Europee 2019, Salvini a Skuola.net: “Il 23 maggio incontro la prof di Palermo e i suoi studenti”. E sull’Unione: “Voglio stare in Europa ma da italiano”

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Immigrazione, economia, agricoltura: sono questi i punti fermi dell’idea d’Europa che la Lega vuole mettere in pratica nei prossimi cinque anni. A disegnare lo schema d’azione è direttamente il vicepremier Salvini. Il leader leghista li ha ribaditi agli studenti di Skuola.net, durante una videochat in diretta ospitata da ‘Binario F from Facebook’, lo spazio che il social network ha aperto presso la Stazione Termini di Roma negli spazi di LVenture e LUISS EnLabs, e dedicato alla formazione sulle competenze digitali.

I politici parlano ai ragazzi in vista delle Elezioni Europee

Fondamentale far capire alle nuove generazioni l’importanza delle elezioni con cui si rinnoverà il Parlamento Europeo. È questo l’obiettivo di #MeetMillennials, il format pensato per avvicinare la politica ai ragazzi anche in vista del voto del 26 maggio. Perché, anche a detta del ministro dell’Interno, i giovani dovrebbero essere particolarmente interessati alle vicende dell’Unione. Assai più vicine al nostro Paese di quanto si possa pensare. “L’Europa entra in casa di tutti – sottolinea Salvini – visto che l’input per tre quarti delle leggi che vengono approvate in Italia arriva da Bruxelles”. Commercio, scuola, lavoro, formazione, politiche del web: eccole alcune delle aree di competenza della UE.

UE, le prime cose da cambiare secondo il leader della Lega

Il futuro, dunque, parte da lì. Ma, nei piani della Lega, ci sono molte cose da cambiare. Dovendone indicare tre, Salvini non ha dubbi: “Le politiche migratorie sono al primo posto – ribadisce il vicepremier - perché è necessario fare una norma comune che consenta l’ingresso in Europa solo a chi ne ha diritto. Vanno poi riviste le regole sull’economia, ripensando i vincoli di bilancio, allentandoli, per far ripartire il lavoro e bloccare la fuga dei cervelli; le politiche del rigore e dell’austerity non stanno dando buoni frutti, le economie stanno rallentando ovunque. Infine l’agricoltura, un mio pallino; bisogna difendere il Made in Italy, con etichette più chiare che mostrino alla gente cosa stanno mangiando”.

Buon senso sì, integralismo no

Ma l’Unione europea avrà prodotto anche cose positive? Salvini questo non lo nega: “Una delle poche cose su cui abbiamo investito è l’Erasmus, aumentando i fondi per finanziare la mobilità – dice - ma sul resto si fa ancora troppo poco”. Anche qui ritorna il tema dell’immigrazione: “Se è positiva e qualificata - continua Salvini – può essere utile, ma quella che abbiamo subìto per anni in Italia non serve. Su questo l’Europa non ha mosso un dito”. Così come sulle questioni ambientali, ormai al centro del dibattito: “Il risveglio dei giovani è sicuramente un bene – è il parere del leader leghista – e poi ci sono tante imprese che stanno scommettendo sulla svolta verde. Ma bisogna farlo con buon senso, senza integralismo. Va bene, ad esempio, la mobilità elettrica ma se poi la gente non ha i soldi per comprare le auto ecologiche è tutto inutile”.

Far tornare l'Italia protagonista in Europa

In ogni caso, respinge le accuse che vedono nella Lega un pericolo per l’Europa, colei che vuole distruggerla: “Io voglio starci ma da italiano, con dignità – ribadisce Salvini -, da protagonista. l’Europa è composta da 28 Paesi che vogliono stare assieme ma che sono diversi. Alcune cose devono essere lasciate alla libertà dei singoli stati. Voglio un’Europa diversa, voglio cambiarne le regole”. Perché, conclude “L’Italia paga all’Europa di più di quello che gli torna indietro”.

Il caso della prof sospesa: "La incontrerò, insieme ai suoi studenti"

Inevitabile infine un accenno alle vicende di casa nostra che l’hanno visto (indirettamente protagonista) negli ultimi giorni. Come il caos generato dalla sospensione della professoressa di Palermo per non aver impedito ai propri studenti l’accostamento tra il decreto sicurezza e le leggi razziali promulgate durante il fascismo: “Sicuramente vedere un video in cui i ragazzi dicono che le due cose sono simili – commenta Salvinidenota quantomeno ignoranza. Detto questo non ci doveva andar di mezzo la professoressa. La incontrerò giovedì a Palermo ma incontrerò anche i ragazzi. La conoscenza diretta può portare a un giudizio diverso”.

Gli striscioni sui balconi: "Tutto concesso, tranne l'idiozia"

O come la questione degli striscioni fuori dai balconi, fatti rimuovere: Viva gli striscioni – dice il ministro dell’Interno – che tra l’altro sono l’ultimo dei miei problemi. Ho detto a questori e prefetti di lasciarli lì dove sono. Diverso è quando non ci si limita alla critica politica. Fuori dall’università Statale (di Milano) ad esempio, c’era scritto ‘Salvini muori’, ‘Salvini crepa’, ‘Sparate a Salvini’; quelle sono idiozie. L’altro giorno in piazza c’era un signore che per sfottermi si è vestito da Zorro. Evviva Zorro, evviva i Fantastici Quattro, evviva le LOL”.




Ancora tanti ragazzi indecisi sul voto

#MeetMillennials vuole rispondere alla crescente esigenza di risposte e informazione politica da parte dei giovani. E in questo caso i social possono diventare uno strumento decisivo, visto che sono la piattaforma dove spesso le nuove generazioni passano più tempo nel corso della giornata. Infatti alla vigilia delle elezioni politiche del 2018, solo 1 neo-maggiorenne su 2 si dichiarava certo di recarsi alla urne, stando alla rilevazione di Skuola.net. Dodici mesi dopo questa percentuale sale al 67% sempre secondo i dati registrati dal portale studentesco. Il vero problema è che questa convinzione, almeno nelle dichiarazioni, scende progressivamente man mano che dai 20 anni ci si avvicina verso i 30. Segno che questo entusiasmo dei più giovani probabilmente va capitalizzato e non deluso.
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13 novembre 2019 ore 17:00

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