Viaggi a misura di studente: attenti ai vicini

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

scegliere bene il posto in cui sedersi sull'aereo è una condizione fondamentale alla buona riuscita del viaggio

La stagione dei viaggi è ormai incominciata. Sebbene, infatti, il bel tempo stenti a decollare, sono i mesi caldi quelli prescelti dalla stragrande maggioranza di persone per viaggiare in giro per il mondo. Moltissimi saranno i giovani che, al termine degli esami, partiranno per la proverbiale vacanza della Maturità. Le mete probabilmente sono state già scelte, gli hotel prenotati e le valigie quasi completate. L’aereo ultimamente è nella pole position dei mezzi di trasporto prediletti, in quanto comodo, veloce e spesso anche economico. A questo punto uno solo è il pensiero che dovete porvi: dove sedervi durante il tragitto. Non sottovalutate l’importanza della tipologia di viaggiatore che vi ritroverete al fianco: può condizionare il vostro umore e la buona riuscita del volo!

L’INGUARIBILE DORMIGLIONE- Partiamo immediatamente dal profilo del dormiglione che cade in un letargo profondo non appena le ruote del carrello si staccano da terra. Si tratta di una tipologia che può essere vantaggiosa, per alcuni aspetti, e profondamente fastidiosa per altri. Se il vostro vicino è particolarmente rilassato, infatti, tenderà a non restare entro i limiti del suo posto, sbracandosi verso di voi che vedrete irrimediabilmente diminuire il vostro spazio. La situazione si aggrava quando il dormiglione tende a sbavare come una lumachina, o addirittura a tenere la testa penzoloni. La sorte non è migliore per chi si ritrova il ghiro di turno seduto nella fila davanti: infatti quest’ultimo potrebbe decidere di reclinare il sedile fino ad avere l’impressione di essere disteso comodamente sul suo letto, senza pensare al disturbo arrecato a chi è seduto dietro di lui.

IL FRENETICO - Un altro personaggio da evitare è il frenetico. Tendenzialmente potrete adocchiarlo con facilità. Già dall’imbarco vi renderete, infatti, conto della sua difficoltà a stare fermo per qualche minuto consecutivo. Il frenetico è agitato, guarda il biglietto, poi l’orologio, sbuffa per il ritardo e nel farlo prende il cellulare e fa partire una chiamata, forse due, che rimarranno casualmente senza risposta. Si gratta la testa, ma non ha i pidocchi, poi si aggiusta il collo della camicia, scarta un pacchetto di gomme e incomincia a masticarne una freneticamente. Per lui volare è un po’ angosciante in quanto costretto a stare fermo nell’arco temporale, troppo breve verrebbe da dire, del decollo e dell’atterraggio. Non appena si spengono tutte le spie, compresa quella della cintura di sicurezza, balza in piedi: ha dimenticato qualcosa nel bagaglio a mano, deve andare in bagno, deve sgranchirsi insomma!

LA VANITOSA - Una tipologia abbastanza diffusa di compagno di viaggio è proprio questa! La vanità, si sa, è femminile e quindi facilmente individuabile. La vanitosa è una donna che anche dopo cinque ore di volo deve essere fresca e profumata come una rosa, e quindi è ben equipaggiata di campioncini di profumi, cremine, make up in polvere e quanto altro possa esserle utile per togliere occhiaie e grigiore dovuti alla stanchezza. Allo spegnimento delle spie, parte un vero e proprio restyling degno del migliore centro di bellezza. Crema idratante dall’odore insopportabile, fondotinta polveroso a prova di sternuto, poi ombretto, matita, fard e rossetto. Potrebbe addirittura chiedervi di tenerle lo specchietto!

L’ANSIOSO CHIACCHIERONE - Non manca chi deve necessariamente scambiare due chiacchiere, anche se si tratta del volo più breve che abbiate mai affrontato. Forse è un ansioso, forse semplicemente una persona socievole. Ma in ogni caso, vuole rendervi partecipi della sua vita. Potrebbe iniziare ad attaccare bottone con la solita frase “Come mai è in viaggio? Vacanza o lavoro?”. Dopo la vostra accennata e platealmente svogliata risposta, partirà il suo monologo, e se siete sfortunati il chiacchierone staccherà la spina solo all’arrivo in aeroporto. Potrà eventualmente mostrarvi qualche foto dei familiari che sta andando a trovare e raccontarvi, a quel punto, la storia dei suoi ultimi tre o quattro anni di vita!

E tu quale compagno di viaggio non sopporti?

Margherita Paolini

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18 novembre 2017 ore 09:30

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