Università, due italiane nella top 100 mondiale

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

pubblicato il The Times Higher Education 100 Under 50 2014: l'Italia conquista due posti in classifica con Milano-Bicocca al 21esimo, e Roma Tre al 100esimo. Gli atenei astri nascenti con meno di 50 anni di storia promettono di guadagnare terreno rispetto alle università storiche

Tra le università neonate e con meno di 50 anni di storia che si sono accaparrate un posto nella classifica dei primi cento migliori atenei mondiali, anche l’Italia si è guadagnata non uno, ma ben due gradini della scala. The Times Higher Education 100 Under 50 2014 è la classifica che ci parla dell’ascesa delle università sorte negli ultimi 50 anni e che, nella competizione con quelle storiche di prestigio centenario, si avvalgono di una reputazione basata sull’eccellenza di parametri oggettivi come insegnamento e ricerca. Ebbene anche le nostre università di Milano-Bicocca e Roma Tre sembrano poter vantare una reputazione da top 100.

LA CLASSIFICA- In vetta alla classifica si collocano per lo più gli atenei asiatici. La Korea conquista il podio con il primo e il terzo posto a Postech e KAIST. A seguirla ci sono Hong Kong e Singapore, piazzatisi rispettivamente al quarto e quinto gradino della classifica. Ma anche l’Europa detiene un buon primato grazie alle giovani università made in Svizzera, Francia, Spagna e Germania, tutte comprese tra le prime due decine della scala internazionale. Occupano un posto marginale, invece, rispetto al monopolio assoluto detenuto nel The Times Higher Education World University Rankings 2013-2014, classifica gemella riguardante tutte le università del pianeta e non solo le più giovani, gli atenei americani.

L’ITALIA C’E’- Arriva 21esima l’Università Milano-Bicocca. Con 47 punti l’ateneo lombardo, nato nel 1998, quest’anno si piazza tra la Germania e la Gran Bretagna, guadagnando due gradini rispetto allo scorso anno. Invece a gran sorpresa riesce a fare il suo ingresso nella top 100 delle giovani università del mondo, Roma Tre che pur collocandosi in coda alla classifica, si è guadagnata quest’anno uno dei posti maggiormente ambiti dagli atenei di tutto il pianeta con meno di 50 anni di storia.

I PARAMETRI- Ovviamente nella costruzione di tale classifica è stato notevolmente ridotto il peso degli indicatori soggettivi, come quello della reputazione accademica, del prestigio e della storia. Sono stati pertanto ricalibrati gli altri parametri che hanno avuto una maggiore incidenza nella determinazione della top 100: l’ambiente di apprendimento (30%), influenza nella ricerca (30%), trasferimento tecnologico e innovazione, internazionalizzazione. E così mentre le università di Harvard, Stanford, Cambridge, Yale, Oxford e Columbia e tante altre, restano saldamente attaccate al prestigio derivato da decenni di storia e al nome di tanti illustri laureati, questi astri nascenti guardano al futuro e promettono di guadagnare sempre più terreno rispetto ai loro veterani competitori.

Margherita Paolini

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