#coglioneNO: basta giovani sfruttati sul lavoro

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

Oddio no. Ci siamo capiti male. Per questo progetto non c’è budget”. Quante volte i giovani si sono sentiti dire questa frase di fronte ad un lavoro già svolto? Insomma, che i ragazzi siano sfruttati dal mondo del lavoro non è una novità, ma la campagna di denuncia messa in piedi da un gruppo di giovani creativi si. Stiamo parlando di #coglioneNO, un progetto del gruppo Zero che ha come obiettivo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sullo sfruttamento dei giovani creativi. E che ci sta riuscendo benissimo visto che in pochi giorni i loro video hanno raggiunto migliaia di visualizzazioni e di condivisioni sui social. Ma questo tipo di sfruttamento è messo in piedi solo nei confronti dei giovani creativi? Skuola.net ne parla con Andrea Gatti Casati e Giulia Tolve, due giornalisti che su Linkiesta hanno seguito il caso #coglioneNO.

Prima di tutto vi chiederei come nasce la vostra idea di seguire il caso: è partita semplicemente dal caso generato da #coglioneno o c'è altro?
La campagna #coglioneNO ha toccato un nervo scoperto, portando all'attenzione di tutti temi noti da (troppo) tempo, ma di cui spesso ci si dimentica. La campagna ha avuto un eco notevole e ci ha colpito la reazione scomposta della rete e soprattutto dei giovani. La nostra intenzione è stata quindi quella di razionalizzare i contenuti della protesta, perché pensavamo che se avessimo ottenuto la stessa eco avremmo aiutato i giovani ad andare oltre la semplice rabbia che la campagna ci ha mostrato, direttamente ed indirettamente. Non basta denunciare un problema - lo sfruttamento dei giovani - bisogna indagarne le basi e lavorare per trovare delle soluzioni.

Con la vostra ricerca cosa volevate dimostrare?
Il mancato riconoscimento di professionalità, competenze, tutele ed adeguato compenso non è un problema esclusivo dei soli creativi. In questo senso i dati di Almalaurea parlano chiaro, la media dei giovani ad uno/cinque anni dalla laurea versa nelle stesse condizioni. Parlare della categoria dei "creativi" inoltre è sbagliato in quanto non è possibile identificarne i confini (di cosa stiamo parlando infatti, imprese creative? mansioni creative?).

Insomma, sembrerebbe che il messaggio che sta alla base della campagna #coglioneno sia esagerato, è così?
No, noi non avevamo intenzione di minimizzare o non dare il dovuto peso ad un problema che sappiamo esistere. La campagna fa il suo dovere: sensibilizzare l'opinione pubblica, semmai lo fa in modo superficiale, semplificando ed affidando il suo successo ad un motto. Di conseguenza il dibattito che si è sviluppato è stato poco costruttivo e confuso, quindi sbagliato nei toni e nei contenuti: il risultato è che la campagna ha forse fatto più sorridere - o arrabbiare - di quanto non abbia fatto pensare.

Secondo voi esiste una soluzione allo sfruttamento dei giovani nel mondo del lavoro?
Confidiamo nel fatto che la soluzione esista e che debba guardare a tutti quei lavoratori giovani, atipici e precari, senza specificità di settore. Il punto di partenza potrebbe essere quello di superare la dicotomia che caratterizza il mercato del lavoro di oggi e che vede una netta contrapposizione fra lavoratori subordinati - tutelati e quasi inamovibili - e lavoratori autonomi o atipici che invece vivono in una situazione di precarietà ed incertezza. L'evoluzione del mercato e delle organizzazioni impone di andare oltre questo modello e pensare ad una modulazione delle tutele che porti alla garanzia di standard minimi di protezione. Per quanto invece riguarda specificamente i giovani ed i problemi legati all'accesso al mondo del lavoro la priorità è, da un lato, lo sviluppo di strumenti che il legislatore ha già predisposto - il contratto di apprendistato, primo fra tutti - , in coordinamento con l'istituzione di incentivi ed agevolazioni a favore delle imprese, e dall'altro lato , il ripensamento del sistema formativo e di istruzione. C'è bisogno di avvicinare la scuola alle esigenze delle imprese a vantaggio dell'occubabilità dei giovani.

E tu ti sei mai sentito sfruttato sul posto di lavoro? Come hai reagito?

Serena Rosticci

Commenti
Skuola | TV
La Skuola Tv sta per tornare

Dopo mesi di vacanza, siamo pronti per ritornare a farvi compagnia!

4 ottobre 2017 ore 16:30

Segui la diretta