Giovani emigrati: tutti pazzi per Copacabana

in aumento i giovani emigrati che scelgono l'America Latina come nuova patria

Secondo i dati raccolti dall'Anagrafe della popolazione Italiana Residente all'Estero (Aire), resi noti dalla trasmissione "Giovani Talenti" di Radio 24, nel 2012 è cresciuta di molto la percentuale di chi, stufo delle incertezze lavorative di questi tempi, ha deciso di fare le valigie e partire. Da questi dati, possiamo fare il suo identikit: per lo più è del nord, laureato e di sesso maschile. Si reca in Germania, in Gran Bretagna e nelle più ricche aree del nord Europa, ma se deve prendere un volo intercontinentale, lo fa dirigendosi a Sud: dopo l’Europa, infatti, è l’America Latina ad accogliere il maggior numero di Italiani e le preferenze per questi paesi fa pensare che, al sogno della fortuna nei paesi anglosassoni, si sta sostituendo il sogno della crescita in un paese con grandi potenzialità, che ci somigli di più.

BOOM DI PARTENZE – E’ un dato che ci impressiona: in un solo anno la percentuale degli italiani che sono emigrati all’estero è cresciuta del 30%. E in particolare siete proprio voi giovani ad abbandonare di più il vostro paese per andare a vivere all’estero: infatti gli emigrati tra i 20 e i 40 anni sono aumentati in un anno del 28,3%. Il fatto poi che le regioni italiane più colpite dal fenomeno siano la Lombardia (13.156 persone) e il Veneto (7456), ci fa capire come le regioni più industrializzate e ricche d’Italia sono in realtà i serbatoi di quei giovani laureati che vogliono sfruttare il proprio talento in luoghi dove esistono più possibilità di crescita. Questo movimento, quindi, non è un’emigrazione proletaria da primo Novecento, ma il picco di quella fuga di talenti e di cervelli che già da tempo affligge il nostro Paese. Secondo le ricerche del centro Altreitalie, infatti, la percentuale dei laureati emigrati è doppia rispetto alla media nazionale e raggiunge il 56%, ben il 13% ha un dottorato e l’8% ha conseguito specializzazioni post-dottorato.

LONDON CALLING – Chi di noi non ha mai sognato di partire alla ricerca di un futuro più roseo, ma anche solo per fare un’esperienza all’estero che ci preparasse al meglio alla vita lavorativa? L’esperienza di lavoro o di studio in una città di lingua e cultura diversa, al giorno d’oggi, è comune a gran parte degli studenti e dei giovani italiani. I progetti Erasmus o Leonardo, iniziative e stages proposti dalla comunità europea e l’esplosione delle compagnie aeree low cost hanno permesso ai ragazzi di fare di un sogno una realtà. Le mete anglosassoni sono sempre state le più gettonate: Londra e New York sono le metropoli per eccellenza, piene di risorse e possibilità, e l’Australia e la California le mete più ambite per i giovani surfisti e per chi preferisce i grandi spazi al di fuori di immense città, con la cultura di una mentalità “easy”. Questa tendenza, però, si sta oggi arricchendo di nuovi spunti.

AL SUD IN CERCA DI SVILUPPO - I paesi in via di sviluppo, infatti, come Argentina e Brasile, hanno superato Stati Uniti ed Australia tra le destinazioni preferite dei giovani italiani, ma anche la Cina è in buona posizione. L’Argentina, secondo i dati raccolti infatti, con 6404 emigrati supera gli Stati Uniti (5210 emigrati), e il Brasile con 4506 fa mangiare la polvere all’Australia, con 1683 emigrati italiani nel 2012. Il centro Altreitalie, associazione che cura ricerche e studi sull’emigrazione degli italiani nel mondo, sostiene che la Cina è all’ottavo posto tra le mete preferite degli Italiani all’estero. Questi dati sono lo specchio delle trasformazioni del mondo di oggi, e i giovani più intraprendenti si stanno dirigendo sempre di più verso quei paesi che investono sulla crescita e che sembrano meno coinvolti dalla crisi, ma soprattutto verso quelli che, nel loro progetto di sviluppo, appaiono giovani ed intraprendenti quanto loro.

Se tu decidessi di lasciare l'Italia, dove vorresti andare?


Carla Ardizzone

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