Abolire il numero chiuso? La proposta in fase di discussione

Giulia.Onofri
Di Giulia.Onofri
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L’ansia da ‘numero chiuso’ accomuna molti studenti che, una volta superata la maturità, trascorrono l'estate con le simulazioni dei test universitari. Fra questi alcuni potrebbero essere a numero chiuso e pregiudicare così l’accesso all’ateneo scelto. Per tentare di porre delle soluzioni a quello che, per molti studenti, è un vero e proprio problema, oggi mercoledì 9 gennaio 2019 si è svolto presso la Camera dei Deputati un incontro per discutere la modifica della Legge Zecchino che regola proprio i criteri riguardanti il numero chiuso locale e nazionale.

Numero chiuso: la posizione delle associazioni studentesche

Nota ormai da tempo la posizione delle associazioni degli studenti, da sempre a favore dell'abolizione del numero chiuso. Soluzione questa che, secondo gli studenti, garantirebbe equità nell'accesso e nella distribuzione della cultura pur mantenendo alta la qualità dell’insegnamento universitario. Alessio Bottalico, coordinatore nazionale di Link Coordinamento nazionale, parlando del numero chiuso ha sottolienato l'infelice primato che vede l’Italia come il Paese che ha il numero più basso di laureati in Europa con un "sistema universitario definanziato", troppo precario e privo di mezzi e docenti per garantire a tutti una "didattica dignitosa". Anche Giulia Biazzo, coordinatrice dell’Unione degli Studenti, si fa portavoce della stessa posizione contraria alla selettività delle prove di ingresso universitarie, sottolineando come questo aspetto sia ingiusto per tutti coloro che vogliono intraprendere un percorso di studi ma sono impossibilitati a farlo se non superano i test. Per salvaguardare dunque il diritto allo studio di ognuno, la coordinatrice afferma che "debba essere abolita qualsiasi modalità di selezione in ingresso all’Università, per garantire a tutti gli studenti di poter scegliere il proprio percorso di studi".


Numero chiuso: i rischi

Al di là delle motivazioni ‘etiche’ sulla correttezza o meno del numero chiuso, altri rappresentanti degli studenti hanno evidenziato come il numero chiuso abbia conseguenze ben più gravi come ad esempio accade nel settore medico. Giacomo Cossu, coordinatore nazionale della Rete della Conoscenza, invita a riflettere sulla "penuria di medici" nel Sistema Sanitario Nazionale, evidenziando come debba essere riformulata la formazione medica, da sempre a numero chiuso, per poter cambiare la situazione attuale "È necessario ripartire da una formazione davvero libera per dare un futuro a questo Paese".
Ad integrare e rafforzare tale convinzione anche Niccolò Del Zanna, portavoce di ‘Chi si cura di te?’ (un’associazione di medici neo-abilitati o specializzandi) che, in merito alle problematiche legate al numero chiuso pone l’accento sulla necessità di "maggiore integrazione del percorso formativo con i servizi territoriali,senza trovare facili scappatoie in percorsi di formazione paralleli che sviliscono la professione medica e minano la qualità del servizio". L'abolizione del numero chiuso nella facoltà di medicina salvaguarderebbe la sanità italiana dai rischi di una formazione professionale fondata su corsi di studio secondari considerati erroneamente 'equivalenti'.
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14 ottobre 2019 ore 17:45

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