe che si sono trovati a fronteggiare una situazione surreale: una professoressa che, nonostante le segnalazioni alla scuola da parte di studenti e famiglie, continua a comportarsi in maniera non consona e a mettere a disagio la classe.

A scrivere a Skuola.net è una classe di quinta liceo della provincia di Matera costretta a subire una pressione continua. Il problema è ciò che accade — o meglio, non accade — durante le ore di lezione. Oltre alle lezioni saltate per far spazio a commenti, critiche e pettegolezzi sull'ambiente scolastico, racconta anche di voti molto bassi assegnati in maniera arbitraria e di altri episodi che mostrano un clima estremamente teso.

Indice

  1. Programmi fermi e chiacchiere da bar
  2. Voti bassi e arbitrari
  3. Disagio agli esami
  4. Nessun aiuto dalla scuola

Programmi fermi e chiacchiere da bar

La testimonianza tratteggia un quadro sconfortante. Quando suona la campanella dell'ora di lezione, la spiegazione dei contenuti disciplinari cede il passo a conversazioni informali che nulla hanno a che fare con la materia d'insegnamento.

"La professoressa nel corso nel quinquennio aveva anche perso parecchie ore di lezione, dedicandole alla critica e ai pettegolezzi sugli altri professori e sui ragazzi della classe stessa, portando paura e disagio tra gli alunni".

Nonostante gli esami in arrivo, inoltre, diversi argomenti del programma non sono stati affrontati.

"All'inizio di quest'anno scolastico aveva rifiutato di spiegare per un mese intero solo perché a detta sua i ragazzi "non l'ascoltavano". Gli stessi ragazzi che hanno dovuto affrontare un esame sapendo metá del programma, non perché erano passivi, ma perché la docente non ha svolto il suo lavoro".

Voti bassi e arbitrari

Anche sul fronte delle valutazioni, gli studenti lamentano l'atteggiamento della docente che, a quanto pare, assegnava voti molto bassi senza un valido motivo.

"L'insegnante, dal secondo anno fino al quinto, aveva messo piú volte due a tutta la classe, solo perché gli alunni non erano stati in grado di rispondere a una domanda. Domanda che, tra l'altro, veniva posta sulle sue "spiegazioni" che non seguivano il programma, ma su argomenti futili e illogici".

Disagio agli esami

La situazione è diventata ancora più difficile con l'arrivo degli esami di Maturità. Essendo commissario interno, la professoressa avrebbe obbligato gli studenti a scegliere una specifica traccia per il tema d'italiano.

"Prima di sostenere la prima prova scritta del compito di esame, aveva imposto alla classe di svolgere la traccia da lei indicata, vincolando la scelta dei ragazzi e minacciandoli di mettere dei voti bassi, essendo commissario interno".

Nessun aiuto dalla scuola

Gli episodi sono stati segnalati più volte alla presidenza e agli organi competenti, ma non è mai stato preso alcun provvedimento. Persino i genitori, preoccupati per il futuro dei propri figli, hanno cercato di parlare con la scuola, ma non sono mai stati ricevuti.

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