Estratto del documento

ITCG Umberto I

Marinelli Giovanna

Classe 5°C geometri

As 2008/2009

Tesina pluridisciplinare

Premessa

Ho deciso di approfondire in tutti i suoi aspetti il periodo risorgimentale in Italia, stimolata dalla visione di alcuni film consegnati dall’insegnante: “Senso” di Luchino Visconti e “Il Gattopardo”, anch’esso di Luchino Visconti, tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

I film in questione, girati rispettivamente nel 1954 e nel 1963, mi sono sembrati significativi di un periodo culturalmente e politicamente fervido, nel quale gli ideali dell’unità d’Italia e della fratellanza forse furono preminenti nel popolo italiano rispetto agli interessi di parte politici ed economici.

Metodo di lavoro

Dopo aver composto una mappa concettuale che mi sembra esaustiva di tutti gli aspetti dell’argomento che intendo approfondire, ho utilizzato per la consultazione e lo studio diversi strumenti di lavoro, quali: libri di testo, internet, romanzi, immagini.

Dopo aver visionato molti testi, ho operato le mie scelte in base a ciò che mi ero prefissa ed ho steso l’elaborato che segue…

Mappa dei contenuti

Letteratura

Romanticismo, Manzoni

Storia

Bibliografia, cronologia, situazione sociale, personaggi

Risorgimento

Filmografia: dibattito storiografico, “Il Gattopardo”, “Senso”.

Le arti nel Risorgimento

Pittura, musica

Tecnologia delle costruzioni

Giuseppe Sacconi

Diritto

Statuto Albertino, Costituzione

Estimo

Legislazione catastale

Letteratura

Tra la fine del XVIII secolo e la prima metà del XIX secolo, l’Europa fu interessata dal movimento storico, politico, sociale, culturale e spirituale del Romanticismo che ha prodotto un profondo mutamento nelle lettere, nelle arti e nel costume.

Nato in Germania, ben presto il Romanticismo si sviluppò anche in Italia e negli altri stati europei.

Avendo assunto caratteri diversi in ogni nazione, è difficile definirlo perché, per la diversità della tradizione nazionale, in alcuni paesi sembrò un movimento rivoluzionario, in altri un movimento di restaurazione (fede nell’umanità buona allo stato di natura...). Ma, nonostante tali diversità, si possono descrivere i caratteri generali, comuni a tutti i paesi:

  • L’importanza data al sentimento, contro il razionalismo degli illuministi, secondo il quale tutti gli uomini erano uguali, mentre per i romantici il sentimento è diverso in tutti gli uomini e ne caratterizza la libera individualità. (Il Foscolo nei Sepolcri afferma la forza eroica del sentimento contro la fredda ragione che rende inutili le tombe). Tale scoperta del sentimento è l’aspetto centrale del Romanticismo che corrisponde in filosofia alla scoperta della creatività “Kantiana” dello spirito; però il romanticismo filosofico si muove sempre sulla ragione analizzata più criticamente, mentre il Romanticismo letterario si muove sulla vita del sentimento. Per questo, in alcuni romantici c’è dissidio interiore tra ragione e sentimento;
  • Il chiarimento e l’esaltazione del concetto di Patria e di nazione, in contrapposizione al cosmopolitismo napoleonico. Questo aspetto venne sviluppato soprattutto nei paesi che avevano perduto la loro libertà a causa delle guerre napoleoniche e del congresso di Vienna;
  • Il ritorno alla fede religiosa, con cui il romanticismo superò il meccanismo materialistico del “Sensismo” e dell’ateismo razionalista. La fede che si costruirono i romantici era o fede nel culto delle umane illusioni (Foscolo) o nella poesia eternatrice degli eroi, o nella contemplazione idilliaca della natura (Leopardi) o nella fede cristiana (Manzoni). Mentre il cristianesimo dei romantici tedeschi è di origine protestante, quella degli italiani è cattolica o giansenista;
  • Il concetto dell’arte popolare, nato dalla funzione educativa della poesia, per cui s’allontana la mitologia e i metodi razionali del Classicismo, per affermare un’arte spontanea senza le tre unità aristoteliche di tempo, di luogo e di azione;
  • Inquietudine e passionalità, nata dall’importanza data alla vita psicologica, da cui l’individualismo in contrasto con l’egualitarismo settecentesco; esaltazione della fantasia contro il rigido intellettualismo.

In Italia l’esigenza patriottica sfociava nella rivoluzione risorgimentale, venne rinnovato inoltre anche lo stile, che doveva adeguarsi alle esigenze del sentimento e la lingua si avvicinò a quella parlata e popolare; furono divulgati generi letterari nuovi, come i romanzi, le tragedie e i romanzi storici, le novelle in versi.

Alcuni tra i massimi esponenti di questa corrente letteraria furono Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni.

Alessandro Manzoni

Biografia

Alessandro Manzoni nasce a Milano il 15 marzo del 1785 da Giulia Beccaria (figlia del grande illuminista Cesare Beccaria) e dal conte Pietro Manzoni, esponente della piccola nobiltà lecchese.

Il Manzoni riceve l’educazione presso vari collegi e, pur essendo insofferente di tale pedantesca educazione, della quale denunciò i limiti anche disciplinari, e pur venendo giudicato uno studente svogliato, egli, da tali studi acquisisce una buona formazione classica e un gusto letterario. A quindici anni sviluppa una sincera passione per la poesia e scrive due notevoli sonetti.

Nel 1805 Manzoni raggiunge la madre a Parigi, dove si imbeve della cultura francese classicheggiante in arte e scettica in filosofia.

Tre anni dopo si trasferisce a Milano e sposa Enrichetta Blondel, calvinista, segnata da una religiosità intensa e nel 1810 intraprende un percorso di istruzione religiosa che la porterà a convertirsi al cattolicesimo, al quale si convertirà anche lo stesso Manzoni, che abbandonerà definitivamente l’ateismo.

Poco dopo inizia la stesura degli “Inni Sacri” e di “Il Conte di Carmagnola” e si trasferisce di nuovo a Parigi dove inizia anche l’“Adelchi”.

Nel 1821 invece scrive l’ode politica basata sul sentimento patriottico “Marzo 1821”, e inizia il primo abbozzo dei “Promessi Sposi”, che, sottoposti ad un’attenta revisione linguistica, usciranno nell’attuale versione nel 1840.

Manzoni muore a Milano il 28 aprile del 1873.

Poetica

L’ambiente culturale milanese e quello parigino instillarono nell’animo del giovane Manzoni un insieme di ideali illuministici a cui egli sarebbe rimasto fedele sempre: libertà, fraternità e giustizia.

Manzoni espresse in maniera esemplare la sua poetica in una concisa dichiarazione del 1823: la poesia doveva proporsi “il vero per oggetto, l’utile per iscopo e l’interessante per mezzo”.

Il punto focale della sua riflessione è il vero, di cui l’utile e l’interessante sono solo dei momenti, delle parziali manifestazioni. L’utile coincide infatti con la moralità cristiana, con la capacità del poeta di far riflettere l’uomo sulla sua vicenda terrena di peccato e redenzione, quindi sulla verità della sua vita.

Anche l’interessante è riconducibile al vero, perché solo un argomento desunto dalla storia dell’uomo può realmente suscitare la sua curiosità e un piacere non effimero.

L’autore dei Promessi Sposi si sforzò brillantemente di distinguere il vero poetico dal vero storico, giungendo così ad attribuire un ambito e una finalità specifica all’attività artistica. Il poeta non deve offrirci una conoscenza esteriore dei fatti, collegati da rapporti causali e temporali: tale compito è assolto infatti dagli storici. L’artista deve invece penetrare nel guazzabuglio del cuore umano, afferrando il processo spirituale che ha generato gli eventi e dunque il loro profondo significato. Il magistero che ci ha consegnato Manzoni si nasconde proprio nella sua capacità di scavo della coscienza, nell’introspezione dentro le zone oscure dell’Essere, alla ricerca di una traccia del divino.

Il risultato non è però un’arte religiosa, tutta incentrata sulla trascendenza: per citare il Sapegno, Manzoni tendeva ad una poesia “che avesse per oggetto la realtà umana, che aderisse alla vita per diventare a sua volta strumento di vita, patrimonio di civiltà per tutti”.

Su queste basi avvenne il suo incontro con gli sviluppi più recenti della letteratura europea, cioè col Romanticismo, impegnato nella lotta contro il Classicismo.

Storia

Definizioni

  • Nella prima metà dell’800 l’Italia conobbe un processo di graduale riscoperta e sempre più netta rivendicazione della propria identità nazionale. Questo processo, noto come Risorgimento, portò alla formazione dello Stato unitario Italiano, ovvero fece della penisola un organismo politico e indipendente a base nazionale.
  • Il processo che portò alla formazione di un unico Stato italiano venne definito dalla politica del tempo con un termine alquanto suggestivo: Risorgimento.

In verità questo termine allude ad una situazione che non esiste nella realtà storica: l’Italia prima dell’Ottocento non fu mai unita e contesti completamente diversi erano quelli dei liberi Comuni o dell’impero Romano.

  • Il Risorgimento è un processo di rinnovamento culturale, politico e sociale che consentì la formazione dello stato nazionale in Italia. (1815-1870).

Situazione sociale

Al momento dell’unità d’Italia la grande maggioranza degli italiani era analfabeta. Solo il 20% della popolazione viveva nelle città mentre il restante 80% nelle campagne, vivendo con il reddito dell’attività economica prevalente; l’agricoltura che, pur se povera, è caratterizzata da una grande varietà negli assetti produttivi: aziende agricole moderne (Pianura Padana), mezzadria (Italia centrale) e latifondo (Mezzogiorno).

Le condizioni di vita dei contadini erano generalmente poverissime, e molte malattie facevano vittime soprattutto negli strati più poveri della popolazione.

Era quasi del tutto scomparsa la peste ma restavano altre malattie come il colera, tifo e tubercolosi, causata dall’umidità delle abitazioni e dalla scarsa alimentazione.

Questa realtà di arretratezza economica e culturale era assai molto poco conosciuta dalla classe dirigente.

La questione meridionale fu un grande problema nazionale dell’Italia unita, il problema riguardava il sottosviluppo economico e sociale delle province annesse al Piemonte nel 1860-1861. I governi sabaudi avevano voluto instaurare in queste province un sistema statale e burocratico simile a quello piemontese. L’abolizione degli usi e delle terre comuni, le tasse gravanti sulla popolazione, la coscrizione obbligatoria e il regime di occupazione militare con i carabinieri e i bersaglieri, creò nel sud una situazione di forte malcontento. Da questo malcontento vennero fuori alcuni fenomeni: il brigantaggio, la mafia e l’emigrazione al nord Italia o all’estero.

Dopo l’unità d’Italia vi fu un rigetto nei confronti del governo da parte della povera gente del meridione. Tale rigetto si manifestò fra il 1861 e il 1865 con il fenomeno del brigantaggio. Il brigantaggio era localizzato in Calabria, Puglia, Campania e Basilicata dove bande armate di briganti iniziarono vere e proprie azioni di guerriglia nei confronti delle proprietà dei nuovi ricchi.

I briganti si rifugiavano sulle montagne ed erano protetti e nascosti dai contadini poveri; ma ricevettero aiuto anche dal clero e dagli antichi proprietari di terre che tentavano, per mezzo del brigantaggio, di sollevare le campagne e far tornare i Borboni. Fra i briganti, oltre ai braccianti estenuati dalla miseria, c’erano anche ex garibaldini sbandati ed ex soldati borbonici.

Cronologia degli eventi

  • 1815 - Congresso di Vienna.
  • 1820-21 - I moti interessano solo il Piemonte e il Regno delle Due Sicilie.
  • 1831 - Insurrezione nei ducati di Modena e di Parma e in una parte dello stato pontificio. Mazzini fonda la Giovine Italia.
  • 1846-48 - Biennio delle riforme in Italia.
  • 1848 - L’ondata rivoluzionaria interessò l’intera Europa. Il movimento fece crollare la costruzione della restaurazione.

Rivolta a Palermo, Ferdinando II concede la Costituzione.

Carlo Alberto di Savoia dichiara la guerra all’Austria.

  • 1849 - Armistizio di Vignale, si chiude la prima guerra d’indipendenza.
  • 1852 - Primo governo di Cavour.
  • 1854 - Invio delle truppe sabaude alla guerra di Crimea.
  • 1859-61 - Seconda guerra d’indipendenza (Francia e Piemonte).
  • 1860 - I Mille sbarcano Marsala.
  • 1861 - Unità d’Italia.
  • 1866 - La Prussia e l’Italia alleati contro l’Austria. Militarmente la guerra fu vinta dalla Prussia.
  • 1870 - Per la completa unificazione geografica mancavano Trentino, Roma e Lazio. Rivendicazione di Roma capitale.

Personaggi

Alcuni personaggi che contribuirono nel periodo Risorgimentale alla formazione di un’Italia unita

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