
È bastata una richiesta di abbassare la voce per trasformare un normale viaggio in metropolitana in un caso diventato virale anche fuori dall’Italia. A Bangkok, alcuni studenti italiani in viaggio di studio hanno reagito con insulti e gesti offensivi nei confronti di una donna che aveva chiesto loro di fare meno rumore.
Dopo la diffusione del video sui social, i ragazzi sono stati convocati dalla polizia, hanno incontrato la passeggera, presentato le proprie scuse e pagato una multa.
Una conseguenza che, secondo i loro coetanei, era più che meritata. In un sondaggio pubblicato sul profilo Instagram di Skuola.net, infatti, il 90% degli studenti si è detto d’accordo con la punizione inflitta al gruppo.
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Cosa è successo sulla metro di Bangkok
Una gita all’estero dovrebbe servire a conoscere culture diverse, imparare qualcosa e tornare a casa con nuovi ricordi. Per un gruppo di studenti italiani in viaggio a Bangkok, invece, non è stato così.
I ragazzi, molti dei quali minorenni e provenienti dalla Sicilia, si trovavano in Thailandia per un viaggio di studio organizzato per i figli di dipendenti dell'INPS. Durante uno spostamento sul BTS Skytrain di Bangkok, alcuni di loro avrebbero iniziato a parlare e urlare a voce molto alta, disturbando gli altri passeggeri presenti nel vagone.
Una donna thailandese ha chiesto al gruppo di abbassare il volume, spiegando che quel comportamento non era considerato appropriato sui mezzi pubblici del Paese. La richiesta, però, ha provocato la reazione opposta.
Nel video registrato dalla passeggera si vedono alcuni ragazzi rispondere in modo provocatorio, mentre uno di loro mostra il dito medio. Dal gruppo sarebbero arrivati anche insulti e una frase sarcastica sul fatto di aver portato soldi in Thailandia.
La discussione sarebbe continuata anche dopo la discesa dal treno, con altri gesti offensivi rivolti verso il vagone.
Le immagini sono finite sui social e hanno rapidamente fatto il giro della Thailandia. Il filmato ha provocato migliaia di commenti indignati, tanto che diversi utenti hanno chiesto alle autorità e all’Ambasciata italiana di intervenire.
Dopo le polemiche, l’Ambasciata d’Italia a Bangkok ha espresso “profondo rammarico” e ha condannato il comportamento del gruppo, precisando che quanto accaduto non rappresentava i valori di rispetto, amicizia e cortesia condivisi dall’Italia.
Anche l’organizzazione responsabile del viaggio di studio ha presentato le proprie scuse.
Le sanzioni per gli studenti italiani a Bangkok
La vicenda è arrivata anche alla polizia. Cinque studenti, accompagnati da alcuni adulti e da un interprete, hanno incontrato la donna in una stazione di polizia di Bangkok.
Dopo oltre un’ora di confronto, la passeggera ha accettato le scuse e le parti hanno deciso di chiudere il caso senza proseguire con ulteriori azioni legali.
Quattro ragazzi sono stati multati per gli insulti, mentre lo studente che aveva mostrato il dito medio ha ricevuto una sanzione più alta. Dopo il pagamento delle multe e le scuse, la polizia ha considerato conclusa la vicenda.
Sui social è possibile vedere il video di scuse rivolto alla donna (è proprio lei a riprendere la scena), alla sua famiglia e al popolo thailandese. Gli studenti hanno riconosciuto di aver sbagliato e hanno chiesto pubblicamente perdono per il proprio comportamento.
Il 90% degli studenti approva la punizione
La decisione di obbligare i ragazzi ad affrontare le conseguenze del proprio comportamento sembra aver convinto anche molti loro coetanei.
Secondo un sondaggio realizzato attraverso il profilo Instagram di Skuola.net, il 90% degli studenti che ha partecipato si è detto d’accordo con la punizione inflitta ai giovani italiani.
Il dato arriva da una consultazione social e non da un’indagine statistica rappresentativa di tutti gli studenti italiani. Il risultato, però, mostra una posizione molto netta tra le persone che hanno risposto: chiedere scusa e ricevere una sanzione è stato considerato giusto.
Per molti utenti, il punto non era soltanto il rumore all’interno del vagone. A rendere più grave l’episodio sono stati soprattutto gli insulti, i gesti offensivi e la mancanza di rispetto mostrata verso una persona che aveva semplicemente chiesto di abbassare la voce.