Laurea in Medicina diventa abilitante: subito medici neolaureati al lavoro

Giulia.Onofri
Di Giulia.Onofri
Decreto Cura Italia Covid-19: laurea in Medicina abilitante

Buone notizie per tutti i neolaureati in Medicina: il percorso che tutti gli aspiranti medici devono fare, come stabilisce una norma del decreto di emergenza Cura Italia, si accorcia notevolmente grazie all’introduzione della laurea abilitante.

Coronavirus, 10mila nuovi giovani medici subito al lavoro

Dall'università al lavoro subito dopo la laurea: così migliaia di neolaureati andranno a coprire le necessità del nostro sistema sanitario nazionale.
E' sbagliato pensare che saranno subito mandati in prima linea ad affrontare il coronavirus, ma il loro contributo sarà essenziale proprio per vincere questa battaglia. Come affermato dal ministro Manfredi, "I diecimila laureati in Medicina che hanno fatto domanda per l'Esame di Stato, fino a ieri necessario per l'abilitazione al mestiere" potranno "essere impiegati subito nei servizi territoriali, nelle sostituzioni della Medicina generale, nelle case di riposo. Libereranno diecimila medici che, loro sì, saranno trasferiti nei reparti di corsa". Medici con maggiore esperienza, quindi, potranno essere impiegati a fronteggiare l'emergenza che stiamo vivendo nelle zone più colpite.

Coronavirus: risposta del Governo italiano all’emergenza sanitaria

La laurea abilitante in Medicina è stata una decisione rivoluzionaria nell’istruzione universitaria italiana, ma ritenuta necessaria come arma di difesa e distruzione del Covid-19. Grazie al nuovo decreto, saranno infatti schierati ben 10mila medici neolaureati in prima linea nelle corsie ospedaliere per portare il loro prezioso contributo nella sanità italiana.
Questa importante decisione in cui tutti gli aspiranti medici confidavano da tempo è stata la risposta che il Governo ha voluto offrire per fronteggiare la drammatica emergenza sanitaria che sta pesando sul nostro Paese da settimane, tanto più grave per la mancanza di medici nel contrastarla.
È stato dunque questo un passo molto importante e significativo che le autorità italiane hanno ritenuto fondamentale fare per debellare il Covid-19 e per sanare così quella grande carenza di personale di cui era privo il nostro sistema sanitario.


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L’Università alla guida del cambiamento del Paese

Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, ha accolto con favore il nuovo decreto in quanto ritiene che sia un’intelligente dimostrazione dell’adattamento dell’uomo alle rinnovate esigenze e emergenza che la società, affatto statica ma in divenire, impone: “Cogliamo questo momento di difficoltà per adeguarci per sempre e con positività anche alle esigenze di una società che cambia”.
Proprio questo momento di grave crisi è stata dunque l’occasione per far percepire a tutti l’urgente bisogno di un maggior numero di unità mediche, necessità a cui le autorità hanno dato prontamente una risposta concreta. Per questo, è stato istituito un fondo speciale di 50 milioni di euro destinato alle “esigenze emergenziali del sistema dell'Università, delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e degli enti di ricerca”.
Del resto, come afferma con orgoglio anche il Ministro Manfredi, il primo passo verso un segnale così forte e importante, doveva avvenire proprio all’interno dell’Università che da sempre rappresenta “il motore dello sviluppo del Paese, la testa che guida verso il cambiamento e deve saper dare l'esempio a tutti gli altri. Il sistema universitario ha sin dall'inizio mostrato grande collaborazione e capacità di adeguarsi rapidamente alle nuove esigenze poste da questa emergenza, e di questo ringrazio la Crui e tutti i Rettori”.

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