Expo 2015: 8 su 10 rifiutano lavoro dal 1300 euro

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto di giovani rifiutano di lavorare a Expo 2015

8 ragazzi su 10 si sono tirati indietro prima della firma del contratto di lavoro. Sei mesi all'Expo di Milano retribuiti tra i 1300 e i 1500 euro al mese, comprensivi di notturni e festivi come da contratto nazionale. L'allarme lo lancia Manpower, la società che si è occupata del reclutamento dei lavoratori per l'Expo che partirà il 1 Maggio. Cosa succede? Cosa spinge i giovani a rifiutare uno stipendio da 1500 euro in tempi di crisi?

FATICA A TROVARE LAVORATORI PER EXPO 2015 - La risposta prova a darla Giuseppe Sala, commissario unico: "Il dato ha stupito anche me. Ma forse molti di questi giovani hanno avuto nel frattempo altre offerte e comunque mi rendo conto che il lavoro temporaneo non dia le garanzie che invece vengono cercate". Quel che è certo è che reclutare 600 persone da impiegare all'Expo per sei mesi non è stata per niente una passeggiata. Ai ragazzi sotto i 29 anni sono stati proposti contratti di apprendistato da 1300/1500 euro al mese, eppure gran parte di loro, circa 8 su 10, sono spariti al momento della firma.

BYE BYE EXPO 2015 - E quando diciamo "spariti" intendiamo nel vero senso del termine, senza nemmeno comunicare ai selezionatori del personale il loro ripensamento attraverso una mail o un messaggino. Insomma, ma davvero tutti questi ragazzi non hanno voglia di lavorare? Fanno il colloquio, arrivano a tanto così dal contratto e poi spariscono?

LAVORO O SFRUTTAMENTO - Ce lo siamo chiesti noi di Skuola.net e proprio questa domanda ci ha spinto a dare un'occhiata alle offerte di lavoro per Expo 2015 presenti su Manpower. Ed effettivamente la richiesta di disponibilità a volte è davvero dura. Per molte figure professionali si richiede di lavorare "su 3 turni di 8 ore (h24) con disponibilità a prestare l’attività lavorativa anche nel week end". Insomma, 8 ore al giorno con turni anche di notte e nemmeno un giorno di riposo. E così non solo addio estate, ma anche amici e parenti. Senza contare che dopo sei mesi di duro lavoro, non esistono garanzie per un'assunzione futura.

Guarda lo spot di Expo Milano 2015

LAVORO NON RETRIBUITO? - Che qualcuno abbia sentito odor di sfruttamento o che i giovani nostrani ancora non siano così tanto devoti al sacrificio pur di lavorare ancora non è ben chiaro. Fatto sta che di sfruttamento all'Expo 2015 hanno parlato in tanti in questi giorni. Infatti, se sono molti a volerci lavorare e anche a voler prestare volontariato (ricordiamo che i ragazzi del Servizio Civile lo faranno per due settimane e 5 ore al giorno e senza vedere un euro), altrettanti parlano proprio di "schiavitù".

SCOUT: NO ALLA NOSTRA PARTECIPAZIONE A EXPO 2015 - Proprio questo tema, per esempio, ha diviso gli scout quando l'Agesci, l'associazione cattolica maggiormente rappresentativa degli scout in Italia, ha deciso di aderire a Expo 2015. Tanto da arrivare a chiedere di fare un passo indietro nel documento "Ritiriamo Agesci dall'Expo 2015" dove possiamo leggere: "Ricevendone la notizia è stato spontaneo interrogarci su cosa avesse in comune il megaevento con la proposta educativa scout: nel confrontare l’immagine che di esso si va definendo con i punti del nostro Patto Associativo vi abbiamo a fatica scorto delle affinità. La strada di Expo è battuta da abbastanza soggetti spiacevoli perché valga la pena di non seguirli e di non legittimarli con la nostra presenza".

Serena Rosticci

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