allarme bomba scuole
Immagine realizzata con AI

Una normale giornata di lezioni si è trasformata in una mattinata di paura e caos per migliaia di studenti italiani. Lunedì 19 ottobre, oltre 50 plessi scolastici sono stati coinvolti in un'ondata di allarmi bomba, scattati dopo l'arrivo di email anonime che annunciavano la presenza di ordigni negli edifici.

Da Verona a Padova, passando per Lucca, Arezzo e Chieti, le scuole hanno attivato le procedure di emergenza: alunni e insegnanti sono stati fatti uscire dalle aule, alcuni studenti sono stati accompagnati in palestre e parchi pubblici, mentre altri sono tornati a casa con i genitori.

Una mobilitazione che ha coinvolto forze dell'ordine, artificieri e unità cinofile, chiamati a verificare la sicurezza degli istituti. I controlli effettuati non hanno individuato ordigni, confermando la natura infondata degli allarmi finora verificati.

Resta però da chiarire chi abbia inviato le minacce e se dietro le diverse segnalazioni ci sia un'unica regia. Sul caso sono al lavoro gli investigatori, impegnati a ricostruire l'origine delle email che hanno paralizzato per ore le attività scolastiche in diverse città italiane.

Indice

  1. Oltre 50 plessi sono stati evacuati
  2. Le bonifiche non hanno trovato ordigni
  3. Email anonime hanno diffuso la minaccia
  4. Il Veneto conta numerosi istituti evacuati
  5. Toscana e Abruzzo hanno registrato altre evacuazioni
  6. Digos e Carabinieri indagano sui falsi allarmi

Oltre 50 plessi sono stati evacuati

Nella giornata di lunedì 19 ottobre sono stati evacuati circa cinquanta plessi scolastici tra Veneto, Toscana e Abruzzo. Le forze dell'ordine sono intervenute in ogni istituto coinvolto per controllare gli edifici e verificare l'eventuale presenza di ordigni.

Gli studenti sono stati fatti uscire e portati temporaneamente in palestre, parchi pubblici o riaccompagnati direttamente a casa dai genitori, avvisati dalle scuole man mano che la situazione si evolveva.

Le bonifiche non hanno trovato ordigni

Le verifiche condotte da Questura, Carabinieri e nuclei antisabotaggio negli istituti di Padova e provincia hanno dato esito negativo. Nessun ordigno è stato trovato nei plessi evacuati.

Lo stesso risultato è arrivato dai controlli nelle altre scuole venete coinvolte, dove i dispositivi di sicurezza non hanno rilevato alcun rischio reale. A Chieti il Comune ha precisato che non risultavano situazioni di rischio effettivo, pur avendo disposto l'evacuazione precauzionale di alcuni istituti.

Email anonime hanno diffuso la minaccia

Quasi tutti gli allarmi hanno origine da una mail inviata intorno a mezzogiorno, partita dallo stesso indirizzo e diretta a decine di istituti in tutta Italia. Il messaggio minacciava la presenza nella scuola di un ordigno contenente nitrato d'ammonio.

A Verona la presunta minaccia sarebbe arrivata via email, apparentemente scritta in arabo. A Chieti, invece, la segnalazione è stata inviata tramite una mail anonima indirizzata direttamente alla dirigenza scolastica.

Il Veneto conta numerosi istituti evacuati

Il Veneto è la regione più colpita. Nel Veronese sono stati evacuati precauzionalmente 27 plessi, dalle scuole dell'infanzia fino alle secondarie di primo grado, su disposizione del magistrato di turno.

Nel Padovano l'allarme ha riguardato la scuola Rodari di Padova, l'istituto Newton di Camposampiero e la scuola Vivaldi di Montegrotto Terme. Nel Vicentino è stata coinvolta anche una scuola di Arzignano.

Toscana e Abruzzo hanno registrato altre evacuazioni

In Toscana l'allarme è scattato al liceo Vasari di Arezzo, dove sono state allontanate circa 600 persone tra studenti e personale, con l'attivazione del piano di maxi emergenza. Pochi minuti dopo è arrivata la segnalazione per undici plessi collegati all'istituto dell'Oltreserchio, in provincia di Lucca.

In Abruzzo, a Chieti, sono stati sgomberati otto plessi dell'Istituto comprensivo 4, per un totale di circa mille studenti coinvolti tra scuole medie, primarie e dell'infanzia.

Digos e Carabinieri indagano sui falsi allarmi

Su tutte le mail minatorie stanno indagando Digos e Carabinieri. A Padova è stato aperto un fascicolo con le ipotesi di reato di procurato allarme e interruzione di pubblico servizio.

Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani: "Inaccettabile seminare paura tra studenti, insegnanti e famiglie, è un comportamento irresponsabile che non può essere tollerato".

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