Basta quiz a medicina? Giannini contro il test

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Di francesca_fortini

il Ministro Giannini all'inaugurazione dell'anno accademico di Foggia: stop al test d'ingresso? Da rivedere

Ieri mattina il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha presenziato all’inaugurazione del quindicesimo anno accademico dell’Università di Foggia ed ha sfruttato l’occasione per parlare ancora una volta del suo programma di governo, dalla valorizzazione dei docenti al rilancio dell’istruzione tecnica, passando, inaspettatamente, per i test d’ingresso. “Non è detto che il sistema a risposta multipla sia il migliore”, ha dichiarato, come riportato dal Corriere della Sera. L’alternativa alla quale il Ministro starebbe pensando è quella, piuttosto, del modello universitario francese, con un primo anno di studi aperto a tutti ed un esame di sbarramento per passare al secondo anno.

GIANNINI: STOP AL TEST?"Il bilanciamento tra fabbisogno di camici bianchi e numero di laureati è sacrosanto, ma non è detto che il sistema dei test a risposta multipla sia il migliore". A dirlo, mettendo nuovamente carne su un fuoco da parecchi giorni acceso, è la stessa titolare del dicastero di Viale Trastevere, Stefania Giannini. Il sistema dei test, quindi, sarebbe, in futuro, da rivedere, poiché, confessa il Ministro, “non sono del tutto convinta che le 60 domande di un test a risposta multipla concentrate nella giornata di prova debbano e possano essere il migliore strumento per misurare questa selezione”.

NO AI QUIZ, SI ALLO SBARRAMENTO“Penso al modello francese che prevede un primo anno aperto a tutti con sbarramento finale: se passi gli esami ti iscrivi al secondo anno, altrimenti sei fuori. Non è che così passare diventi più facile. Semplicemente si spalma la valutazione dalla prova di un singolo giorno ai risultati di un anno intero di studio”. Questa, dunque, potrebbe essere la proposta del Ministro Giannini: un sistema universitario sì selettivo, ma che dia la possibilità agli studenti di dimostrare il loro grado di preparazione, capacità e motivazione nel tempo.

MODELLO FRANCESE: CHE VUOL DIRE? – Parlare di abolizione del test d’ingresso, però, non faccia credere che la situazione, in Francia, sia più semplice. Le facoltà sanitarie francesi, infatti, utilizzano comunque il sistema del numero chiuso, anche se in un modo più particolare. Il primo anno di studi, infatti, è aperto e comune a tutti i corsi, ma alla sua conclusione gli studenti sono tenuti a sostenere un esame di selezione, che permetterà poi loro, a seconda dell’esito, di proseguire il percorso scegliendo la direzione che preferiscono, tra i corsi di Medicina, Farmacia, Odontoiatria e Ostetricia. Entrare in una Grande Ecole per gli studi sanitari, però, non è affatto una passeggiata: basti pensare che esistono appositi corsi della durata di ben due anni, le cosiddette Classe Préparatoire aux Grandes Écoles, corsi preparatori all’iscrizione, appunto, che è quasi sempre necessario frequentare per raggiungere la giusta preparazione.


Francesca Fortini

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