Europa: sempre più giovani vogliono studiarci

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

i giovani che decidono di studiare all'estero, anche per brevi periodi, sono in aumento

Nell’ultimo quinquennio gli studenti italiani che aderiscono al "Lifelong Learning Programme" (Llp), il programma di apprendimento permanente in ambito europeo, sono circa raddoppiati passando da 6073 candidati del 2008 a circa 10.000 nel 2012. Lo studio all’estero per molti giovani è un sogno che grazie ai programmi Comenius ed Erasmus, si può realizzare. Chi ne ha usufruito ne parla entusiasticamente come di un’esperienza unica e irripetibile che offre l’opportunità sia di apprendere e venire a contatto con realtà scolastiche e metodi didattici diversi da quelli cui sono abituati in Italia, ma anche perché ci si ritrova a vivere quotidianamente a contatto con usi e abitudini diverse, si conoscono e visitano nuovi paesi e si impara così a diventare cittadini del mondo.

STUDIARE ALL’ESTERO - A parte i giovani che lasciano il nostro Paese per destinazioni europee o extraeuropee, come l’Australia, in cerca di occupazione, molti altri, ancora studenti, si candidano per poter fare esperienze di studio e di ricerca in paesi europei come la Spagna e la Germania che risultano attualmente le più gettonate. In cima alla hit parade delle città più amate dagli studenti ci sono Valencia, Barcellona e Berlino. Questi giovani che aderiscono rispettivamente ai progetti come Comenius ed Erasmus promossi dal Lifelong Learning Programme" (Llp) sono studenti sia di scuole superiori che universitari. Il fatto che non tutte le candidature arrivano a buon fine, anche se quelle approvate nel 2012 sono aumentate rispetto al passato, sta a dimostrare che la domanda supera l’offerta delle possibilità per gli studenti di approfittare di queste interessanti e stimolanti proposte. Il fenomeno della mobilità all’estero per periodi di studio è costantemente in crescita attestandosi intorno al 15% annuo.

STUDENTI STRANIERI IN ITALIA - Ma il flusso migratorio degli studenti non è solo in uscita dall’Italia ma anche in ingresso. Studenti stranieri scelgono infatti il nostro Bel Paese, pieno di arte e cultura, per fare le loro esperienze di apprendimento nell’ambito dei programmi di studio Comenius e Erasmus, grazie ai patti di partnership stretti tra i vari istituti e università italiani con quelli esteri. Ad incentivare gli scambi sono inoltre previste borse di studio.

GEMELLAGGI ELETTRONICI - Per chi sfortunatamente non può aderire al “Llp” trasferendosi per un breve periodo all’estero, è prevista la possibilità di usufruire di una esperienza di studio e apprendimento online con docenti dei vari paesi europei. Infatti molti istituti ed università hanno scelto l’opzione di stringere gemellaggi elettronici, in modo tale da poter promuovere ed incentivare scambi culturali e di apprendimento, con l’approvazione di ben 7.500 progetti in materia. Si contano ben 200.000 iscritti alla community e a eTwinning, di cui ben 14 mila in Italia.

FONDI PER LE BORSE DI STUDIO - Per quanto riguarda i fondi stanziati dalla Unione Europea per l’anno 2012 il programma Erasmus è stato salvato e gli studenti che ne avevano fatto domanda hanno ricevuto la fatidica e necessaria borsa di studio. Per il 2013 sembra che invece tutto dipenderà dai negoziati sul bilancio della Unione Europea che si stanno svolgendo a Bruxelles tra le istituzioni europee, il Parlamento e la Commissione preposta alla programmazione finanziaria e di bilancio. Il programma Erasmus è dunque in pericolo? Speriamo di no anche se, visto che l’Unione Europea è rimasta a corto di fondi al termine del periodo di programmazione economica 2007-2013, il Commissario europeo per la programmazione europea ha apportato una rettifica al bilancio di circa 9 miliardi, una parte dei quali è necessaria per pagare le fatture già emesse per i soggiorni universitari, e, al contempo, ha richiesto più impegno da parte degli Stati membri, per evitare di interrompere i versamenti a favore degli studenti che partecipano al programma Erasmus. Tutto dunque dipenderà dall’approvazione del bilancio UE per il periodo 2014-2020 in discussione in questi giorni al Parlamento europeo; ai giovani studenti europei non resta che incrociare le dita e sperare bene.

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1 dicembre 2017 ore 16:30

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