Erasmus+, Italia tra le mete preferite

Marcello G.
Di Marcello G.

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L’Italia si conferma una delle patrie mondiali della cultura. A ribadirlo sono gli ultimi dati su Erasmus+, il programma dell’Unione europea per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport che ogni anno porta in giro per i Paesi comunitari (e per quelli vicini) migliaia di studenti, docenti e dipendenti delle università.

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UN SUCCESSO MADE IN ITALY - Il successo del nostro Paese è ancora più evidente se si osservano i numeri sui flussi con le nazioni non comunitarie. Nel 2015/2016 – primo anno del nuovo ciclo - oltre 2500 persone hanno varcato i confini italiani per venire a studiare o a formarsi nei nostri atenei o per andare a farlo in un altro Stato. Di questi, la maggior parte sono studenti: quasi 1700, di cui più 1200 in entrata e poco più di 450 in uscita. Circa 600 sono stati, invece, i professori che si sono spostati (320 in ingresso, 277 in uscita). Attorno a 200 le unità amministrative che hanno soggiornato all’estero o che sono venuti qui da noi.

UN ERASMUS MEDITERRANEO - Sono soprattutto i Paesi che affacciano sul Mediterraneo ad essere stati attratti dalla nostra cultura: più di 300 studenti tra quelli arrivati provenivano da Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Siria, Tunisia. Seguono i Paesi dell’area balcanica (Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Serbia, Montenegro) e quelli del cosiddetto Partenariato Orientale (Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Moldavia, Ucraina) con oltre 200 studenti accolti. Contemporaneamente si sono mossi tra queste tre macro-aree geografiche quasi 150 nostri connazionali.

LE UNIVERSITA' CHE HANNO PIU' SUCCESSO - Tra le università che hanno maggior appeal nel resto del mondo spiccano quelle delle grandi città, come “La Sapienza” di Roma (nettamente al primo posto) e la Statale di Milano; a seguire l’Alma Mater di Bologna, l’Università di Padova e il Politecnico di Torino. Mentre l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia, assieme a quella di Parma e a quella della Tuscia (ma anche Bologna e il Politecnico di Milano non si piazzano male) sono quelle da cui sono partiti verso l’estero il maggior numero di studenti italiani.

PIU' POSSIBILITA' PER PARTIRE - Ma il successo dell’istruzione superiore “Made in Italy” poteva essere ancora maggiore; basti pensare che le domande accolte sono state 2500 ma le candidature sfioravano quota 9mila; più di 2 persone su 3 sono rimaste quindi a bocca asciutta. Per questo motivo, nel prossimo anno accademico, il budget messo a disposizione dell’Italia per Erasmus+ è stato aumentato del 13%; mentre il bacino dei Paesi partner è stato esteso alle aree africana, caraibica e pacifica.
In particolare, saranno 52 (degli 89 candidati) gli istituti d’istruzione selezionati per ospitare studenti stranieri; la Commissione europea ha previsto per loro un budget di 13 milioni di euro. Circa 2mila i posti disponibili in entrata. Tra le nazioni che avranno più possibilità di mandare i propri cittadini a formarsi in Italia troviamo la Federazione Russa, l’Albania, la Serbia, la Georgia e Israele.

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