
Un proiettile calibro 7,65 e una lettera contenente esplicite minacce indirizzati al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. È il contenuto di una busta anonima recapitata agli inizi di agosto presso la sede del ministero in Viale Trastevere a Roma.
La notizia è emersa a seguito della denuncia formale presentata ai carabinieri il 16 settembre, che ha fatto scattare le indagini degli inquirenti. L'episodio ha suscitato l'immediata e ferma condanna delle istituzioni, a partire dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito l'accaduto un vile atto intimidatorio.
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Il plico intimidatorio da Salerno e le indagini dei carabinieri
La busta anonima, spedita dalla provincia di Salerno, era indirizzata personalmente al titolare del dicastero dell'Istruzione. All'interno del plico, oltre al proiettile calibro 7,65, gli investigatori hanno rinvenuto un foglio di testo focalizzato su presunte irregolarità nel rilascio di diplomi da parte di alcuni istituti paritari e scuole private del territorio salernitano.
Dopo la formalizzazione della denuncia presentata il 16 settembre, le indagini sono state affidate all'Arma dei Carabinieri. Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire la filiera postale, analizzare il materiale cartaceo e identificare i responsabili del gesto.
La reazione di Giorgia Meloni e della maggioranza
L'episodio ha provocato una compatta reazione politica. La premier Giorgia Meloni ha espresso attraverso i canali social la piena solidarietà del Governo a Valditara, per poi condannare su tutta la linea quanto accaduto: “Un proiettile e una lettera minatoria sono vili atti intimidatori che non possono trovare spazio in una democrazia”.
Sulla stessa linea i due vicepremier: Matteo Salvini ha ribadito che nessuna pressione fermerà l'azione dell'esecutivo, spronando il ministro a proseguire nel suo operato, mentre Antonio Tajani ha confermato la fermezza del Governo di fronte a ogni tentativo di violenza verbale e materiale.