
Le tracce della Maturità 2026 sono già arrivate a scuola? La risposta è sì, ma non come molti potrebbero immaginare.
Non c’è nessun plico cartaceo nascosto in cassaforte, nessuna busta sigillata da aprire davanti alla commissione e, soprattutto, nessuna possibilità di leggere in anticipo i temi della prima prova o le tracce della seconda.
Oggi tutto passa dal Plico Telematico, il sistema digitale con cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito trasmette alle scuole le prove scritte dell’Esame di Maturità.
In pratica, le scuole possono scaricare il pacchetto con le prove, ma i file restano criptati. Per aprirli serve la cosiddetta Chiave Ministero, che viene comunicata solo la mattina della prova, alle 8:30.
Indice
Cosa significa che le tracce sono “arrivate” a scuola
Quando si dice che le tracce sono arrivate a scuola, quindi, non bisogna pensare a un documento già leggibile da qualcuno.
Il Plico Telematico funziona come un contenitore digitale blindato: le prove vengono trasmesse in formato criptato e possono essere gestite solo da personale autorizzato.
Le scuole, infatti, devono nominare un referente incaricato proprio di seguire le operazioni tecniche legate al download, alla custodia e all’apertura del plico.
Il sistema serve a garantire che tutte le scuole ricevano le tracce in tempo, ma senza compromettere la riservatezza dell’esame. In altre parole: il materiale può essere presente sui computer delle scuole, ma resta inutilizzabile fino al momento stabilito.
Quando si aprono davvero le tracce della Maturità
La prima prova della Maturità 2026 è fissata per giovedì 18 giugno alle 8:30. È quello il momento in cui, attraverso la Chiave Ministero, le tracce diventano finalmente accessibili.
Prima di allora, nessuno può leggerle. Anche se il pacchetto è stato scaricato nei giorni precedenti, il contenuto rimane protetto. La procedura è pensata proprio per evitare fughe di notizie, anticipazioni non autorizzate e qualsiasi rischio di diffusione prima dell’inizio ufficiale della prova.
Per i maturandi, quindi, niente panico e niente caccia al “leak”: se sui social dovessero circolare presunte tracce della prima prova, l’unica cosa sensata da fare è trattarle per quello che sono nella maggior parte dei casi, cioè fake o tentativi di attirare click.
Chi gestisce il Plico Telematico nelle scuole
Ogni sede d’esame deve avere uno o più referenti del Plico Telematico.
Si tratta di figure individuate dalla scuola tra il personale docente o non docente, purché abbiano alcuni requisiti: un contratto a tempo indeterminato o annuale, competenze informatiche di base e nessuna candidatura come presidente o commissario esterno in un’altra scuola.
Il referente non “sceglie” le tracce e non può leggerle prima degli altri. Il suo compito è tecnico: deve assicurarsi che la postazione funzioni, che il download sia effettuato correttamente e che il giorno della prova tutto sia pronto per l’apertura del plico.
Per questo il Ministero ha indicato anche requisiti precisi per le postazioni informatiche: computer adeguati, programmi compatibili, stampante funzionante e supporto tecnico in caso di problemi.
Quindi le tracce sono già note? No
La risposta finale è semplice: le tracce possono essere già state scaricate dalle scuole, ma non sono note.
Restano protette fino al giorno della prova e diventano leggibili soltanto quando il Ministero comunica la Chiave Ministero. Per i maturandi, quindi, l’unica cosa davvero utile da fare è continuare a ripassare, seguire le indicazioni ufficiali e diffidare da chi promette anticipazioni impossibili.
La Maturità 2026 si avvicina, le scuole stanno completando la macchina organizzativa e il Plico Telematico è uno degli ultimi passaggi prima dell’inizio degli scritti. Ma le tracce, quelle vere, si scopriranno solo la mattina dell’esame.