30mila euro per passare il test Odontoiatria

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Test di ingresso per le facoltà di Odontoiatria di Napoli, Foggia e Verona

Arrestate sei persone coinvolte in un giro d’affari che ha riguardato i test truccati alle facoltà di Medicina e Odontoiatria di Napoli, Foggia e Verona. Gli aspiranti dentisti pagavano 30mila euro per ricevere le risposte corrette ai test di ammissione. Coinvolti anche un professore universitario e un assessore.

I TEST TRUCCATI - I test d’ingresso truccati riguardano gli anni accademici 2007-2008, 2008-2009 e 2009-2010. La Guardia di Finanza ha iniziato le indagini nel 2009, dopo aver trovato alcuni studenti, che avevano appena svolto il quiz per Odontoiatria, in possesso di telefoni cellulari utilizzati per ricevere le risposte alle domande.

IL PROF CHE AIUTAVA A COPIARE - Le indagini sono state avviate a Napoli, Foggia e Verona, ma hanno portato le Fiamme gialle dritte dritte a Bari, dal professor Felice Roberto Grassi, docente ordinario di odontostomatologia dell'Università di Bari. Il professore avrebbe replicato la stessa attività illecita che già un anno fa aveva portato all’arresto di un suo collega. In seguito a quell’episodio, l’Università pugliese decise di schermare l’edificio durante i test di ingresso, ma il prof Grassi aveva trovato il modo di aggirare l’ostacolo inviando le risposte dei test alle aspiranti matricole di Napoli, Foggia e Verona, dove le strutture universitarie non vengono schermate durante i test.

LA CENTRALE INFORMATICA - Dietro il pagamento di 30mila euro, gli aspiranti dentisti fotografavano il questionario tramite un cellulare attaccato alla gamba con una fascia elastica e lo inviavano a una vera e propria centrale operativa. Presso l’abitazione dell’assessore di Altamura, Francesco Miglionico, odontotecnico e, all’epoca, aspirante Odontoiatria, era stata allestita una vera centrale informatica grazie ad Andrea Ballini, tecnico informatico dell’Università di Bari. Qui arrivavano le immagini dei questionari, il professor Grassi rispondeva ai quesiti, e le soluzioni venivano prontamente inviate via e-mail ai “clienti” che avevano pagato per passare il test.

ARRESTATI - Dopo intercettazioni telefoniche, appostamenti e pedinamenti, ieri 24 luglio, le Forze dell’ordine hanno potuto procedere agli arresti di sei dei personaggi coinvolti. Ai domiciliari sono finiti il professor Grassi che organizzava e coordinava le attività avvicinando i ragazzi che volevano passare il test facilmente, l’ex assessore Miglionico che possedeva la sede della centrale informatica e l’informatico Ballini che allestì tale centrale. Infine, domiciliari anche per Amedeo Nardi, rappresentante di prodotti per l’ortodonzia e due studenti universitari di 27 anni, Giacomo Cuccovillo e Marco Magdalone.

Saresti disposto a pagare pur di passare il test di ingresso?

Cristina Montini

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