Giovani e disoccupazione, in arrivo un nuovo piano

giovani disoccupati arriva il nuovo piano del ministro

Il problema del lavoro dei giovani riguarda soprattutto tanti di voi che, dopo aver concluso il loro percorso di studi, entrano relativamente tardi nel mondo del lavoro e si ritrovano a passare di stage in stage senza riuscire a trovare un lavoro stabile. Oggi il nuovo ministro del lavoro, Enrico Giovannini, riconosce la centralità del problema ed afferma che si lavorerà al piano giovani da ora fino a giugno. L’obiettivo è di ridurre dell’8% la disoccupazione giovanile per cui, se tutto andrà per il verso giusto, nel prossimo futuro uno su dieci giovani disoccupati riuscirà a trovare un lavoro. Sembra un sogno, ma potrebbe diventare realtà con il sostegno dell’Unione Europea ed alcuni punti di un programma che ha come punti cardine la flessibilità del contratto di lavoro a tempo determinato, il potenziamento dei centri per l’impiego e la staffetta generazionale.

Il PIANO E I FONDI EUROPEI – Il piano sull’occupazione dei giovani del ministro Giovannini si pone in linea con i propositi del progetto europeo chiamato Youth Guarantee. Questo programma si promette di aiutarvi nel difficile passaggio dall’università al mondo del lavoro attraverso alcune misure che vogliono affrontare di petto questo grave problema che vi impedisce di prendere in mano davvero la vostra vita. Il ministro prevede una manovra da circa 12 miliardi per allinearsi con i requisiti previsti dall’Unione Europea per le risorse da assegnare a ciascun paese per agevolare l’occupazione degli under 25.

CONTRATTI A TERMINE, MEGLIO DI NIENTE – Tra le proposte che il ministro presenterà all’incontro con le parti sociali occupano un posto importante quelle che mirano a rendere più flessibili e vantaggiosi i contratti a tempo determinato e questa è un’inversione di marcia rispetto alla direzione presa dall’ex-ministro Fornero. Secondo questa tendenza, infatti, ci si dovrà probabilmente rassegnare a considerare i contratti a tempo determinato come la più probabile via di inserimento nelle aziende, almeno per i primi anni di lavoro.

PART-TIME, MA PER I PIU’ ANZIANI – Fino ad adesso il lavoro part-time è stato visto dagli universitari come un buon mezzo per arrotondare mentre si svolgono altre attività, come le lezioni o lo studio. Secondo il ministro Giovannini, invece, il part-time potrebbe essere la carta giusta per accompagnare i lavoratori più anziani alla pensione, per poter agevolare il ricambio generazionale: accettando questa modalità, in cambio l' azienda assume un giovane con un contratto a tempo indeterminato oppure due giovani con un contratto a termine. L’altra prospettiva, è il pensionamento anticipato per permettere l’inserimento di personale più giovane.

PRENDERSI CURA DEI GIOVANI – Voi ragazzi, appena usciti dalle università, vi sentite spesso lasciati a voi stessi e i centri per l’impiego spesso non sono davvero determinanti per trovare un’occupazione. Per questo un altro punto del piano del ministro è potenziare questi centri sul modello dell’Europa del nord, per accompagnare i neolaureati o i giovani in cerca di un impiego nel dispersivo mondo del lavoro, oltre ad agevolare con contributi ed esenzioni le aziende che assumono: "Bisogna prendersi cura dei giovani”, dice il ministro durante il suo intervento in senato.

IL SOGNO DI UN LAVORO – Le idee ci sono, le iniziative anche, adesso il punto sta nel trovare un accordo tra le parti e soprattutto, i soldi. Infatti sono di fondamentale importanza le decisioni dei vertici europei di giugno per ottenere i fondi necessari affinché queste riforme possano essere davvero attuabili. Molti ragazzi aspettano, incrociando le dita, nuove certezze nel futuro ed un uso intelligente dei contributi che potrebbero arrivare dall’Europa, per poter finalmente partire con la propria vita adulta e indipendente e perché il sogno di un lavoro non rimanga un’utopia.

E tu credi di trovare un lavoro stabile una volta laureato?

Carla Ardizzone

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