Medicina, quiz su omosessualità offensivo sul test. La ministra: "Vergognoso"

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Di manliogrossi

Test Medicina: domanda equipara omosessualità a una malattia

Una (pessima) provocazione o una triste convinzione? E’ questo quello che viene da pensare leggendo una delle domande del test Progress a cui ieri hanno dovuto rispondere 33mila studenti iscritti alla facoltà di Medicina e Chirurgia. Il quesito in questione recita “Qual è la stima del verificarsi dell’omosessualità nell’uomo?”, con una serie di opzioni tra cui scegliere, ed è stato inserito nel test su diagnosi, genetica, malattia e comportamenti da avere difronte a determinate malattie. Sì, il presupposto, almeno così pare, da cui si parte è che l’omosessualità sia una malattia. E no, non è un test pescato da qualche vecchio archivio né preso in prestito da Paesi in cui i gay sono considerate persona da curare, ma redatto appositamente dalla Conferenza dei Presidenti dei Collegi didattici dei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia delle università italiane. A loro probabilmente deve esser sfuggito che il 17 maggio 1990, l’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità, cancellò l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali definendola ‘una variante naturale del comportamento umano’. Quella domanda, quindi, rappresenta un passo indietro di ben 27 anni!

Il commento della Ministra Fedeli

Oltre allo sgomento, più che comprensibile, dei rappresentanti delle associazioni Lgbt e, immaginiamo, degli studenti che ieri si sono ritrovati a dover rispondere a questa domanda, ad intervenire sulla vicenda, assai triste possiamo dire, anche la Ministra dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli. “E’ di una gravità inaudita – si legge in una nota del Miur - che sia stata inserita una simile domanda nel Progress test di Medicina e Chirurgia". La Ministra ha infatti sottolineato come sia “Inaccettabile che l’omosessualità sia stata inserita nella categoria delle malattie. Mi auguro che la Conferenza dei corsi di laurea in medicina provveda ad eliminare dall’elenco delle domande del Progress test quel vergognoso quesito, che le risposte ad esso date non siano tenute in considerazione ai fini della valutazione del progresso nell'apprendimento di studentesse e studenti, e che il responsabile di quanto accaduto sia adeguatamente sanzionato”. Una presa di posizione netta quella della Ministra, proprio a sottolienare la gravità che quella domanda rappresenta.
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