
Sembrava un capitolo ormai archiviato, e invece la didattica a distanza torna a fare capolino nelle università italiane.
Questa volta, però, non c'entra un'emergenza sanitaria: a riportare gli studenti davanti allo schermo del computer è lo sciopero degli autotrasportatori, che sta provocando disagi alla circolazione e difficoltà nell'approvvigionamento di carburante, soprattutto nel Sud Italia.
Una situazione che sta avendo ripercussioni anche sul mondo dell'istruzione, con diversi atenei costretti a riorganizzare le lezioni e, in alcuni casi, amministrazioni comunali che hanno disposto la chiusura delle scuole per il 22 e il 23 ottobre 2026.
A Napoli, per esempio, l'Università Federico II ha annunciato il ritorno temporaneo alla Dad, mentre provvedimenti analoghi interessano altri atenei campani e siciliani. In Calabria, invece, c'è chi ha deciso di lasciare direttamente gli studenti a casa.
Ma quali sono le scuole e le università coinvolte? E soprattutto, quanto durerà lo stop alle lezioni in presenza?
Indice
- Sciopero dei Tir, perché scuole e università stanno sospendendo le lezioni in presenza?
- Scuole chiuse in Calabria il 22 e 23 ottobre: cosa succede a Belvedere Marittimo
- Università Federico II di Napoli: dal 22 ottobre tutte le lezioni tornano online
- Dad anche alla Vanvitelli, all'Orientale, alla Parthenope e all'Università del Sannio
- Università di Catania e Messina: lezioni online fino al 23 ottobre
Sciopero dei Tir, perché scuole e università stanno sospendendo le lezioni in presenza?
Il problema nasce dalle agitazioni nel settore dell'autotrasporto, che stanno interessando diverse regioni meridionali e provocando difficoltà negli spostamenti e nella distribuzione del carburante.
Le conseguenze si fanno sentire anche tra gli studenti e il personale scolastico e univebrsitario: raggiungere quotidianamente le sedi didattiche può diventare complicato, soprattutto per chi si sposta da un comune all'altro o percorre lunghe distanze.
Per evitare che i problemi di mobilità compromettano lo svolgimento delle lezioni, diversi atenei hanno deciso di adottare temporaneamente la didattica a distanza.
In altri territori, invece, l'impossibilità di garantire la presenza del personale scolastico ha portato alla sospensione delle attività in presenza.
È importante, però, fare una distinzione: non esiste un provvedimento nazionale che abbia disposto la chiusura di tutte le scuole del Sud. Le decisioni vengono adottate dalle singole università e dalle amministrazioni locali in base alle difficoltà riscontrate.
Scuole chiuse in Calabria il 22 e 23 ottobre: cosa succede a Belvedere Marittimo
Tra i primi comuni a intervenire c'è Belvedere Marittimo, in provincia di Cosenza, dove il sindaco Vincenzo Cascini ha disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per giovedì 22 e venerdì 23 ottobre 2026.
La decisione arriva dopo le segnalazioni delle dirigenze dell'Istituto comprensivo Padre Puglisi e dei Licei Tommaso Campanella, che hanno evidenziato le difficoltà del personale nel raggiungere le sedi scolastiche a causa della protesta dei Tir.
Il rischio, secondo quanto comunicato dalle scuole, è quello di non poter garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche e la sorveglianza degli alunni. Da qui la scelta dell'amministrazione comunale di sospendere le lezioni in presenza per due giorni.
Al momento, dunque, la chiusura delle scuole di Belvedere Marittimo è confermata per il 22 e il 23 ottobre, mentre non è possibile estendere automaticamente il provvedimento agli altri comuni calabresi.
Università Federico II di Napoli: dal 22 ottobre tutte le lezioni tornano online
In Campania, uno dei provvedimenti più significativi riguarda l'Università degli Studi di Napoli Federico II, che ha annunciato il ritorno alla didattica a distanza a partire da giovedì 22 ottobre 2026.
La misura coinvolge tutte le lezioni e le attività formative ordinarie e resterà in vigore fino a una nuova comunicazione dell'Ateneo. Le lezioni proseguiranno online seguendo gli orari già previsti dai calendari universitari, ma non tutte le attività saranno necessariamente svolte da remoto.
In particolare:
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Gli esami già programmati potranno continuare a svolgersi in presenza, se le condizioni organizzative lo consentiranno.
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Per gli studenti impossibilitati a raggiungere le sedi saranno previste sessioni straordinarie di recupero.
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Le modalità di svolgimento di laboratori e tirocini saranno stabilite dalle strutture didattiche competenti.
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Le sedute di laurea già calendarizzate resteranno in presenza.
La decisione, come chiarito dall'Università, è stata adottata per contenere i disagi provocati dalle agitazioni e dalla difficoltà di reperire carburante.
Dad anche alla Vanvitelli, all'Orientale, alla Parthenope e all'Università del Sannio
La Federico II non è l'unico ateneo campano a riorganizzare le proprie attività.
Secondo le notizie diffuse il 21 ottobre, anche l'Università della Campania Luigi Vanvitelli e l'Università del Sannio di Benevento hanno previsto il passaggio delle lezioni frontali alla modalità online a partire dal 22 ottobre.
La situazione coinvolge anche altri atenei napoletani: tra quelli che hanno adottato misure per la didattica a distanza vengono segnalati l'Università Parthenope e L'Orientale.
Le modalità operative possono tuttavia variare da un'università all'altra, così come la gestione degli esami, dei laboratori e delle attività che richiedono necessariamente la presenza fisica degli studenti.
Università di Catania e Messina: lezioni online fino al 23 ottobre
La didattica a distanza è tornata anche in Sicilia, dove alcuni atenei hanno adottato misure straordinarie già a partire da lunedì 19 ottobre. All'Università di Catania, le attività didattiche dei corsi a frequenza obbligatoria sono state trasferite online attraverso Microsoft Teams dal 19 al 23 ottobre 2026.
La situazione, però, non è identica per tutti i corsi: alcuni dipartimenti hanno previsto modalità organizzative specifiche, compresa la possibilità di seguire le lezioni sia in aula sia da remoto.
Anche l'Università di Messina ha disposto la didattica a distanza per i corsi a frequenza obbligatoria, prorogando la misura fino a venerdì 23 ottobre.
In questo caso le lezioni si svolgeranno esclusivamente online attraverso i canali Microsoft Teams dedicati, secondo le indicazioni fornite dall'Ateneo.