Stop alle iscrizioni online, ma non ai contributi

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto di chiusura delle iscrizioni online, ma non della questione contributi scolastici

Acquisto di strumenti e materiali, manutenzione dei laboratori, attività extracurricolari: le scuole hanno delle spese da sostenere. E poco importa se il Ministero quest'anno è arrivato in loro aiuto aumentando il Fondo di funzionamento: senza l'aiuto delle famiglie non ce la farebbero ad andare avanti. Allora continuano a chiedere il contributo scolastico agli studenti, non di rado attraverso frasi che suonano come vere e proprie minacce. E non sempre le famiglie dei ragazzi le accolgono di buon grado: tra gennaio e febbraio, in linea con gli anni passati, sono giunte alla redazione di Skuola.net un centinaio di segnalazioni, richieste di aiuto di genitori che hanno visto quello che dovrebbe essere un contributo volontario spacciato per obbligatorio. A farci le spese poi sono sempre i ragazzi, molto spesso minacciati di non venire iscritti all'anno successivo o di non poter usufruire di alcuni servizi.

PIÙ SOLDI ALLE SCUOLE - Le iscrizioni online si chiudono alle 20 del 22 febbraio, ma il problema dei contributi purtroppo no. E proprio con l'iscrizione alle classi successive, si presenta puntuale come ogni anno. 50, 80, 100, 150 euro a studente indispensabili (?) per poter frequentare l'anno scolastico 2016/2017. Sì, proprio lo stesso anno che, stando al decreto che modifica i criteri per l’assegnazione del Fondo di Funzionamento delle scuole firmato dal ministro Giannini lo scorso 18 novembre, vedrebbe arrivare più soldi alle scuole. Nello specifico si passerebbe agli attuali 111 milioni a ben 230. Una bella sommetta certo, che però non sembra bastare.

Contributo Scolastico, ecco come funziona

LE SCUOLE CONTINUERANNO A CHIEDERE CONTRIBUTI - Facendo un rapido calcolo, vediamo che a oggi questi soldi possono essere suddivisi in 8 euro a studente alle primarie, in 24 euro agli istituti tecnici. Con l'aumento del Fondo di funzionamento, si passa da 8 a 20 euro a studente delle primarie, e da 24 a 36 a studente degli istituti tecnici. Un miglioramento innegabile che non servirà però a porre fine alla questione contributi: "Nuovi finanziamenti sono sicuramente ben accetti - dice Giorgio Rembado, presidente dell'Associazione Nazionale Presidi in un'intervista recente a Skuola.net - ma in un istituto di medie dimensioni la somma si traduce in 40 euro annui pro alunno, ancora non sufficienti per coprire le spese di funzionamento”. E Rembado non sembra l'unico a pensarla in questo modo: "Nonostante l’aumento, una scuola superiore non può farcela senza il contributo volontario", afferma Salvatore Giuliano, preside dell'ITIS Majorana di Brindisi, uno degli istituti più innovativi d'Italia.

CONTRIBUTO SCOLASTICO: COSA SUCCEDE A ROMA - Ed ecco che allora le scuole tentano il loro disperato tutto per tutto pur di non chiudere baracca e burattini. Se con le buone non si arriva a una soluzione, provano con le cattive. In un istituto professionale alberghiero romano si chiedono alle famiglie 150 euro a studente (circa 110 euro sopra le cifre del Fondo di funzionamento) spacciandole per obbligatorie. Restando nella Capitale, vediamo come un istituto tecnico industriale ne chieda invece 80 (circa il doppio rispetto all'Ffo), pena la mancata iscrizione dello studente all'anno successivo.

Contributi scolastici

NON PAGHI IL CONTRIBUTO? NIENTE REGISTRO - E i casi non si fermano alla città eterna. A Domodossola, un istituto tecnico commerciale riscuote cifre che vanno dai 70 euro se i ragazzi frequentano la prima o la seconda, ai 110 euro per tutti gli altri. A chi non paga il contributo scolastico non è permesso di usufruire di laboratori e registro elettronico. Un altro istituto, stavolta di Sacile e Brugnera, chiede invece il versamento di cifre che partono dai 70 per arrivare ai 105 euro a studente. Cifre che sembrano essere obbligatorie, tanto che deve versarle anche chi, per reddito o per merito, sia esonerato dal pagamento delle tasse scolastiche.

SE NON PAGHI, NON TI ISCRIVI - A Conegliano, invece, il mancato pagamento del contributo scolastico di 100 euro potrebbe costare l'iscrizione al quinto superiore, mentre in un professionale di Milano l'iscrizione ora viene accettata, ma a giugno va poi "perfezionata" pagando un contributo scolastico di 150 euro. Niente registro elettronico (di nuovo!), per chi invece non paga il contributo "volontario" di 50 o 100 euro in un liceo scientifico di Soverate.

CONTRIBUTO SÍ, CONTRIBUTO NO? - E potremo continuare a elencare casi fino a domani. Ogni giorno ne arrivano decine in redazione, che poi Skuola.net provvede a girare al Ministero dell'Istruzione che prende in considerazione caso per caso. Da anni infatti ci battiamo affinchè si metta un fermo definitivo alla questione dei contributi scolastici volontari fatti passare per obbligatori attraverso minacce. Allo stesso modo, da anni ricordiamo che la scuola italiana è una scuola in difficoltà e che, qualora sia possibile, va aiutata. In virtù di questo, ribadiamo che i contributi scolastici sono deducibili dalle tasse purché venga conservata ricevuta del versamento e nella causale sia stata specificata la seguente dicitura: "erogazione liberale per (almeno una delle seguenti motivazioni) innovazione tecnologica; ampliamento dell'offerta formativa; edilizia scolastica". In ogni caso, per ogni tentativo di abuso e minaccia da parte delle scuole relativa ai contributi scolastici scrivete sempre a contributi@skuola.net.

Serena Rosticci

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