
Un anno fa il divieto di smartphone in classe è arrivato anche alle scuole superiori. Dodici mesi dopo, il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara fa i conti con i risultati e lancia un dato che va oltre i confini italiani.
In un'intervista esclusiva a Skuola.net, il ministro rivendica un bilancio positivo del divieto di cellulari a scuola. E rivela che altri Paesi europei, dalla Svezia alla Francia, si stanno muovendo nella stessa direzione dell'Italia.
Vediamo che cosa cambia per chi va a scuola e quali Paesi stanno seguendo la stessa strada.
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Il bilancio di Valditara sul divieto degli smartphone
"Ma il bilancio è stato molto positivo, molto positivo da tanti punti di vista", ha detto Valditara a Skuola.net. Il primo effetto positivo, per il ministro, riguarda la socialità recuperata tra i banchi.
Nelle scuole che visita, racconta, i ragazzi gli dicono che è stata una fortuna aver vietato i cellulari: "Abbiamo recuperato la socialità nell'intervallo, siamo tornati a guardarci negli occhi e a parlarci insieme". Un cambio di rotta netto rispetto alle "perplessità" e alle "contrarietà" iniziali degli stessi studenti, ammette il ministro.
C'è poi il fronte della didattica. Valditara cita "tutti gli indicatori" secondo cui l'uso del cellulare in classe produce apprendimenti peggiori rispetto alla didattica tradizionale, la stessa ragione per cui alle elementari ha chiesto di tornare a libro, carta e penna.
Svezia e Francia seguono l'esempio italiano
"Grandi nazioni che sono state all'avanguardia nella digitalizzazione, nell'uso del cellulare a scopo didattico ci hanno seguito", spiega il ministro. "La Svezia da quest'anno, da settembre, vieta l'uso del cellulare in tutte le scuole, la Francia pure. E questo sta a testimoniare che avevamo visto giusto".
In Italia il divieto era partito dalle scuole del primo ciclo con la nota ministeriale dell'11 luglio 2024, per poi essere esteso alle scuole superiori con l'inizio dell'anno scolastico 2025/2026. Un percorso graduale che ha anticipato di un anno le mosse di Stoccolma e Parigi.
L'Italia, però, non è stata la prima a muoversi in Europa. Prima di lei i Paesi Bassi avevano esteso il divieto a smartphone, smartwatch e tablet in tutte le scuole primarie e secondarie, mentre in Spagna quasi tutte le comunità autonome hanno introdotto regole simili negli ultimi anni.