
Al liceo “Galileo Galilei” di Nardò gli esami di riparazione si sono trasformati in una vera e propria débâcle. Al termine degli scrutini di settembre, i docenti hanno bocciato ben 26 alunni su 31, segnando una percentuale di non ammessi che supera l'83%.
I ragazzi non ce l'hanno fatta a superare le prove previste prima del nuovo anno scolastico. Un bilancio durissimo che ha scatenato la reazione delle famiglie, pronte a chiedere spiegazioni alla dirigenza per una valutazione ritenuta eccessivamente severa, aprendo un caso destinato a far discutere.
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Una bocciatura di massa fuori dall'ordinario
Il dato che emerge dagli scrutini successivi alle prove di settembre è decisamente anomalo rispetto alle medie storiche registrate nei licei a livello nazionale. Ben 26 studenti su 31 non sono stati ammessi alla classe successiva, configurando il caso del Liceo di Nardò come un episodio decisamente fuori dall'ordinario.
I giovani, appartenenti a classi differenti dell'istituto, erano stati rimandati a giugno con una o due insufficienze. Dopo un'estate dedicata allo studio, si sono presentati per le verifiche di fine estate, ma l'esito è stato una bocciatura per oltre l'83 per cento di loro.
La rabbia delle famiglie e i criteri di valutazione
Di fronte a un risultato così pesante, è esplosa la protesta di diverse famiglie. I genitori, fa sapere ‘TeleramaNews’, hanno apertamente parlato di “severità eccessiva” da parte dei professori e hanno annunciato la precisa volontà di chiedere un incontro con il dirigente scolastico per ottenere chiarimenti formali.
La questione centrale si sposta ora sui criteri con cui sono state valutate le prove. La normativa in vigore, infatti, stabilisce che al termine degli interventi di recupero spetti al consiglio di classe deliberare sull'ammissione, fondando il giudizio non solo sul singolo test, ma sui risultati ottenuti e sulla valutazione complessiva dello studente. I genitori chiedono massima trasparenza sulle motivazioni alla base di queste decisioni drastiche.
Le tempistiche e le norme ministeriali
L'intera procedura si è svolta nel rispetto delle tempistiche dettate dalle indicazioni ministeriali. Le direttive prevedono che le prove di recupero e i relativi scrutini debbano essere categoricamente completati prima dell'inizio del nuovo anno scolastico, fissando come termine ultimo la data dell'8 settembre.
Se la burocrazia scolastica ha seguito il suo corso nei tempi previsti, l'elevato tasso di non ammessi rischia ora di alimentare non poche polemiche. Il prossimo passaggio cruciale della vicenda sarà il confronto tra la dirigenza e i genitori, determinante per capire i dettagli di questa bocciatura record.