Sei fuori corso? Paghi di più, così ti sbrighi

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Studenti universitari fuori corso

In Italia ci sono troppi fuoricorso per il Ministro Profumo e il problema, dice, è culturale: “Manca il rispetto delle regole e dei tempi”. Il Ministro che si è mostrato sempre aperto al dialogo con gli studenti, questa volta è stato contestato con lanci di uova da alcuni studenti universitari.

600MILA FUORI TEMPO - Non usa mezzi termini il Ministro dell’Istruzione per commentare il fatto che circa 600mila studenti universitari siano fuoricorso nel nostro Paese. Questo fine settimana a Palermo, a margine della cerimonia di inaugurazione di un centro per l’apprendimento e l’addestramento nel reparto di anestesia e rianimazione del Policlinico “Paolo Giaccone”, ha dichiarato che secondo lui “La scuola sul rispetto delle regole debba dare un segnale forte. I fuoricorso hanno un costo anche in termini sociali. Dobbiamo creare le condizioni perché i nostri studenti possano seguire con regolarità loro corsi e soprattutto, nel caso in cui abbiano un’attività di lavoro, facciano una scelta: quella del part-time. Questo sarebbe un buon viatico per creare cittadini migliori in grado di gestire il proprio tempo al meglio. Il mio è un invito forte alla scuola e all’università anche perché i costi del non fare sono costi che il Paese non può più sostenere”.

STUDENTI LAVORATORI - Parla di interventi volti a favorire il conseguimento della laurea nei tempi previsti, ma la soluzione non sembra così semplice. Oltre ad un problema culturale, che sembrerebbe ritrarre gli studenti come fannulloni che si crogiolano sugli allori, Profumo riconosce anche che spesso i ritardi sono dovuti a condizioni sociali. Gli studenti lavoratori avranno difficoltà maggiori a rispettare i tempi. È per questo che il Ministro parla di “part-time”, senza considerare, però, che la soluzione non è così semplice: molti datori di lavoro, ad esempio, non sono favorevoli a concederlo.

SE SEI LENTO, PAGHI DI PIÙ - Altro punto su cui il dibattito risulta acceso è il fatto di far pagare tasse più alte agli studenti fuori corso per stimolarli a “sbrigarsi”. La misura prevista nella spending review consiste nel lasciare le università libere di stabilire le quote delle tasse di iscrizione per gli studenti fuoricorso che quindi, presumibilmente, potrebbero decidere di alzarle.

SERVE ORIENTAMENTO - Ma su questo punto poi il Ministro Profumo tiene a specificare che non è certo facendo pagare di più gli studenti che si possono ottenere risultati migliori. "Penso che piuttosto – precisa – bisogna valorizzare le capacità delle persone, orientandoli in maniera mirata, come stiamo facendo con il portale www.universitaly.it".

ATENEO CHE VAI, FUORI CORSO CHE TROVI - Rischioso, poi, è generalizzare sulla questione dei fuoricorso, anche perché, come riportato dal quotidiano “Il Corriere”, molto dipende da come è organizzato l’Ateneo. Lampante è il confronto riportato tra La Sapienza di Roma, una delle università più frequentate del Paese che conta 40mila studenti fuoricorso e la Luiss che di fuoricorso ne conta solo alcune decine.

Sei uno studente fuoricorso?

Cristina Montini

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