
La Lega propone due ore obbligatorie al mese di educazione psicologica per tutti gli studenti, a partire dai licei. L'idea nasce sull'onda dell'aggressione avvenuta a Centocelle e punta a portare uno psicoterapeuta dentro le scuole italiane.
Per ora resta soltanto una bozza di legge, non ancora depositata in Parlamento.
Il testo, intitolato "Istituzione delle attività di educazione psicologica", porta la prima firma della deputata Giorgia Latini ed è stato sviluppato da Armando Siri, consigliere del vicepremier Matteo Salvini. Prende spunto da esperienze già attive in Francia e Portogallo, adattandole al contesto scolastico italiano.
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Due ore mensili obbligatorie alle superiori
Per gli studenti, la novità più concreta sarebbe due ore al mese di educazione psicologica, senza voto ma con frequenza ordinaria e obbligatoria. Il progetto partirebbe dalle scuole superiori, per poi estendersi in un secondo momento a medie ed elementari.
Le lezioni collettive riguarderebbero soprattutto il controllo della rabbia e la gestione dei conflitti tra pari. Nelle premesse del testo si parla della necessità di superare la sola repressione successiva agli episodi di violenza, introducendo un presidio di prevenzione direttamente nei luoghi di formazione dei minori.
I colloqui psicologici restano individuali e riservati
Le due ore mensili non significano sedute di psicoterapia davanti a tutta la classe. Alle attività collettive si affiancherebbero colloqui clinici individuali, attivabili in riservatezza per chi ne ha bisogno, separati dal momento in classe.
Il testo, articolato in sei articoli, distingue proprio questi due binari: la parte informativa, aperta a tutti gli studenti, e quella clinica vera e propria, riservata al singolo. È il punto che differenzia la proposta da una semplice ora di lezione in più.
La bozza prevede 18mila docenti e una tassa sulle grandi imprese
Per portare il progetto nelle scuole, la bozza ipotizza l'assunzione in ruolo di 18mila docenti psicoterapeuti, da inserire gradualmente partendo dalle superiori. Un numero che richiede una copertura finanziaria altrettanto imponente.
Armando Siri ha difeso così la scelta: "In questo modo, i grandi attori economici nazionali potranno contribuire direttamente e in modo vincolato alla tutela delle generazioni che rappresentano il futuro del Paese", si legge su La Repubblica.
La proposta è stata consegnata ai vertici del gruppo parlamentare a Montecitorio e illustrata al ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. Sullo stesso confronto, Siri ha aggiunto: "È una proposta che arricchisce il suo grande lavoro".