
Poesie a memoria, corsivo e riassunti scritti a mano. Le nuove indicazioni nazionali per la scuola dell'infanzia, il primo anno di primaria e il primo anno di medie riportano in classe strumenti che sembravano archiviati dalla didattica digitale.
Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ne ha parlato in un'intervista esclusiva a Skuola.net, in vista del nuovo anno scolastico.
Al centro del suo intervento ci sono soprattutto l'Italiano, la Matematica, Geografia e Storia. Ma anche il ritorno di carta, libro e penna come strumenti didattici da rivalutare.
Non è un semplice restyling dei programmi: il Ministro la definisce una "rivoluzione culturale", con al centro lo studio serio della grammatica, un nuovo approccio alla matematica e la separazione tra geografia e storia.
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Italiano, matematica e geografia: cosa cambia nelle materie
Per l'Italiano le nuove indicazioni puntano su uno studio più rigoroso: "Diamo importanza, centralità ad uno studio serio dell'italiano valorizzando grammatica e sintassi", ha detto Valditara a Skuola.net.
Sulla Matematica l'obiettivo è avvicinare gli studenti alle materie STEM, partendo dalla realtà per arrivare alla teoria. Il Ministro, a tal proposito, cita come prova già sperimentata l'ultima Maturità dello Scientifico, dove questo approccio è stato testato per la prima volta.
Cambia anche la Geografia, che punterà a tornare alla "comprensione, alla conoscenza dei luoghi dove viviamo", tra dimensione fisica e politica. La materia viene separata dalla storia, ma questo passaggio, ha precisato il Ministro, ci sarà più avanti.
Resta invece nel primo anno di riforma il legame tra storia e identità: conoscere il passato, per Valditara, serve a costruire il futuro e a integrare "i nuovi venuti".
Perché si torna a carta, penna e corsivo
Il cuore della novità riguarda però il metodo. Valditara ha parlato esplicitamente di "poesie a memoria, della scrittura, della calligrafia, del corsivo, dei riassunti".
L'obiettivo, nelle sue parole, è una "scuola che rivaluti carta, libro, penna perché dobbiamo rivalutare l'intelligenza umana nell'era dell'Intelligenza Artificiale". Una scelta che il Ministro lega direttamente al modo in cui i più piccoli imparano a scrivere, leggere e memorizzare.
Non si tratta di un'operazione nostalgica: Valditara la presenta come una risposta concreta in un tempo in cui i ragazzi hanno sempre più strumenti digitali a disposizione.
Quando entra in vigore e cosa resta da chiarire
Le nuove Indicazioni Nazionali riguardano, in questa prima fase, la scuola dell'infanzia, il primo anno della primaria e il primo anno delle medie. È il segmento su cui il Ministero ha scelto di partire con il cambiamento dei programmi.
La separazione tra geografia e storia, come detto, non parte però insieme al resto: Valditara ha indicato che "partirà poi dal prossimo anno", quindi in un secondo momento rispetto alle altre novità già in vigore.
Restano da chiarire i tempi e i modi con cui l'impostazione arriverà agli anni successivi di primaria e medie, oltre all'eventuale ricaduta sui programmi delle superiori.