
La spettrofotometria è una tecnica di analisi chimica che studia il modo in cui una sostanza interagisce con la luce. In parole semplici, serve a capire quanto una sostanza assorbe una determinata radiazione e, da questo dato, ricavare informazioni sulla sua presenza e sulla sua concentrazione.
È una tecnica molto usata nei laboratori di chimica, biologia, medicina, ambiente e industria alimentare, perché permette di analizzare campioni anche molto piccoli in modo preciso e controllato.
Ad esempio, può essere utilizzata per studiare metalli, molecole organiche, pigmenti, farmaci o sostanze presenti in alimenti e bevande.
Come funziona la spettrofotometria
Il principio è abbastanza intuitivo: un fascio di luce attraversa un campione e lo strumento misura quanta luce viene assorbita. Più una sostanza assorbe quella radiazione, più forte sarà il segnale registrato.
Lo strumento usato si chiama spettrofotometro. In genere è formato da una sorgente luminosa, un sistema che seleziona una specifica lunghezza d’onda, un contenitore per il campione e un rivelatore che misura la luce arrivata dopo il passaggio nel campione.
Il risultato dell’analisi permette di costruire un collegamento tra assorbimento della luce e concentrazione della sostanza. Per questo la spettrofotometria è utile non solo per riconoscere una sostanza, ma anche per stabilire quanta ce n’è.
I principali tipi di spettrofotometria
Non esiste un solo tipo di spettrofotometria. Tra le tecniche più usate ci sono la UV-Vis, la IR e la AAS, cioè la spettrofotometria di assorbimento atomico.
La UV-Vis usa radiabzioni ultraviolette e visibili ed è impiegata spesso per analizzare molecole in soluzione. La IR, invece, studia l’assorbimento della radiazione infrarossa e dà informazioni sui legami chimici presenti nelle molecole.
La AAS è usata soprattutto per determinare la presenza di metalli, come zinco, rame, ferro o piombo, anche in concentrazioni molto basse.
In sintesi, la spettrofotometria è una specie di “lettura con la luce”: osservando come un campione assorbe le radiazioni, il chimico riesce a ricavare dati preziosi sulla sua composizione.