
Una segnalazione di bullismo arriva a scuola, da uno studente o da un genitore. Da quel momento l'istituto non può prendere tempo: la normativa prevede un percorso preciso, che parte dalla scuola e può arrivare fino ad altre autorità.
Lo ha ribadito il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in un'intervista rilasciata a Skuola.net, alla vigilia dell'apertura dell'anno scolastico. Il ministro ha parlato del ruolo del referente per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo, della gradualità degli interventi prevista dalla legge e del peso che le norme assegnano alle famiglie.
"Ho incontrato genitori di ragazzi che si sono suicidati, il tema del bullismo è un tema molto grave. E quando si ha notizia che un giovane viene perseguitato, viene bullizzato, bisogna intervenire in modo drastico", ha detto il numero uno di Viale Trastevere a Skuola.net.
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Cosa fare quando arriva una segnalazione di bullismo
Ogni scuola deve aver nominato un referente per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo: è la prima figura a cui rivolgersi, sia da studente che da genitore, quando si verifica un episodio.
Il punto è emerso proprio durante l'intervista a Skuola.net, in cui il ministro ha confermato l'impianto della procedura. "La legge prevede tutto questo. La legge devo dire che prevede anche una gradualità di interventi sino ad arrivare poi ovviamente al coinvolgimento di altre autorità".
La gradualità significa, naturalmente, che l'istituto non affronta ogni caso allo stesso modo: la scuola valuta la gravità dell'episodio e, se necessario, coinvolge soggetti esterni oltre al referente e al consiglio di classe.
La legge del 2024 e il ruolo di famiglie e scuola
Alla base dell'intervento del Ministero ci sono due principi che Valditara ha indicato come centrali: "Il concetto del rispetto verso l'altro, e anche verso i beni pubblici, e il principio di responsabilità individuale". Su questa linea si muovono le norme sulla condotta, rafforzate dal Ministero, e le attività di cittadinanza solidale, che "hanno sostituito le vecchie sospensioni che significava starsene a casa a non fare nulla".
In base alle misure adottate dal Ministero, la sospensione fino a due giorni si trasforma in attività scolastiche di riflessione assegnate dal consiglio di classe, mentre oltre i due giorni scatta la cittadinanza solidale presso strutture convenzionate.
Il voto di condotta pesa inoltre sui crediti per l'esame di Maturità, senza contare che un 5 in condotta porta dritti dritti alla bocciatura, indipendentemente dagli altri voti in pagella. Un'insufficienza che può essere motivata anche da violazioni gravi e ripetute del regolamento d'istituto, non solo per episodi di violenza o reati.
Su questo impianto si innesta la legge contro il bullismo approvata nel 2024, che secondo Valditara "dà un ruolo importante ai genitori perché è evidente che l'educazione di un ragazzo, l'educazione al rispetto, alla responsabilità devono passare necessariamente da un rafforzamento della genitorialità".
Il ministro ha concluso: "Ecco, questa è la scuola costituzionale, su questo abbiamo avviato anche dei percorsi di formazione dei docenti. Questa educazione alla responsabilità e al rispetto è un elemento centrale della scuola che voglio".