Aule sgangherate e finestre rotte: studenti sicuri? Non troppo

MariFrancesca
Di MariFrancesca

Quanto sono sicure le scuole italiane? Una domanda scomoda e per certi versi dalla risposta non facile. Ci si accorge, spesso, dei problemi strutturali che oggi le nostre scuole presentano solo dopo aver assistito ad avvenimenti rovinosi. I fatti di cronaca ce lo ricordano frequentemente, ma non bastano ad arrestare una situazione già annunciata e, in molti casi, prevedibile. In tale direzione si muovono i dati forniti dal XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole di Cittadinanzattiva che, però, non sembrano invitare all’ottimismo. L'analisi fa il punto sulla sicurezza, qualità e accessibilità delle scuole italiane. Gli edifici monitorati sono 75, sparsi in 10 regioni, da nord a sud della Penisola.

Lo stato di salute degli edifici

Secondo i dati forniti da Cittadinanzattiva, le strutture scolastiche italiane non godono di buona salute. Il caso più emblematico è, sicuramente, quello delle aule che presentano più problemi assieme. Il 26% di queste presenta distacchi di intonaco e il 30% è a rischio fatiscenza con muffe e infiltrazioni alle pareti. Vale a dire che 1 aula su 3 potrebbe non essere praticabile. Eppure gli studenti tra i banchi ci si ritrovano ogni giorno e fanno i conti con malfunzionamenti che frenano non solo l’andamento del normale piano didattico, ma pongono a repentaglio anche la loro salute. Segnali decisamente allarmanti.

Aule in cattive condizioni

Partendo da queste premesse appare quasi superfluo elencare le altre cose che non vanno. Come il fatto che il 73% delle classi manca di porte-antipanico, non obbligatorie ma importanti soprattutto per gli ambienti comuni: ad esempio, mancano nel 66% delle biblioteche e nel 27% delle palestre. 1 aula su 4 ha spigoli non protetti (25%) e il 13% presenta una pavimentazione difforme. Meglio non stanno gli arredi interni delle aule che risultano danneggiati (o non a norma) nel 36% delle classi. Il 10% di queste ha, poi, finestre rotte e il 36% è senza persiane e tapparelle. Ok - qualcuno potrà obbiettare - e la luce artificiale che ci sta a fare? Ebbene, gli impianti elettrici sono a norma solo in 1 aula su 4 (appena il 31% delle aule è in regola). Dati sconfortanti per un contesto dove la luce naturale è necessaria, se non altro perché in particolari giornate può diventare un elemento fondamentale.

Come stanno mense e palestre?

E cosa dire dei luoghi ricreativi come palestre e mense? Dispiace aggiungere che le palestre sono assenti nel 28% delle scuole monitorate: 1 scuola su 4 non ha una palestra interna. Nelle scuole in cui, invece, la palestra c’è non va tanto meglio. Perché, stando ai dati, il 37% ha segni di fatiscenza strutturale e il 29% manca delle attrezzature base per svolgere le ore di educazione fisica. Segnali positivi arrivano - fortunatamente - dalle mense sia per quel che riguarda la qualità del cibo (il 47% usa alcuni prodotti bio, il 15% interamente bio, il 76% rispetta la stagionalità) e l’osservanza delle norme igieniche. Tuttavia, anche qui troviamo una scarsa presenza delle porte anti-panico (solo il 44% ce l'ha) e impianti elettrici obsoleti (tali nel 37% delle mense).
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