Solai e tetti traballanti: aiuto, le scuole ci crollano addosso

Marcello G.
Di Marcello G.

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Sembrerà un caso ma negli stessi giorni in cui si aggiornano i dati sullo ‘stato di salute’ degli edifici scolastici italiani, il crollo di un solaio al Liceo Virgilio di Roma fa puntare nuovamente i riflettori sulla necessità di accelerare sulla messa in sicurezza delle strutture che ospitano quotidianamente gli studenti. Sono migliaia le scuole che non sono pienamente efficienti. Secondo i numeri ufficiali dell’Anagrafe Nazionale dell’edilizia scolastica, tantissime (Il 54%) si trovano in zone dal pericolo sismico medio-alto (19mila in quelle a rischio più elevato), tante altre sono ospitate in palazzi molto vecchi (il 16% è stato costruito prima del 1945 e per un altro 13% non ci sono informazioni certe) e avrebbero bisogno di una profonda manutenzione. Con un gigantesco tallone d’Achille: i soffitti. Tra tanti aspetti da migliorare, il vero punto debole delle scuole italiane sono proprio i tetti. Che cadono con una frequenza preoccupante.

Una media di 40 crolli ogni anno. In 4 anni ben 24 feriti a scuola

Secondo il XV Rapporto di Cittadinanzattiva sulla Sicurezza delle scuole (settembre 2017), solo negli ultimi quattro anni si sono verificati ben 156 crolli, con 24 – tra ragazzi, docenti e personale amministrativo - che in maniera più o meno grave sono rimasti feriti dalle macerie. Solo nello scorso anno scolastico, tramite la stampa locale si è avuta notizia di 44 episodi. In alcuni casi si è trattato di eventi totalmente inaspettati, ma in tanti altri si poteva fare qualcosa per evitarli. Si tratta, come detto, soprattutto di crolli di solai, di tetti, di controsoffitti, di distacchi di intonaco. Ma ci sono stati anche cadute di termosifoni, di alberi. Nelle scuole del Sud come in quelle del Nord e del Centro. Nei piccoli paesi e nelle grandi città. Negli istituti comprensivi e negli istituti superiori.

Ispezioni e interventi, l’impegno del Miur per tamponare l’emergenza

Il Miur, da parte sua, sta cercando di fare il possibile per recuperare il tempo perduto ma i risultati ancora stentano a vedersi. “Come Ministero – ha ricordato Valeria Fedeli - abbiamo finanziato, con 40 milioni di euro, oltre 7.000 ispezioni sui solai, 6.000 delle quali sono state già realizzate. Quest’estate abbiamo sbloccato altri 7 milioni di euro per le ispezioni, per un ulteriore scorrimento delle graduatorie degli interventi richiesti. L’impegno sul fronte dell’edilizia è costante. In questi anni c’è stata una vera e propria svolta, con 9 miliardi stanziati e una governance per la gestione e la spesa dei fondi completamente rivista, con l’attivazione, dopo venti anni di attesa, dell’Osservatorio per l’edilizia scolastica e dell’Anagrafe con i dati relativi a tutte le scuole”. Ma, nel frattempo, le scuole continuano a perdere pezzi.

Manutenzione assente e inerzia degli enti locali gli ostacoli maggiori

Quello che manca, aldilà degli interventi urgenti, è in primis la manutenzione ordinaria. Inadeguata per quasi una scuola su quattro. Il 23% degli edifici monitorati dall’associazione, infatti, non avrebbe superato l’esame effettuato. Solo il 3%, invece, sarebbe in ottimo stato. Circa un quarto di aule (26%), bagni (27%), palestre e corridoi (28%) presentano distacchi di intonaco. Segni di trascuratezza, come muffe ed infiltrazioni, sono stati riscontrati nel 37% delle palestre, nel 30% delle aule, nel 28% dei corridoi, nel 24% dei bagni. E, spesso, la responsabilità è degli Enti locali: 1 scuola su 4 avrebbe chiesto interventi di tipo strutturale che ben nel 74% non sono stati mai effettuati dall’ente proprietario dell’edificio. Nel 21% dei casi, l’Ente è intervenuto con molto ritardo, nel 5% con qualche ritardo. Neanche una volta un intervento è stato immediato e tempestivo.

Il ‘caso Virgilio’ e il difficile coordinamento tra le istituzioni

Il caso del Virgilio è emblematico. Secondo la ricostruzione fatta dal ministero, all'anagrafe dell'edilizia scolastica non risultano richieste per il finanziamento di interventi di manutenzione - ordinaria o straordinaria - per l’istituto di via Giulia. Alla scuola, dunque, sono arrivati solo i 42mila euro per l'adeguamento alla normativa anticendio. Il Comune di Roma, perciò, non avrebbe considerato la sede del liceo tra quelle più a rischio. “La Città Metropolitana – si legge in una nota del Miur - ha fatto poi domanda per le indagini diagnostiche sui solai, ricevendo 277mila euro per 32 interventi già finanziati, ma il Virgilio non è indicato come prioritario fra quelle richieste. La Città metropolitana di Roma ha infatti candidato 57 scuole e il Virgilio è la cinquantaduesima in graduatoria”. Nonostante le mura di una delle scuole storiche della Capitale abbiano più di 500 anni di vita. Il simbolo della difficoltà nell’affrontare in maniera efficace il tema dell’edilizia scolastica.
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