
Al Ministero dell'Istruzione e del Merito sono state inoltrate più di 14mila richieste entro il 25 settembre, per ottenere il buono scuole paritarie relativo all'anno scolastico 2025/2026. Le famiglie le hanno trasmesse sulla piattaforma Unica, completando in questo modo la prima fase operativa della misura.
Il buono, introdotto in via sperimentale dalla Legge di Bilancio 2026, sostiene le rette delle scuole paritarie con un contributo economico calcolato sull'ISEE del nucleo familiare. Ora tocca al Ministero definire quanto spetta a ciascuna famiglia, mentre le associazioni di categoria chiedono già di ampliare la platea dei beneficiari.
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Il MIM calcola ora gli importi del buono
Con la chiusura della finestra per l'invio delle domande, il Ministero dell'Istruzione e del Merito avvia ora l'istruttoria per calcolare l'importo spettante a ciascun nucleo familiare. La dotazione stanziata per il 2026 è di 20 milioni di euro, mentre il contributo massimo previsto è di 1.500 euro per studente.
Una volta completato il calcolo, le famiglie riceveranno una comunicazione via email e potranno consultare l'importo definitivo nella propria area riservata sul portale Unica. Il pagamento sarà poi effettuato dagli Uffici Scolastici Regionali competenti per territorio, tramite bonifico sul conto corrente indicato al momento della domanda.
Il buono spetta a medie e primi due anni delle superiori
Il contributo riguarda gli studenti delle scuole paritarie secondarie di primo grado e del primo biennio delle secondarie di secondo grado. Per presentare domanda era necessario avere un ISEE non superiore a 30.000 euro.
Le oltre 14mila richieste arrivate al MIM rappresentano circa il 14% degli studenti interessati dalla misura, secondo quanto riferito dalle associazioni di categoria. Il buono, inoltre, può essere sommato a eventuali contributi regionali destinati alle stesse finalità, a patto che la somma totale non superi il Costo medio per studente stabilito dal Ministero.
Le fasce ISEE determinano la priorità del contributo
L'importo effettivo del voucher dipende dalla fascia ISEE di appartenenza e dalle risorse disponibili, perché il riparto dà precedenza ai nuclei con redditi più bassi. Le fasce individuate dal Ministero sono tre, insieme ai due parametri di costo che fissano il tetto massimo cumulabile:
- Prima fascia: ISEE da 0 a 10.000 euro;
- Seconda fascia: ISEE da 10.000,01 a 20.000 euro;
- Terza fascia: ISEE da 20.000,01 a 30.000 euro;
- Costo medio per studente nella secondaria di primo grado: 7.161,37 euro;
- Costo medio per studente nel biennio delle superiori: 7.852,29 euro.
Con 20 milioni di euro a disposizione per oltre 14mila domande, il contributo pro capite rischia di allontanarsi dal massimale di 1.500 euro, soprattutto per le famiglie collocate nella terza fascia.
Le associazioni chiedono più fondi e un ISEE fino a 40mila euro
A comunicare il dato delle domande sono le associazioni riunite in Agorà della parità: AGeSC, Cdo Opere Educative-FOE, CIOFS scuola FMA, FAES, FIDAE, FISM, Fondazione Gesuiti Educazione e Salesiani per la Scuola-CNOS Scuola Italia. Le sigle chiedono al Governo di rendere il buono strutturale con la prossima legge di Bilancio.
La richiesta principale riguarda più risorse e l'estensione del contributo alle famiglie con ISEE fino a 30.000 euro. Secondo le associazioni, il numero di domande dimostra che anche tra chi sceglie la scuola paritaria ci sono nuclei con redditi medio-bassi che hanno bisogno di sostegno economico.
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale.