Illustrazione di un'aula vuota nelle scuole italiane con tavoli, sedie e una mappa dell'Italia sulla parete

Nelle scuole italiane il 9,1% delle classi supera il tetto del 30% di alunni con cittadinanza non italiana, ma il quadro cambia moltissimo da Regione a Regione. È quanto emerge dall'elaborazione di TuttoScuola sui dati del Portale Unico del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM), riferiti all'anno scolastico 2024-25, gli ultimi disponibili.

Il tema è tornato d'attualità con il Decreto-Legge 170/2026, che introduce un limite agli alunni stranieri per classe a partire dall'anno scolastico 2027-28. I numeri raccontano però una realtà già esistente da anni, con differenze enormi tra Nord, Centro e Mezzogiorno: dall'Emilia-Romagna, dove una classe su cinque supera la soglia, alla Sardegna, dove succede appena una volta su 193.

Ecco la mappa completa, Regione per Regione e ordine di scuola, con i numeri che il nuovo decreto toccherà davvero.

Indice

  1. 33.222 classi italiane superano il 30% di alunni stranieri
  2. Emilia-Romagna e Lombardia guidano la classifica regionale
  3. Il Nord-Est tocca il 31,3% nelle scuole dell'infanzia
  4. Il decreto tocca solo alcune prime classi

33.222 classi italiane superano il 30% di alunni stranieri

Sono 33.222 le classi italiane che superano il 30% di alunni con cittadinanza non italiana, su un totale di 365.935 classi funzionanti nel 2024-25. Tradotto in percentuale, parliamo del 9,1% delle classi, quasi una su undici in tutto il Paese.

Le scuole coinvolte sono 4.295, pari al 10,6% delle 40.678 scuole statali attive. Il dato fotografa quante realtà scolastiche hanno almeno una sezione "oltre soglia": in ogni scuola convivono classi sopra e sotto il 30%.

Gli alunni con cittadinanza non italiana censiti sono complessivamente 848.231. Di questi, 273.561, circa un terzo del totale, frequenta una classe che ha già superato la soglia del 30%.

La distribuzione cambia parecchio in base all'età degli studenti. La scuola primaria è l'ordine con più classi oltre soglia in valore assoluto, 16.836 sezioni, seguita dall'infanzia con 5.023 classi. Alla secondaria di primo grado si scende al 9%, mentre alle superiori la quota si ferma al 3,5%.

Emilia-Romagna e Lombardia guidano la classifica regionale

Se il dato nazionale si ferma a una classe su undici, in alcune Regioni il quadro cambia radicalmente. In Emilia-Romagna e Lombardia la soglia del 30% è superata in circa una classe su cinque, quasi il doppio della media italiana.

Il Nord, nel complesso, registra il 17% di classi oltre soglia, una su sei. Al Centro la quota scende al 9%, una classe su 12, mentre nel Mezzogiorno si resta tra l'1 e il 2%, appena una su 68.

Anche dentro le stesse aree geografiche le differenze restano marcate. Al Nord l'incidenza minima si registra in Friuli-Venezia Giulia, una classe su otto; al Centro il valore più basso è nel Lazio, una su 15.

Nel Mezzogiorno la situazione più alta si trova in Abruzzo, con una classe oltre soglia ogni 27. La Puglia scende a una su 122, davanti solo alla Sardegna.

In Sardegna sono appena 55 le classi oltre il 30% su un totale di 10.595, lo 0,5% del totale, una ogni 193. È il valore più basso registrato in tutta Italia.

Il Nord-Est tocca il 31,3% nelle scuole dell'infanzia

Guardando ai singoli ordini di scuola, è l'infanzia del Nord-Est a toccare il picco più alto. Qui il 31,3% delle classi supera il 30% di bambini stranieri, quasi una su tre.

È un dato che pesa sul futuro del sistema scolastico. La scuola dell'infanzia rappresenta il primo ingresso nel percorso educativo, e quanto si osserva oggi tra i più piccoli tende a riflettersi, con qualche anno di ritardo, sui gradi successivi di istruzione.

A livello nazionale resta comunque la primaria l'ordine con più classi coinvolte in valori assoluti, con 16.836 sezioni oltre soglia. In percentuale, le classi oltre il 30% sono il 12,5% nell'infanzia e il 13,8% nella primaria, le incidenze più alte tra tutti gli ordini di scuola.

Il decreto tocca solo alcune prime classi

Il tema del tetto del 30% non nasce oggi. Una circolare ministeriale del 2010 indicava già questa soglia come criterio ordinario per gli alunni con cittadinanza non italiana con ridotte conoscenze della lingua, lasciando margine di deroga agli Uffici Scolastici Regionali.

Il nuovo Decreto-Legge 170/2026 riprende quel limite, ma lo applica in modo molto più circoscritto. Riguarderà soltanto le classi prime della primaria, della secondaria di primo grado e della secondaria di secondo grado, a partire dall'anno scolastico 2027-28.

Le classi della scuola dell'infanzia restano fuori dal provvedimento. Una scelta che esclude dal computo oltre 5.000 classi che nel 2024-25 avevano già superato il 30% proprio in questo ordine di scuola.

Inoltre, nelle classi iniziali della primaria, saranno esclusi dalla soglia gli alunni nati in Italia oppure quelli che hanno frequentato almeno due anni di scuola dell'infanzia. Un criterio che riduce drasticamente la platea rilevante rispetto al totale di circa 27mila alunni stranieri iscritti alle prime classi di primaria nel 2024-25.

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale.

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