Università: da settembre no plexiglass ma orario più lungo e più aule

Paolo.Ferrara
Di Paolo.Ferrara
rientro università manfredi
La sessione estiva è iniziata da pochi giorni ma tanti sono ancora i dubbi circa il futuro degli universitari. Come si rientrerà in aula a settembre? Ci saranno ulteriori benefici per gli studenti fuori sede? E la no tax area? Il ministero dell’Università, Gaetano Manfredi, ha anticipato i possibili scenari per settembre e dato indicazioni concrete per i prossimi mesi.
L’obiettivo è quello di “non lasciare nessuno indietro” come già dichiarato per gli studenti degli altri ordini dalla Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Ecco tutto quello che c’è sapere sul rientro in aula a settembre.

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L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha cambiato significativamente le nostre abitudini, anche quelle più scontate. Il mondo scolastico e quello universitario sono prontamente passati al digitale e con loro anche quasi tutte le attività, tra esami, sedute di laurea e progetti di ricerca. Nonostante la parziale riapertura delle università del 4 maggio, tanti i dubbi per il futuro delle università italiane: dalle modalità non chiare per sostenere gli esami al rientro nelle aule a settembre, passando per i tirocini e gli esami di Stato per l’accesso alle professioni. Il ministro dell’Istruzione, Gaetano Manfredi, confermando a Sky tg24 che il numero degli esami e dei laureati non è mutato rispetto allo scorso anno, ha dato delle indicazioni preziose per il rientro in aula. La didattica a distanza non si fermerà a settembre per gli studenti stranieri e per i fuori sede ma sarà un’alternativa alle lezioni in presenza. Non ci sarà nemmeno il plexiglass nelle aule ma una nuova organizzazione: dopo l'allungamento dell’orario anche un maggior numero di aule per contrastare il problema dell’affollamento. Tutte le misure, per il ministro, sono atte a “non lasciare nessuno indietro”.


Università: chi ha il reddito fino a 20mila euro non pagherà le tasse

Altro punto fondamentale del suo intervento a Sky tg24 è stato il problema delle tasse. A marzo, infatti, poiché la didattica non era stata sospesa ma erogata in modalità telematica, la soluzione scelta dalla maggior parte degli atenei per venire incontro alle richieste degli iscritti e alle necessità economiche di molte delle loro famiglie è stata quella di posticipare il pagamento delle consuete rate. Dal ministero, ora, arrivano nuove idee per tutti gli atenei: si sta pensando di allargare la no tax area fino a 20mila euro di reddito Isee. Tra 20mila e 30mila, invece, sono previsti “degli sconti molto importanti”. Per chi ha subito un calo di reddito improvviso a casa della pandemia, infine, sono previsti ulteriori interventi dalle singole università. Il ministro ha fatto anche sapere che in conferenza Stato-Regioni si sta lavorando per allargare anche le modalità di accesso alle borse di studio universitarie e a dei bonus per colmare il digital divide.

Università: dopo Medicina in arrivo altre lauree abilitanti

Sebbene "l'esame di Stato per l'accesso alle professioni sia previsto dalla costituzione e quindi non si può abolire" il ministro presenterà nelle prossime settimane in Parlamento un disegno di legge per le lauree abilitanti. Dopo Medicina, infatti, si vuole cercare di trasformare le lauree in lauree abilitanti e fare in modo che l'esame di laurea sia considerato un esame di Stato per l'accesso alla professione. "Pensiamo a Odontoiatria, Farmacia e Veterinaria che già prevedono nel loro ordinamento molti tirocini”. Per ora è solo una proposta ma si spera che dal prossima anno sia una realtà.
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