
Vitaliano Brancati nel 2026, Giorgio Caproni nel 2017, Claudio Magris nel 2013, Umberto Eco nel 2016. Ma anche Tomasi di Lampedusa, Sciascia, Bassani, Saba e perfino Dante, uscito due volte nel giro di tre anni con il Paradiso.
Negli ultimi 26 anni, la prima prova della Maturità ha spesso pescato autori capaci di spiazzare i maturandi: non sempre nomi sconosciuti, ma sicuramente scelte poco scontate, lontane dalle previsioni più battute del toto-tracce.
È successo anche alla Maturità 2026, con Vitaliano Brancati, protagonista della traccia A2, e con Cesare Pavese, tornato in prima prova dopo 25 anni di assenza: mancava infatti dal 2001. Due casi diversi, ma con lo stesso effetto finale: costringere molti studenti a cambiare strategia davanti al foglio.
Perché alla Maturità non sorprendono solo gli autori “minori”. A volte basta un grande nome uscito nel momento sbagliato, un testo imprevisto o un ritorno dopo anni di assenza per trasformare l'analisi del testo della prima prova in un terno al lotto.
Indice
- Vitaliano Brancati, la sorpresa della Maturità 2026
- Cesare Pavese 2026: non un outsider, ma un ritorno dopo 25 anni
- Pasolini e Tomasi di Lampedusa, la doppia sorpresa del 2025
- Moravia e Quasimodo nel 2023: tra romanzo e poesia
- Leonardo Sciascia 2019: il civile entra nella Tipologia A
- Giorgio Bassani 2018: quando molti non sapevano chi fosse
- Giorgio Caproni 2017: il poeta che ha spiazzato tutti
- Umberto Eco 2016: il contemporaneo che non ti aspetti
- Claudio Magris 2013: una delle scelte più imprevedibili
- Dante nel 2005 e nel 2007: il classico assoluto che torna due volte
- Umberto Saba 2000: il nome che apre il nuovo millennio
Vitaliano Brancati, la sorpresa della Maturità 2026
Partiamo dall’ultimo caso: Vitaliano Brancati, scelto per la traccia A2 della Maturità 2026 con un brano tratto da I piaceri.
Brancati non è certo un autore minore della letteratura italiana, ma per molti maturandi non rientra tra i nomi più “comodi” da trovare all’esame. Non ha la riconoscibilità immediata di Pirandello, Montale, Ungaretti o Calvino.
E soprattutto non è uno di quegli autori su cui tutti, arrivati a giugno, sentono di avere una preparazione solida.
Proprio per questo la sua presenza in prima prova ha avuto l’effetto tipico delle tracce inattese: chi lo conosceva abbastanza ha potuto giocarsela, chi invece lo aveva solo sfiorato nel programma ha probabilmente preferito guardare altrove.
Cesare Pavese 2026: non un outsider, ma un ritorno dopo 25 anni
Diverso il caso di Cesare Pavese, protagonista della traccia A1 della Maturità 2026 con la poesia Passerò per Piazza di Spagna.
Pavese non è certo un nome “strano”. Anzi, è un autore importante, studiato, presente nei manuali e spesso citato nei programmi del Novecento. La sorpresa, però, sta nel suo ritorno. Alla prima prova mancava dal 2001, quando era uscito con un brano tratto da La luna e i falò.
E infatti la reazione degli studenti è stata divisa. Per alcuni è stato quasi un colpo di fortuna: autore conosciuto, testo poetico forte, possibilità di costruire collegamenti. Per altri, invece, l’analisi del testo poetico resta sempre una zona rischiosa, anche quando il nome dell’autore è familiare.
Pavese, insomma, è stato inatteso non perché sconosciuto, ma perché tornato dopo un’assenza lunghissima.
Pasolini e Tomasi di Lampedusa, la doppia sorpresa del 2025
Nel 2025 la Tipologia A aveva già scelto una strada particolare, proponendo Pier Paolo Pasolini e Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Pasolini era un nome fortissimo, anche per il peso dell’anniversario e per la sua centralità nel dibattito culturale italiano. Proprio per questo, in parte, era anche un autore pronosticabile.
Ma trovarlo davvero in prima prova, con un testo da analizzare, è un’altra cosa: Pasolini porta con sé letteratura, politica, società, linguaggio, provocazione. Non è mai una scelta neutra.
Ancora più spiazzante, per molti, la presenza di Tomasi di Lampedusa. Il Gattopardo è un grande classico, ma non sempre viene affrontato in modo approfondito in classe.
E quando un autore è conosciuto più per fama che per studio diretto, il rischio è quello di riconoscerlo senza sentirsi davvero pronti ad analizzarlo.
Moravia e Quasimodo nel 2023: tra romanzo e poesia
Nel 2023 toccò ad Alberto Moravia e Salvatore Quasimodo.
Quasimodo era già comparso in passato e non era quindi un nome totalmente inatteso. Però la poesia, alla prima prova, continua a mettere in difficoltà molti studenti: richiede attenzione al testo, capacità di lettura, interpretazione e una certa sicurezza nel commento.
Moravia, invece, con un brano da Gli indifferenti, rappresentava un’altra sorpresa: autore importante, certo, ma non sempre percepito come uno dei “soliti” della Maturità. Anche qui il problema non era tanto il nome in sé, quanto la familiarità reale degli studenti con l’opera.
Leonardo Sciascia 2019: il civile entra nella Tipologia A
Tra gli autori più interessanti degli ultimi anni c’è sicuramente Leonardo Sciascia, uscito alla Maturità 2019 con Il giorno della civetta.
Sciascia è uno di quegli autori che a scuola si incontrano spesso, ma non sempre con lo stesso spazio riservato ad altri grandi del Novecento. La sua presenza in prima prova ha portato dentro l’esame temi molto riconoscibili: mafia, giustizia, potere, verità, responsabilità civile.
Una traccia meno “da manuale” e più vicina alla dimensione etica e sociale della letteratura. Per chi lo aveva studiato bene, un’occasione. Per gli altri, una sorpresa non semplicissima da gestire.
Giorgio Bassani 2018: quando molti non sapevano chi fosse
Nel 2018 fu il turno di Giorgio Bassani, con un brano tratto da Il giardino dei Finzi-Contini.
Bassani è un autore fondamentale per raccontare memoria, identità e persecuzione ebraica, ma tra i maturandi non aveva certo la popolarità di altri nomi più ricorrenti. Non a caso, all’epoca, la traccia fu percepita da molti come ostica proprio perché l’autore non era così familiare.
Bassani infatti è abbastanza "laterale" nel percorso scolastico medio da creare spaesamento.
Giorgio Caproni 2017: il poeta che ha spiazzato tutti
Nel 2017 arrivò Giorgio Caproni, con Versicoli quasi ecologici.
Una scelta che, ancora oggi, viene ricordata tra le più sorprendenti. Caproni è un poeta importantissimo del Novecento, ma non sempre occupa uno spazio centrale nei programmi scolastici.
E infatti molti maturandi si trovarono davanti un autore di grande valore, ma non necessariamente studiato in modo approfondito. In più, il tema ecologico del testo lo rendeva molto attuale, ma richiedeva comunque capacità di analisi poetica. Una traccia intelligente, ma non per forza rassicurante.
Umberto Eco 2016: il contemporaneo che non ti aspetti
Nel 2016 la sorpresa fu Umberto Eco, con Su alcune funzioni della letteratura.
Eco era conosciutissimo, ma più come intellettuale, semiologo, romanziere e figura pubblica che come “autore da prima prova” nel senso più scolastico del termine.
La sua presenza alla Maturità spostava l’attenzione su una letteratura meno legata alla poesia o al romanzo tradizionale e più vicina al saggio, alla riflessione culturale, al ruolo dei libri nella società.
Per molti studenti fu un nome riconoscibile, ma non necessariamente facile da affrontare.
Claudio Magris 2013: una delle scelte più imprevedibili
Tra gli autori che hanno fatto più discutere c’è poi Claudio Magris, uscito nel 2013 con un testo tratto da L’infinito viaggiare.
Magris è un grande autore e intellettuale, ma per molti maturandi del tempo non era esattamente il primo nome che veniva in mente pensando alla prima prova.
La sua traccia richiedeva una buona capacità di comprensione e una certa maturità nel ragionamento, perché il tema del viaggio andava trattato senza cadere nel generico.
Una scelta raffinata, forse anche interessante, ma decisamente poco prevedibile.
Dante nel 2005 e nel 2007: il classico assoluto che torna due volte
A prima vista Dante non sembrerebbe un autore inatteso. Anzi: è il classico per eccellenza.
Eppure la sua doppia presenza alla Maturità, nel 2005 e nel 2007, resta particolare. In entrambi i casi il riferimento era al Paradiso, cioè la cantica spesso percepita dagli studenti come la più complessa della Commedia.
Quindi sì, Dante è il nome più canonico possibile. Ma trovarsi davanti un brano del Paradiso alla prima prova poteva comunque diventare un momento di panico, soprattutto per chi sperava in un Novecento più gestibile.
Umberto Saba 2000: il nome che apre il nuovo millennio
Chiudiamo con Umberto Saba, uscito nel 2000 con La ritirata in piazza Aldrovandi a Bologna.
Saba è un autore importante e spesso presente nei programmi, ma rispetto a nomi come Ungaretti o Montale è stato storicamente meno ricorrente nelle tracce. La sua presenza all’inizio degli anni Duemila lo rende uno dei nomi da ricordare quando si parla di scelte meno scontate.
Non un outsider assoluto, ma un autore capace di sorprendere chi si aspettava i grandi nomi più battuti della poesia del Novecento.