Illustrazione di una donna con un bicchiere che controlla un braccialetto contro la droga dello stupro
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale

E se bastassero poche gocce del tuo drink su un braccialetto per scoprire se qualcuno ci ha messo della droga? È l'idea alla base di un dispositivo che cambia colore quando rileva determinate sostanze stupefacenti nelle bevande.

E ora questa tecnologia arriva anche tra i banchi di scuola: in un liceo di Portogruaro, in provincia di Venezia, saranno distribuiti 400 braccialetti nell'ambito di un'iniziativa promossa da Federfarma Veneto per sensibilizzare gli studenti sui rischi della cosiddetta droga dello stupro. 

Ma come funziona questo particolare test e, soprattutto, quanto è affidabile?

Indice

  1. A Portogruaro arrivano 400 braccialetti
  2. Il test cambia colore con poche gocce
  3. Il braccialetto non rileva tutte le sostanze
  4. La distribuzione include incontri di prevenzione

A Portogruaro arrivano 400 braccialetti

In un liceo di Portogruaro, in provincia di Venezia, la distribuzione prenderà il via nelle prossime settimane. A consegnare i dispositivi agli studenti sarà Federfarma Veneto, nell'ambito di un progetto pensato proprio per entrare nelle scuole.

Si punta, come dichiarato, a sensibilizzare i giovani sui pericoli della cosiddetta droga dello stupro e, più in generale, sulla prevenzione della violenza di genere.

Il test cambia colore con poche gocce

Il funzionamento del braccialetto è semplice: basta versare poche gocce della bevanda su una striscia reattiva applicata al dispositivo. Se nel drink sono presenti alcune sostanze stupefacenti, la striscia cambia colore.

Secondo quanto raccontato da Il Corriere.it, il test è pensato in particolare per individuare il GHB, una delle sostanze associate alla droga dello stupro: a contatto con il principio attivo, il cerchietto del braccialetto diventa blu, segnalando il pericolo prima che la bevanda venga consumata.

Il braccialetto non rileva tutte le sostanze

Il dispositivo resta uno strumento di prevenzione, non una garanzia assoluta: non può escludere la presenza di sostanze che il test stesso non è in grado di rilevare.

Il GHB, la sostanza su cui il braccialetto è tarato, può provocare sedazione, perdita di memoria e riduzione della capacità di reagire, esponendo chi lo assume a situazioni di particolare vulnerabilità.

Con l'espressione droga dello stupro, del resto, si indica un insieme di sostanze diverse che possono essere usate per alterare lo stato di coscienza della vittima: il test individua solo alcune di queste.

La distribuzione include incontri di prevenzione

La consegna dei braccialetti nel liceo di Portogruaro non sarà l'unico passaggio del progetto. Sono previste anche attività informative rivolte agli studenti, dedicate ai rischi legati alle sostanze stupefacenti, alla violenza di genere e ai servizi a cui rivolgersi in caso di difficoltà.

L'iniziativa scolastica nasce da un'esperienza precedente: in occasione della Festa della donna, i braccialetti erano già stati distribuiti gratuitamente nelle farmacie veneziane. Da lì è partita l'idea di portare lo stesso strumento tra i banchi di scuola.

Federfarma non si ferma a Portogruaro: punta a estendere il progetto ad altri istituti scolastici e a dargli, a livello nazionale, "una visione più strutturata, con una copertura in tutto il Paese", come spiega la tesoriera di Federfarma, Clara Mottinelli.

L'idea, aggiunge, è anche aprire un dialogo con il ministero dell'Istruzione per allargare l'iniziativa oltre i confini del Veneto.

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