Coronavirus, ecco i neolaureati e specializzandi in prima linea

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Di manliogrossi
specializzandi infermieri

Specializzandi, infermieri e operatori socio sanitari, anche se laureati solo da qualche giorno, possono ritrovarsi in prima linea, o meglio, in corsia. Sì, è proprio ciò che prevede il decreto legge 9 marzo 2020 n.14, entrato in vigore martedì 10 marzo, in base al quale ci saranno ben 20mila assunzioni negli ospedali italiani. Lo scopo, ovviamente, è quello di far fronte all’emergenza sanitaria che nelle ultime settimane sta colpendo l’Italia perché mai come in questo momento c’è necessità di personale.
Diversi quindi gli atenei che hanno addirittura anticipato la sessione di laurea di infermieri, ad esempio, per poter permettere loro di essere pronti ad ‘entrare in campo’.

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Cosa prevede il decreto

Nel decreto legge 114/2020 le aziende e gli enti vengono autorizzati ad assumere, viste le circostanze, nuovo personale appartenente alle professioni sanitarie al fine di “garantire i livelli essenziali di assistenza nonché per assicurare sull'intero territorio nazionale un incremento dei posti letto per la terapia intensiva e sub intensiva necessari alla cura dei pazienti”. Ancora, nel decreto viene specificato che le assunzioni si concretizzeranno in “incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, di durata non superiore a sei mesi, prorogabili in ragione del perdurare dello stato di emergenza”. Per coprire queste spese, che riguarderanno lo ricordiamo contratti a tempo determinato, il decreto stanzia ben 660 milioni di euro. Gli incarichi verranno assegnati previo avviso pubblico e dopo una selezione effettuata mediate una valutazione dei titoli in possesso e di un colloquio. Una corsia preferenziali la avranno i neolaureati, ecco perché alcuni atenei come quello di Pavia hanno preferito anticipare la sessione di laurea in infermieristica, in modo da permettere ai proprio studenti, ormai ex, di poter essere considerati tra i 20mila assunti.


Non solo infermieri, in campo anche specializzandi

Tra le 20mila unità di cui il nostro sistema sanitario ha bisogno in questo momento di emergenza, oltre a Oss e infermieri ci sono ovviamente anche medici. Nel decreto 14/2020 si fa esplicito riferimento all’assunzione di “specializzandi iscritti all’ultimo e al penultimo anno di corso delle scuole di specializzazione”. Gli assunti, che saranno costretti a mettere in pausa il ciclo di studi, possono però stare tranquilli perché il loro percorso non subirà rallentamenti, il decreto infatti sottolinea che “il periodo di attività, svolto dai medici specializzandi esclusivamente durante lo stato di emergenza, è riconosciuto ai fini del ciclo di studi che conduce al conseguimento del diploma di specializzazione. Le Università, ferma restando la durata legale del corso, assicurano il recupero delle attività formative, teoriche e assistenziali, necessarie al raggiungimento degli obiettivi formativi previsti”. Per chi, quindi, ha scelto le professioni sanitarie e ha i requisiti per essere chiamato ben presto potranno aprirsi le porte di un ospedale. Anche le giovani leve avranno la possibilità di dare il loro prezioso e valido contributo alla lotta contro il COVID-19.



I giovani medici e infermieri già in campo contro il coronavirus

E i diretti interessati cosa ne pensano? Inutile dire che in molti sono rimasti sorpresi da questa decisione presa dal Governo. Chi però aveva i requisiti per poter anticipare la sua sessione di laurea non ha certo esitato. Raggiunti da 'Fanpage.it' il giorno della discussione, alcuni neolaureati dell’Università di Padova, si sono ritrovati la corona di alloro in testa un po’ in anticipo rispetto al previsto, ma la cosa non li ha stravolti più di tanto, anzi. Sono ben consapevoli che tra qualche settimana, o addirittura giorno, potrebbero già indossare il camice bianco e ritrovarsi negli ospedali delle zone più colpite dal dilagare del Coronavirus. Certo è che le giovani leve dovrebbero sostituire gli infermieri più esperti, in modo che questi ultimi potranno essere impiegati con i pazienti contagiati dal coronavirus. Tra qualche piccola incertezza, più che lecita vista la giovane età, si dicono pronti a partire e fare il loro dovere, mettendo così in pratica quanto studiato fino ad ora. Ad anticipare il fatidico giorno della laurea anche alcuni studenti di infermieristica della Statale di Milano intervistati da ‘ilfattoquodiano.it'. Anche loro, venuti a conoscenza della possibilità di rientrare nelle 20mila assunzioni previste da decreto 14/2020 hanno accettato di anticipare i tempi della discussione di laurea e rinunciare così a quel periodo di riposo che, molto spesso, i neolaureati si concedono dopo la fine del percorso universitario prima di buttarsi nel mondo de lavoro. Nonostante qualche piccola ansia, comprensibile, sono pronti ad indossare il camice bianco e dare il loro prezioso contributo nella lotta contro il Coronavirus. Per tutti questi ragazzi insomma, la ricerca di un lavoro non sarà certo un problema!
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