Di Maio risponde agli studenti e promette il ministero della Meritocrazia

Marcello G.
Di Marcello G.

Il candidato premier del Movimento 5 Stelle è intervenuto in diretta web sul portale Skuola.net, nel primo appuntamento di #MeetMillennials, il format ideato dal portale di riferimento per i ragazzi in età scolare e universitaria per avvicinare i giovani alla politica. Per questo la puntata della Skuola|Tv con Di Maio ha visto un’ampia partecipazione: in meno di un’ora più di 100mila utenti collegati sul sito e sui canali social Facebook e Youtube. Numeri che cresceranno ulteriormente grazie alla ‘viralizzazione’ dei post dello streaming.


Di Maio e la scuola

“La scuola è stata massacrata – ha detto Di Maio negli ultimi 15 anni sono state fatte quattro riforme senza dare il tempo al sistema di assorbirle. Sarebbe meglio applicare correttamente le norme esistenti. Con un'altra riforma si manderebbe in shock il sistema”. Solo dopo, secondo il Vicepresidente della Camera, si può pensare ad arricchire l’offerta formativa con le competenze trasversali.

Temi, questi ultimi, che sono comunque al centro del programma politico dei pentastellati: “Educazione alimentare per prevenire le malattie e migliorare la qualità delle nostre vite. Affettività e sessualità, per imparare a rapportarsi col prossimo. Digitale. Ci vogliono testa e cuore – sottolinea Di Maio – non solo apprendimento”.

Ma tutto deve necessariamente partire dalla conoscenza delle istituzioni. Dalla lettura della Costituzione che, per il candidato premier M5S, è “importantissima”. Non solo in classe. “Lì c’è scritto tutto – afferma Di Maio - Se vuoi cambiare il Paese devi partire dalla nostra Carta Fondamentale. E da lì che deve prendere spunto qualsiasi programma elettorale”.

Università: le priorità dei pentastellati

Altro cardine del sistema educativo è certamente l’università. E, su questo, Di Maio ha le idee chiare: “Una volta al governo – dice – vorremmo adottare il modello francese, con un primo anno primo anno fatto di insegnamenti trasversali e comuni a molte facoltà. E con i test selettivi, che indirizzano i ragazzi in base alle proprie attitudini, rimandati di dodici mesi. Solo così l’orientamento diventa efficace. Solo così vengono fuori i talenti posseduti da ogni ragazzo. Nel nostro Paese ci sono, già a partire dalla scuola, delle menti sveglissime. Basta farle emergere”.

Meritocrazia e futuro

Per questo il fulcro del programma del Movimento si basa sulla meritocrazia. Una cosa che in Italia è ancora una chimera. I ragazzi, per Di Maio, iniziano a capirlo già dalla scuola: L’alternanza scuola-lavoro, ad esempio, per come è stata costruita oggi serve a farti immaginare un mondo dove non c’è meritocrazia. Basta vedere il caso degli stage da McDonald’s”. Si dovrebbero fare politiche pubbliche per permettere ai giovani più meritevoli di prendere in mano le loro vite, “allargando, ad esempio, ai redditi fino a 26mila euro la no-tax area; oppure incentivando politiche attive per incrociare domanda e offerta di lavoro. Basta con le corsie preferenziali, stop ai baronati universitari”.

Ma, anche qui, non servono altre leggi: “Basta far funzionare quelle che ci sono. Noi stiamo pensando a un Ministero sulla Meritocrazia. Accompagnandolo a un raccordo costante tra istruzione e mondo del lavoro: “potenziando, ad esempio, il dottorato industriale, una grande esperienza di formazione (già esistente) che ti dà delle competenze superiori abbinando studio e esperienza concreta di lavoro”.

Oppure, per rimanere alla scuola dell’obbligo, rimettendo in sesto i vecchi istituti tecnici e commerciali, “diventati negli anni la cenerentola del sistema scolastico. Non servono necessariamente master o corsi post universitari. È sufficiente introdurre un sistema di certificazioni ad hoc per il mondo delle imprese. L’industria 4.0, ad esempio, avrà bisogno di gente che ‘governi’ i robot. Perché non andarli a formare già dalle scuole superiori”.

Portare i giovani a un voto consapevole

Infine un appello ai giovani. Un invito alla partecipazione elettorale che parte da un’esperienza personale: “Nel 2008 – ammette di Maio- quando ero poco più che ventenne, non andai a votato perché non mi sentivo rappresentato. Da quel giorno mi sono ripromesso di iniziare un percorso di partecipazione. Tutti dovrebbero farlo. Per diventare controllori di chi ha votato.

Secondo alcuni recenti sondaggi, infatti, c’è il rischio concreto che, nella fascia d’età tra i 18 e i 20, circa il 70% potrebbe non andare a votare (il 40% se allarghiamo il campione agli under 25). Nonostante il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo ultimo discorso di fine anno abbia invitato tutti alla partecipazione.

Luigi Di Maio ospite della Skuola|Tv

Così Skuola.net, piattaforma leader nell’edutainment degli studenti in età scolare e universitaria, ha pensato di dare il suo contributo per invertire la rotta. #MeetMillenials è il nome del progetto con cui il portale per studenti punta a far incontrare ai giovani i leader dei principali partiti politici. In che modo? Invitando direttamente i candidati a confrontarsi con i ‘nuovi elettori’ su un terreno in cui questi ultimi possano trovarsi a proprio agio, una sorta di comfort zone: il web.

L'intervento di Luigi Di Maio che, il 7 febbraio alle 16.30, ha risposto alle domande della community di Skuola.net in diretta alla Skuola|Tv, è stato solo il primo di una serie di appuntamenti che accompagneranno i ragazzi fino al 4 marzo, con l’obiettivo di mettere nelle mani dei giovanissimi gli strumenti per votare consapevolmente. L’invito, infatti, è stato esteso anche al leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, al segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, al segretario della Lega Matteo Salvini e al candidato premier di Liberi e Uguali Pietro Grasso. La porta è aperta. Conducono Gianluca Daluiso, giornalista e blogger, e Daniele Grassucci, giornalista e founder di Skuola.net.

I dubbi e gli interrogativi degli studenti in vista delle elezioni

Dall’istruzione all’occupazione, dalla fuga dei cervelli alle questioni prettamente politiche. Nelle scorse settimane sono state raccolte più di mille domande, tra le quali è stata selezionata una rosa di 10 quesiti, uguali per tutti quelli che vorranno intervenire. Sul piatto ci sono questioni più tecniche (“Perché in questo periodo di campagna elettorale nessuno ha parlato ancora di riforme scolastiche?”) ma anche quesiti apparentemente banali - ad esempio, “Perché al posto di combattere fra di voi non vi mettete d'accordo?”che però potrebbero mettere in difficoltà anche il più esperto dei politici.

Risposte chiare per ‘riconquistare’ i giovani

Nessun giro di parole ammesso. Ritmi serrati per le risposte (appena 2 i minuti a disposizione per essere il più convincenti possibile). I giovani hanno bisogno di chiarezza. E di spunti per guardare al futuro con ottimismo. In base a un sondaggio effettuato da Skuola.netin collaborazione con l’istituto di ricerca SWG – su un campione di ragazzi tra i 15 e i 25 anni, circa 2 su 3 sono tendenzialmente pessimisti sulle prospettive per l’avvenire. Un dato che aumenta al crescere dell’età: tra i minorenni l’assoluta sfiducia si ferma al 16% mentre tra i maggiorenni la percentuale sale fino al 24%.

Le priorità dei ragazzi? A volte molto diverse da quelle degli adulti

La fonte di questa negatività? Al primo posto ci sono i fattori economici: lavoro, crescita, istruzione. Problemi che, messi a sistema, si traducono in un 56% di ragazzi che intravedono poche prospettive. Ma il vero nodo della questione è un altro: le priorità dei giovani sono distanti anni luce da quelle degli adulti (politici compresi). L’unico terreno di lotta comune è la disoccupazione, punto centrale sia per i ragazzi (il 41% lo mette al primo posto) sia per gli adulti (42%). Ma il capitolo scuola, ad esempio, per gli adulti vale appena il 6% (per i giovani, invece, è al terzo posto tra i problemi più urgenti). Un dato che basta a spiegare l’urgenza di un’iniziativa come quella di Skuola.net.


Marcello Gelardini

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