Europee 2019, Di Maio a Skuola.net: "Oltre alla fuga di cervelli, bisogna fermare quella dei pancioni"

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Un modello che consenta ai nostri giovani di crescere lavorativamente e mettere su famiglia, rimanendo nel proprio Paese. È quello che Luigi Di Maio vuole costruire in Italia ed esportare a livello Europeo nei prossimi cinque anni. Il vicepremier ha spiegato agli studenti di Skuola.net – durante una videochat ospitata da ‘Binario F from Facebook’, lo spazio che il social network ha aperto alla Stazione Termini di Roma negli spazi di LVenture e LUISS EnLabs, dedicato alla formazione sulle competenze digitali – il programma del Movimento 5 Stelle alla vigilia delle elezioni europee del 26 maggio. Un’occasione per parlare non solo di politiche comunitarie ma anche di politica interna. E annuncia la fase due del governo: “Dopo esserci occupati di quelli più in difficoltà, inizia la fase due del nostro governo, per sostenere quello che una volta si chiamava il ceto medio”.



Elezioni europee 2019, spartiacque per il futuro

Tuttavia la stabilità del governo e quindi di questo intendimento passa per un voto, quello per il rinnovo del Parlamento Europeo, che per il leader ‘pentastellato’ è uno spartiacque tra passato e futuro: “Queste sono le elezioni europee più importanti di sempre – sottolinea Di Maio – perché è assodato che cambieranno gli equilibri. C’è da vedere solo chi interpreterà il cambiamento, questo dipende da chi vincerà le elezioni. Però non ci sarà più una maggioranza schiacciante dei partiti tradizionali”. La speranza del M5S è di riportare al centro del dibattito i temi sociali: “Dobbiamo far rivivere il sogno europeo, che era fatto di solidarietà, di aiuto alle persone. Oggi quando si parla di Europa si cita solo l’Erasmus. Una cosa bella, ma non si può citare un’unica cosa per dire che quest’Europa deve rimanere così com’è”.

Le priorità del governo: aiutare giovani e ceto medio

Un pensiero che si riflette nei punti su cui considera prioritario lavorare. Il primo è il salario minimo garantito, una misura che consentirebbe di “eliminare tutto il problema dei riders e dei ragazzi sottopagati”. Subito sotto c’è il tema immigrazione: “Noi abbiamo da una parte i partiti tradizionali europei che ci hanno lasciato da soli in questi mesi e dall’altra i sovranisti che dicono i migranti ce li dobbiamo tenere – spiega Di Maio - ma queste sono forze politiche che non vogliono bene all’Italia; bisogna garantire la ridistribuzione dei migranti tra i vari Paesi”. Il terzo obiettivo? “Togliere dai parametri Deficit/Pil il capitolo istruzione, università e ricerca; i soldi investiti in quei settori non vi devono rientrare perché il loro ritorno non è tanto di ordine economico quanto sociale”.
Un’architettura di cui il vicepremier ha iniziato a gettare le basi in Italia. “Sto già lavorando – dice - al salario minimo orario. Entro agosto lo voglio approvare. Non esisteranno più stipendi a 2-3 euro l’ora ma da 9 euro in su. È un diritto di civiltà. Se lo facciamo anche a livello europeo eviteremo pure che le aziende italiane se ne vadano all’estero per pagare meno i dipendenti”. Altra urgenza riguarda le famiglie, specie quelle giovani: “È avanzato – ricorda Di Maio - un miliardo dal reddito di cittadinanza che nei prossimi mesi implementerà un fondo, che presto costituirò per decreto, dove ogni quattro mesi finiranno risorse per aiutare le giovani coppie a fare figli; li destineremo a pannolini, baby sitter, asili nido e a tutto ciò che serve per coprire le spese principali. In Italia oltre alla fuga di cervelli abbiamo la fuga di pancioni, ovvero di quelli che emigrano pur di dare un futuro migliore ai propri figli”.

Un aiuto all'innovazione made in Italy

Ma giugno sarà anche il mese del Fondo Nazionale Innovazione: “Sinora tanti giovani italiani che avevano idee innovative se le sono fatte finanziare dai fondi tedeschi e francesi perché noi non avevamo fondi del genere. Manca solo l’ok della Banca d’Italia – promette - per attivare uno specifico fondo di 2 miliardi di euro. Dobbiamo fare in modo che la prossima startup italiana, nasca e cresca qui e, perché no, cercare di attrarre le giovani menti innovative degli altri Paesi”. Senza dimenticare il decreto dignità: “In soli sei mesi ci sono stati 370mila contratti a tempo indeterminato in più, nati dalla conversione di contratti precari, e cresceranno ancora. Con questi elementi si chiude il cerchio attorno ai giovani”.
Salario minimo, fondo per l’innovazione, decreto dignità, sostegno alle famiglie sono proprio i capisaldi del disegno pentastellato per sostenere il ceto medio.
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