studentessa studia in aula

L'autunno si preannuncia tutt'altro che tranquillo per il mondo della scuola. Tra la fine di ottobre e il mese di novembre, il calendario delle mobilitazioni sindacali torna a riempirsi di appuntamenti che potrebbero mettere a rischio il regolare svolgimento delle lezioni in tutta Italia.

Due le date da segnare in rosso sul calendario: venerdì 30 ottobre e venerdì 20 novembre 2026. In entrambi i casi si tratta di scioperi generali che coinvolgono anche il comparto dell'istruzione, con possibili ripercussioni su docenti, personale ATA e attività didattiche.

Attenzione, però: uno sciopero non significa automaticamente un giorno di vacanza. Le scuole potrebbero rimanere aperte, organizzare orari ridotti oppure non riuscire a garantire tutte le lezioni.

Vediamo allora quali sono le prossime date degli scioperi scolastici di ottobre e novembre, chi aderisce alle proteste e cosa cambia per studenti e famiglie.

Indice

  1. Sciopero scuola 30 ottobre 2026: chi aderisce e perché
  2. Sciopero del 4 novembre 2026: la mobilitazione è stata revocata
  3. Sciopero scuola 20 novembre 2026: nuova protesta nazionale
  4. Scuole chiuse per gli scioperi di ottobre e novembre?

Sciopero scuola 30 ottobre 2026: chi aderisce e perché

Il primo appuntamento è fissato per venerdì 30 ottobre 2026, quando è previsto uno sciopero generale nazionale di un'intera giornata che interesserà diversi settori pubblici e privati, compreso quello scolastico.

La mobilitazione è stata proclamata da diverse organizzazioni sindacali, tra cui USB, USI-CIT, Confederazione COBAS, ADL Cobas, CLAP, SIAL Cobas e CIB Unicobas, con l'adesione di ulteriori sigle.

Per il mondo della scuola, la protesta potrà coinvolgere insegnanti, personale educativo e personale ATA delle scuole di ogni ordine e grado, dagli istituti primari fino alle superiori.

Le rivendicazioni riguardano principalmente il potere d'acquisto dei salari, le condizioni di lavoro e gli investimenti nei servizi pubblici. I COBAS Scuola, in particolare, chiedono aumenti retributivi per docenti e ATA, maggiori risorse per l'istruzione e interventi sulle condizioni lavorative.

Una protesta che, dunque, non riguarda soltanto gli stipendi, ma anche le politiche economiche e il futuro della scuola pubblica.

Sciopero del 4 novembre 2026: la mobilitazione è stata revocata

Nel calendario delle proclamazioni compare anche mercoledì 4 novembre 2026, data inizialmente individuata per uno sciopero nazionale del personale scolastico e universitario.

La mobilitazione era stata proclamata dall'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e avrebbe interessato docenti e ATA, oltre a diverse categorie di lavoratori universitari.

Tuttavia, secondo il Cruscotto degli scioperi nel pubblico impiego, lo sciopero del 4 novembre risulta revocato.

Sciopero scuola 20 novembre 2026: nuova protesta nazionale

Dopo la mobilitazione di fine ottobre, l'altra data da tenere d'occhio è venerdì 20 novembre 2026, quando è stato proclamato uno sciopero generale nazionale dalla CGIL.

L'annuncio è arrivato il 17 ottobre dal segretario generale Maurizio Landini, durante la manifestazione nazionale La Via Maestra a Roma. L'astensione dal lavoro è stata successivamente inserita nel calendario ufficiale degli scioperi del pubblico impiego e interessa anche il comparto Istruzione e Ricerca.

Al centro della protesta ci sono le richieste di aumenti salariali, il contrasto al precariato, la difesa del potere d'acquisto di lavoratori e pensionati e la necessità di maggiori investimenti nella sanità e nell'istruzione pubblica.

Il 20 novembre coincide inoltre con una giornata di mobilitazione studentesca europea, richiamata dallo stesso Landini durante l'annuncio dello sciopero. Anche in questo caso, dunque, il mondo della scuola potrebbe essere interessato da disagi e modifiche alla normale attività didattica.

Scuole chiuse per gli scioperi di ottobre e novembre?

Ma arriviamo alla domanda che interessa maggiormente gli studenti: il 30 ottobre e il 20 novembre si resterà a casa? Non è detto. La proclamazione di uno sciopero non determina automaticamente la chiusura delle scuole, perché l'adesione è una scelta individuale dei lavoratori.

Questo significa che, a seconda del numero di insegnanti e collaboratori scolastici che aderiranno, potrebbero verificarsi situazioni differenti anche tra istituti della stessa città.

Alcune scuole potrebbero garantire regolarmente le lezioni, altre modificare gli orari di ingresso e uscita, mentre in determinati casi potrebbero non essere assicurate tutte le attività didattiche o i servizi scolastici.

Per questo è fondamentale controllare le circolari pubblicate sul registro elettronico e sul sito ufficiale del proprio istituto, senza dare per scontato che lo sciopero coincida con una giornata libera.

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