Doppia spunta? Whatsapp piaceva per la privacy

doppia spunta whatsapp piaceva per la privacy


Doppia spunta blu si, doppia spunta no? Il web si divide e sui social l'opinione si spacca ma una sola cosa è certa: d'ora in poi la chat di Whatsapp, giunta al suo quinto anno di vita, non sarà più la stessa.

LA SPUNTA DELLA DISCORDIA - Da oggi, infatti, quel doppio baffo colorato, che appare non appena il messaggino è stato letto, svelerà se la persona contattata vuole rispondere oppure no. Impossibile far finta di non aver letto, la doppia spunta è lì a certificare. In effetti, funziona proprio come una ricevuta di ritorno. Ma la novità, presentata dall'app tra le più utilizzate al mondo, non piace proprio a tutti. Anzi. A rivelarlo non è solo l'ironia che viaggia sui social in queste ore ma anche l'opinione dei ragazzi che, a dirla tutta, di Whatsapp apprezzavano soprattutto la possibilità di mantenere un minimo di privacy, contrariamente a quanto avviene sugli altri social network.

ADDIO PRIVACY? - Anche la chat “riservata” si adegua ai tempi e diventa più esposta. Piacerà questa novità? Non a tutti. E' quanto emerge da un sondaggio realizzato da Skuola.net su un campione di 3600 studenti: un ragazzo su due, infatti, utilizza maggiormente Whatsapp rispetto ad altri social e 7 studenti su 10 assicurano di non poterne più fare a meno. Facebook ? Si posiziona al secondo posto con un magro 25%. E le motivazioni sono chiare: a 6 ragazzi su 10 piace Whatsapp soprattutto per la chat e 1 su 2 ne utilizza i gruppi che, a differenza di quelli creati su Facebook, sono invisibili ai non iscritti.

GRUPPI CHE PASSIONE – La vera caratteristica predominante dell'utilizzo di Whatsapp è la possibilità di creare gruppi. Ce ne sono di tutti i tipi: da quello della classe a quello del calcetto, dalla palestra agli amici del muretto passando per quelli delle vacanze o della scuola guida. Ormai la comunicazione è intrecciata e le notifiche incessanti. Dal sondaggio di Skuola.net emerge infatti che 4 studenti su 10 fanno parte i almeno un gruppo fino a un massimo di 3. Tre su 10 hanno fino a 6 gruppi diversi e 1 su 10, addirittura, arriva ad essere iscritto fino a 10 gruppi.

PASSARE INOSSERVATI - Dunque la privacy torna in vetta alle esigenze della generazione social: un ragazzo su 3 ammette di utilizzare la possibilità di rendersi invisibile in chat, togliendo gli orari di accesso. Una chance in più, per 6 utenti su 10, che va a vantaggio della la privacy.

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