
Scendere da un autobus a metà strada, con la scuola ancora lontana e lo zaino sulle spalle. È quanto accaduto a un gruppo di studenti tra gli 11 e i 12 anni a Troia, in provincia di Foggia, mentre erano diretti in classe.
I ragazzi non erano riusciti a prendere l'autobus scolastico ed erano saliti su un mezzo urbano che copre lo stesso tragitto. Sull'episodio, però, circolano due ricostruzioni opposte: quella del padre di uno degli alunni e quella del Comune di Troia.
Da una parte c'è la denuncia di un genitore, che parla di bambini lasciati per strada senza alcuna spiegazione valida. Dall'altra la risposta del sindaco, che riconduce tutto a un disguido sulla circolare scolastica e sulla capienza del mezzo urbano.
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Gli studenti sono scesi dal bus a metà percorso
L'episodio è avvenuto a Troia, in provincia di Foggia, lungo il tragitto che ogni mattina porta i ragazzi a scuola. Un gruppo di studenti tra gli 11 e i 12 anni non era riuscito a salire sull'autobus scolastico e aveva scelto un'alternativa che sembrava la più logica.
I ragazzi erano saliti su un mezzo urbano che percorre la stessa tratta del bus dedicato alle scuole. A metà strada, però, sono stati fatti scendere e lasciati a piedi, perché quel mezzo non sarebbe stato la circolare riservata agli studenti.
Il padre denuncia la discesa di un undicenne
A denunciare il caso è stato Leonardo Cavalieri, padre di uno degli alunni coinvolti. Suo figlio, un bambino di 11 anni che frequenta la prima media, è stato fatto scendere insieme ad altri compagni alle 8 del mattino.
Cavalieri ha spiegato come funziona il servizio di trasporto: l'autobus scolastico parte prima per le scuole medie, con ingresso alle 8, e solo dopo raggiunge la scuola primaria, con ingresso alle 8:30.
La linea dedicata agli studenti, ha precisato, viene aggiunta a inizio anno come servizio aggiuntivo e segue le stesse fermate delle altre corse urbane.
"Pretendo chiarezza e soprattutto che situazioni del genere non si ripetano", ha scritto Cavalieri, parlando di un episodio che definisce inaccettabile quando a essere coinvolti sono dei minori.
"Quando si parla di bambini, di scuola e della loro sicurezza, non si può continuare a trattare tutto con superficialità e improvvisazione", ha aggiunto.
Il sindaco attribuisce il caso al bus già pieno
Il sindaco di Troia Francesco Caserta ha offerto una ricostruzione diversa, negando che i ragazzi siano stati fatti scendere perché il mezzo non era quello scolastico dedicato. Secondo il primo cittadino, quel giorno l'autobus scolastico sarebbe partito con cinque minuti di ritardo sulla tabella di marcia.
"L'autobus scolastico è partito con cinque minuti di ritardo sulla tabella di marcia e gli studenti hanno cercato di salire sull'autobus ordinario in transito in quei minuti", ha dichiarato Caserta a Il Corriere del Mezzogiorno. "Ma non tutti sono potuti salire a bordo perché il mezzo era già pieno".
Il sindaco ha aggiunto di aver ricevuto informazioni dall'azienda che gestisce il trasporto pubblico urbano: "Mi è stato riferito dall'azienda che si occupa del trasporto pubblico urbano che non tutti gli studenti in attesa sono saliti a bordo perché il mezzo aveva già raggiunto la capienza ordinaria".