Professoressa in cattedra

Da martedì 15 settembre torna accessibile la piattaforma della Carta Docente, ferma dal 31 agosto per l'aggiornamento dei sistemi in vista del nuovo anno scolastico. L'avviso pubblicato su cartadeldocente.istruzione.it è chiaro: si potranno usare solo i residui dell'anno scolastico 2025/2026 e gli importi riconosciuti tramite sentenza, non un nuovo accredito.

È una distinzione che cambia tutto per chi si aspettava il bonus fresco per il 2026/2027: quello slitta a dopo gennaio, quando un decreto interministeriale fisserà il nuovo importo. Nel frattempo restano aperti alcuni nodi, a partire da cosa succederà a chi dei 383 euro del 2025/2026 non ha speso nemmeno un centesimo.

Il tema riguarda direttamente chi lavora nella scuola con contratti diversi, dai docenti di ruolo ai supplenti fino al personale educativo, e tocca anche l'importo della Carta, ridotto proprio dopo l'ampliamento della platea dei beneficiari. Ecco cosa sappiamo finora, incrociando gli avvisi ministeriali e le prime reazioni sindacali.

Indice

  1. Chi può accedere dal 15 settembre
  2. Quanto vale il bonus e come si può spendere
  3. Il nodo dei 383 euro non ancora spesi
  4. Il nuovo accredito arriva dopo gennaio 2027

Chi può accedere dal 15 settembre

L'avviso ministeriale individua tre categorie che possono tornare a spendere dal 15 settembre. Rientrano i docenti e il personale educativo con contratto a tempo indeterminato che hanno ancora un residuo del bonus 2025/2026, chi ha avuto un contratto a tempo determinato fino al 31 agosto o al 30 giugno nello stesso anno scolastico con credito non esaurito, e i beneficiari di sentenze con un accredito ancora da utilizzare.

Resta invece fuori chi ha una nomina diversa da queste tre situazioni. Chi ha ottenuto un posto a tempo indeterminato dal 1° settembre 2026 non potrà accedere, a meno che non abbia residui come supplente nel 2025/2026; lo stesso vale per chi ha un contratto a tempo determinato fino al 31 agosto o al 30 giugno 2027.

Chi ha solo una supplenza temporanea, infine, non rientra in questa finestra. Per questi lavoratori il discorso cambia radicalmente: il loro eventuale accesso al bonus dipenderà dalla nuova assegnazione delle supplenze per il 2026/2027, e quindi dai tempi del prossimo decreto. Per entrare nell'area personale, in ogni caso, serve sempre l'identità digitale SPID o CIE, come per generare i buoni di spesa.

Quanto vale il bonus e come si può spendere

Per l'anno scolastico 2025/2026 l'importo della Carta è di 383 euro, contro i 500 euro riconosciuti negli anni precedenti.

Il taglio è legato all'ampliamento della platea: in un comunicato del 5 marzo, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha parlato di "una platea complessiva di beneficiari di oltre 1 milione di docenti, oltre 200.000 in più rispetto allo scorso anno quando c'era già stato un incremento, per un totale di 253.000 docenti in più rispetto a quelli previsti originariamente dalla Carta".

Il bonus si può usare per libri e riviste, corsi di formazione e aggiornamento, ingressi a musei, mostre, teatro e cinema, oltre a hardware e software. Le ultime novità, spiegate sempre dal MIM, hanno aggiunto anche i servizi di trasporto di persone e l'acquisto di strumenti musicali; restano invece esclusi beni come cellulari, stampanti, carta e toner.

Su hardware e software, però, c'è un vincolo preciso: si possono comprare una sola volta ogni quattro anni, non più a ogni rinnovo come accadeva prima. Il credito residuo del 2025/2026, in generale, resta spendibile fino al 31 agosto 2027.

Il nodo dei 383 euro non ancora spesi

Il punto più delicato riguarda chi, nel 2025/2026, non ha usato nemmeno una parte dei 383 euro. L'avviso ministeriale parla genericamente di "residui", ma non specifica se l'intero importo mai toccato rientri in questa definizione.

Il dubbio nasce da un precedente: chi non aveva speso il bonus dell'anno prima, e in alcuni casi non aveva nemmeno effettuato l'accesso alla piattaforma, non si era visto restituire subito la somma alla prima riapertura del servizio. La stessa dinamica, a novembre 2025, aveva reso disponibile solo il residuo dell'anno precedente, non un nuovo accredito.

La risposta definitiva arriverà solo quando la piattaforma tornerà davvero online. Fino ad allora, chi ha un credito a zero utilizzo non ha certezze su cosa troverà nel proprio portafoglio elettronico dal 15 settembre.

Il nuovo accredito arriva dopo gennaio 2027

Per il bonus relativo al 2026/2027 bisognerà attendere ancora. Il nuovo accredito, secondo quanto comunicato, sarà gestito solo dopo la conclusione dell'assegnazione delle supplenze al 31 agosto e al 30 giugno 2027, quindi non prima di gennaio 2027.

A stabilirlo sarà un decreto interministeriale, che il decreto n. 127 del 9 settembre 2025 ha reso un appuntamento fisso: dovrà uscire ogni anno entro il 30 gennaio, definendo criteri, modalità e importo nominale della Carta in base al numero dei docenti aventi diritto.

Sul tema è intervenuta anche la Flc Cgil, spiegando che "docenti ed educatori dovranno invece attendere la pubblicazione di un apposito decreto interministeriale, previsto entro gennaio 2027, che fisserà il valore effettivo del beneficio per l'anno in corso".

Il sindacato ricorda anche che l'importo era già stato "decurtato a 383 euro (rispetto ai 500 euro originari)" lo scorso anno, un dato che pesa sulle aspettative per il 2026/2027. Fino alla pubblicazione del decreto, l'unica cosa certa resta il credito residuo del 2025/2026 riattivato dal 15 settembre.

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