No laurea caos: studenti devono promettere

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

al bando le lauree chiassose all'ateneo di Bergamo

Il conseguimento della laurea è uno di quei momenti indimenticabili nella vita di ogni studente. Non un semplice pezzo di carta, bensì il coronamento del proprio impegno e di tanto studio, un’occasione unica di festa e gioia condivisa con parenti e amici. Tuttavia, proprio in questi giorni, a frenare l’euforia e l’adrenalina dei laureandi dell’Università di Bergamo un bel comunicato che segnala delle precise regole comportamentali da rispettare durante la seduta di laurea. Si tratta di una vera e propria auto dichiarazione da presentare prima della laurea in segreteria e nella quale il laureando si impegna a non fare schiamazzi durante la laurea garantendo lo stesso comportamento per familiari ed amici. Veloce è scattata la protesta degli studenti.

O SCHIAMAZZI O TI LAUREI

- “Il sottoscritto dichiara di essere a conoscenza e si impegna ad osservare e far osservare a parenti e amici le seguenti norme di comportamento volte a garantire un ordinato svolgimento della seduta di laurea”: questo l’incipit del documento che ogni studente dell’Università di Bergamo dovrà rigorosamente compilare ed inviare al rettore prima della discussione della tesi di laurea. Un cavillo ulteriore si aggiunge insomma alla spietata burocrazia universitaria dell’ultimo momento, fatta di scadenze da rispettare per la presentazione di tutta la documentazione necessaria al conseguimento dell’ambito titolo.

LE REGOLE COMPORTAMENTALI

- “Durante la discussione delle tesi e la successiva proclamazione gli studenti e i rispettivi invitati sono tenuti a mantenere un comportamento adeguato alla solennità della cerimonia, partecipando all’evento in modo festoso, ma al contempo rispettoso dell’istituzione universitaria”. Questo il proclama che a chiare lettere invita tutti i laureandi e il pubblico della seduta di laurea ad evitare festeggiamenti troppo chiassosi e non adeguati all’importanza del contesto di quella che è pur sempre un’istituzione. Al bando coretti, schiamazzi, fischi, come anche lancio di petardi, fuochi d’artificio, trombette da stadio. Ma l’ateneo vieta severamente anche comportamenti iscritti nella tradizione dei neolaureati: niente volantini e foto degli studenti affissi lungo i corridoi e fuori dalle aule, niente travestimenti buffi, né brindisi nei locali o nel cortile dell’università. Il monito con sui si conclude il regolamento è puntuale come il resto del documento e recita che “in caso di inosservanza di tali regole l’Ateneo provvederà a segnalare l’accaduto alle autorità competenti”.

LA REAZIONE DEGLI STUDENTI

- Un regolamento poco apprezzato dalla maggior parte di studenti che, probabilmente, non si aspettava un regalo tanto severo per la propria laurea. Così sulla pagina Facebook dell’ateneo alcuni domandano informazioni sulla compilazione e la consegna del modulo, qualcun altro lo definisce una “pagliacciata”. E tra la sgomento generale, c’è stato anche chi ha tentato di avanzare una spiegazione che motivasse la decisione del rettore: “Nell’ultima sessione di laurea in Caniana è stata esplosa una bomba carta e questo regolamento è una conseguenza. In consulta con tutti i rappresentanti abbiamo concordato che vigileremo su un’applicazione ‘morbida’ del regolamento e metteremo delle bacheche apposta per l’affissione dei manifesti”. Nonostante questo resta più di qualche regione per pensare che tali norme difficilmente saranno rigorosamente osservate da laureandi ed invitati.

LAUREA E FRACASSO

- Non sembra, tuttavia, questo l'unico caso a far parlare di lauree chiassose e festeggiamenti fuori luogo. Era l'estate del 2012 quando Skuola.net era venuta a conoscenza di una lettera, non troppo diversa dal regolamento imposto dal rettore di Bergamo, inviata agli studenti di Scienze della Comunicazione de La Sapienza di Roma. Anche in quel caso si invitava i giovani ad evitare qualsiasi tipologia di festeggiamento oltre le legittime congratulazione e lo scatto di qualche foto ricordo. Tra i provvedimenti possibili contro chi tentasse di aggirare quella lettera informativa, anche l'inibizione da parte del rettore del rilascio del certificato di laurea.

E tu sei d’accordo con il regolamento imposto dal rettore?

Margherita Paolini

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