
Il registro elettronico ha cambiato anche uno dei momenti più delicati della vita scolastica: dire ai genitori com’è andata una verifica. Una volta, tra il voto preso in classe e il momento in cui mamma e papà ne venivano a conoscenza, potevano passare ore o persino giorni.
Oggi, invece, una notifica sullo smartphone può anticipare lo studente.
Presto, però, qualcosa potrebbe cambiare. ClasseViva, il registro elettronico del Gruppo Spaggiari utilizzato da oltre 4.000 scuole italiane, sta lavorando a una funzione che permetterà allo studente di impostare un ritardo nell’invio della notifica del voto ai genitori, purché questi ultimi abbiano dato il proprio consenso.
Ad anticiparlo ai microfoni di Skuola.net è Andrea Pizzola, Chief Marketing & Digital Officer del Gruppo Spaggiari: l’obiettivo non è permettere di nascondere un brutto voto. L’idea è lasciare allo studente un po’ di tempo per elaborarlo e, se vuole, essere il primo a parlarne in famiglia.
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ClasseViva è utilizzato da oltre 4.000 scuole italiane
Per capire la portata della novità basta guardare ai numeri della piattaforma. ClasseViva è utilizzato ogni giorno da oltre 4.000 scuole italiane e conta milioni di utenti tra famiglie, studenti e personale scolastico.
Secondo i dati forniti da Spaggiari, sono registrati 3,5 milioni di genitori, 1,3 milioni di studenti e 250mila insegnanti.
L’accesso cambia a seconda del ruolo. Studenti dai 14 anni e genitori possono consultare voti, assenze, compiti e comunicazioni; i docenti utilizzano la piattaforma per gestire le attività didattiche, mentre i dirigenti possono occuparsi del setup e della gestione amministrativa dell’istituto.
Ed è proprio alla scuola che spetta un ruolo fondamentale nella gestione delle notifiche.
Voti sul registro elettronico: la scuola può già ritardare le notifiche
Una possibilità di intervenire sui tempi delle notifiche, infatti, esiste già. Ma oggi non è lo studente a decidere.
La gestione è affidata alla scuola, che stabilisce le regole entro cui possono muoversi i docenti. L’istituto può decidere se consentire o meno l’invio del voto ai genitori e può fare in modo che la notifica parta soltanto dopo che il risultato è stato comunicato allo studente in classe.
Non solo. È possibile stabilire un determinato orario per l’invio oppure applicare un vero e proprio delay, cioè un intervallo di tempo tra la comunicazione del voto e la notifica alla famiglia.
Le scuole ricevono una formazione per utilizzare questi strumenti che, secondo quanto spiegato, al momento sarebbero però ancora poco sfruttati.
A cosa serve il “delay” del voto?
Questo ritardo non è stato pensato semplicemente per far arrivare più tardi una notifica, ma per restituire allo studente uno spazio nella comunicazione del proprio risultato.
Se la notifica arriva immediatamente, può capitare che il genitore conosca il voto quasi contemporaneamente al figlio o, in alcune situazioni, persino prima che quest’ultimo abbia avuto modo di parlarne a casa.
Con il delay, invece, tra i due momenti viene lasciato uno spazio. Lo studente può così essere il primo a conoscere il risultato e decidere di raccontarlo personalmente ai genitori prima dell'arrivo della comunicazione automatica.
Non significa quindi poter nascondere un 4 per sempre: il voto rimane sul registro e l’informazione continua ad arrivare alla famiglia. Cambia semplicemente il momento in cui questo avviene.
In futuro il ritardo potrebbe deciderlo direttamente lo studente
Ed è qui che arriva la novità a cui si sta lavorando. L’obiettivo è portare questa possibilità direttamente nell’app di ClasseViva, consentendo allo studente di impostare personalmente il delay della notifica.
Ci sarà però una condizione importante: servirà l’autorizzazione del genitore. Non sarà quindi una funzione che lo studente potrà attivare autonomamente per tenere nascosti voti e risultati.
L’idea è piuttosto quella di aumentare gradualmente la responsabilità degli studenti nella gestione delle informazioni scolastiche.
Il registro continuerebbe a comunicare il risultato alla famiglia, ma lascerebbe al ragazzo o alla ragazza la possibilità di avere un piccolo margine per affrontare personalmente quella comunicazione.
Al momento, inoltre, non esiste uno standard comune per il settore che stabilisca come debbano essere gestite situazioni di questo tipo: piattaforme e scuole possono adottare approcci differenti.
ClasseViva cambia anche aspetto: arrivano i widget personalizzabili
Il delay non è l’unica novità. Da settembre 2026 è prevista una versione avanzata dell’app, che introdurrà anche dei widget personalizzabili.
In pratica, ogni utente potrà scegliere quali informazioni mettere maggiormente in evidenza in base alle proprie necessità. Uno studente potrebbe, per esempio, voler vedere subito le prossime verifiche, mentre un genitore potrebbe preferire avere in primo piano assenze o comunicazioni della scuola.
Una personalizzazione che segue la stessa direzione del nuovo sistema delle notifiche: lasciare maggiore controllo a studenti e famiglie sul modo in cui ricevono e organizzano le informazioni scolastiche, superando progressivamente un’esperienza identica per tutti.